Inseguendo il fantasma di Jane Austen
dal nostro inviato Antonello GuerreraRitratto di Jane Austen, Morgan Library & Museum, New York
STEVENTON (REGNO UNITO)
Passione e sentimento. Della sua casa natale, dove ha vissuto i primi 25 anni di una vita troppo breve e straordinaria, è rimasto soltanto un tiglio rigoglioso, piantato dal fratello parroco James dopo aver distrutto la residenza di famiglia per trasferirsi in una nuova canonica, dall’altra parte della strada. Eppure Steventon, bucolico villaggio triangolare di 207 anime in Hampshire dove Jane Austen venne alla luce il 16 dicembre 1775, si prepara a un epocale pellegrinaggio dei fan della scrittrice inglese. I residenti, ci confessano, preferirebbero custodire la loro pace quotidiana. Ma è inutile sfuggire: il 250esimo anniversario della nascita di Austen sta per scoccare.
Il villaggio sono solo case e chiesa. Nessun negozio, solo uno studio yoga per over 60. Ma appena ent…
STEVENTON (REGNO UNITO)
Passione e sentimento. Della sua casa natale, dove ha vissuto i primi 25 anni di una vita troppo breve e straordinaria, è rimasto soltanto un tiglio rigoglioso, piantato dal fratello parroco James dopo aver distrutto la residenza di famiglia per trasferirsi in una nuova canonica, dall’altra parte della strada. Eppure Steventon, bucolico villaggio triangolare di 207 anime in Hampshire dove Jane Austen venne alla luce il 16 dicembre 1775, si prepara a un epocale pellegrinaggio dei fan della scrittrice inglese. I residenti, ci confessano, preferirebbero custodire la loro pace quotidiana. Ma è inutile sfuggire: il 250esimo anniversario della nascita di Austen sta per scoccare.
Il villaggio sono solo case e chiesa. Nessun negozio, solo uno studio yoga per over 60. Ma appena entrati in questa benestante frazione di campagna, c’è la sagoma della madre di Orgoglio e Pregiudizio e Ragione e sentimento. E, sulla strada Ashe Park Lane, ecco il “pride” della beata popolazione: una cabina telefonica inglesissima e scarlatta, con la scritta Jane Austen sopra. Dentro, libri da scambiare, il programma delle celebrazioni locali e sue citazioni: «Chi non trova piacere in un buon romanzo deve essere incredibilmente stupido». «E già. Perché Jane Austen dimostra come tutti noi, anche le persone più semplici e ordinarie, possiamo essere felici», ci racconta Samuel Keele, devoto americano, 67 anni, che dallo Utah ha creato il gruppo Facebook “Jane Austen Fan Club”, con 100 mila iscritti da tutto il mondo. Quasi la metà dagli States, poi britannici, ma anche migliaia di italiani: «Ci sarò anch’io in Inghilterra a festeggiare», promette Keele.
La statua di cera ufficiale di Jane Austen
Allora raggiungiamo Fred Mawer, guida locale di Bath, nel Somerset. In questo gioiellino di città, la romanziera visse tra 1801 e 1806. Nello storico ristorante “Pump Room”, citato ne L’abbazia di Northanger e in Persuasione, ci si può deliziare con il “Tè Jane Austen”, salmone di St Mawes e paté en croute per 44 sterline. Mawer si prepara a un enorme afflusso di statunitensi: «Quest’anno mi toccheranno almeno una quarantina di tour, più del triplo del solito, soprattutto con americani che bramano di andare sui luoghi dei film tratti da Jane Austen». Come la vicina e magica Lacock Abbey di Orgoglio e Pregiudizio della Bbc, 1995, o la barocca Chatsworth House, in Derbyshire, per la versione del 2005.
Abiti d’epoca nel museo di Bath
Proprio trent’anni fa, Austen diventa incredibilmente pop. Tra 1995 e 1996, casualmente escono insieme quattro film e produzioni, in Usa e Regno Unito, che la trasformano in leggenda contemporanea: Jennifer Ehle (Elizabeth Bennet) e Colin Firth (Mr Darcy) in Orgoglio e Pregiudizio (su cui ora è in lavorazione una miniserie per Netflix), che a sua volta ispirò Il diario di Bridget Jones scritto da Helen Fielding; Ragione e sentimento di Ang Lee con Emma Thompson, Kate Winslet e Hugh Grant; Ragazze a Beverly Hills, con i suoi evidenti riferimenti a Emma.
La statua di Jane Austen davanti al Jane Austen Centre di Bath
Mentre solo in Inghilterra, quest’anno, sono previsti ovunque, e in perfetto stile regency, balli in onore di Jane Austen, in tradizionali cuffie e corsetti, come nel festival a Bath da maggio a dicembre. E nel Jane Austen Center della città potete ammirare anche l’ipnotica statua di cera, ricostruita ufficialmente dall’unico suo ritratto (per mano della sorella Cassandra) e dalle lettere d’epoca.
Il pianoforte di Jane Austen nella casa museo di Chawton
«Lavoro nel marketing da molti anni e non ho mai visto un marchio così travolgente come Jane Austen», ci racconta Caroline Jane Knight, l’ultima discendente della scrittrice — di cui è pro-pro-pro-pro-pronipote — e presidente della Jane Austen Literacy Foundation: «Quando cerchiamo volontari si presentano a centinaia. Quando organizziamo eventi, metà del pubblico rimane per oltre un’ora dopo la loro conclusione. Jane è un genio senza tempo per come andava dritto al cuore di ciò che ci rende umani. Un esempio straordinario per tutte le donne».
Caroline Jane Knight è anche l’ultima ad aver vissuto nel maniero di campagna Chawton House (poco fuori Alton, in Hampshire), di proprietà del fratello di Jane Austen, Edward. Che cambierà cognome in Knight, dopo che ricchi cugini di secondo grado chiedono a mamma Cassandra e papà reverendo George Austen di adottarlo, perché impossibilitati ad avere figli. Gli Austen ne hanno otto — Jane settima — e acconsentono. Ma dopo la morte di George nel 1805 a 74 anni, Jane e la famiglia sprofondano nell’indigenza, traslocano più volte a Southampton e Bath, in case fatiscenti. Infine, nel 1809 Edward gli concede il Chawton Cottage, a pochi metri da Chawton House.
Da questa casetta dove si trasferisce con la madre, l’inseparabile sorella Cassandra e l’amica Martha Lloyd, Austen conquisterà il mondo. Diventando «la più grande scrittrice inglese di sempre», come ci spiega Gill Hornby, romanziera e autrice del libro Miss Austen, «perché non aveva alcun sostegno, a parte un’incredibile fede nel suo talento». A Chawton Cottage, oggi museo “Jane Austen’s House”, non solo pubblica, anche dietro anonimato, i capolavori nel cassetto Ragione e Sentimento, Mansfield Park, Emma e First Impressions, ossia la prima versione di Orgoglio e pregiudizio, che l’editore Thomas Cadell aveva già rifiutato di dare alle stampe. Ma completa anche i poi postumi L’abbazia di Northanger e Persuasione.
Il ritratto in bronzo di Jane Austen a Chawton House, nell’Hampshire, dove la scrittrice morì
Austen intanto rifiuta un paio di pretendenti. Non si sposa: «Voglio essere felice, ma a modo mio», per citare Ragione e sentimento. Fino alla tragica morte a 41 anni, il 18 luglio 1817, tra le braccia della sorella Cassandra a Winchester (sempre in Hampshire), dove si era trasferita per curare i crescenti malanni. Probabilmente fatale la malattia di Addison, o un lupus eritematoso sistemico. Tra qualche settimana, per la prima volta, verrà aperta al pubblico la casa dove spirò, al numero 8 di College Street, tra la rinomata Winchester University e la libreria «forse più antica d’Inghilterra», la P&G Wells, dove la famiglia Austen veniva a comprare saggi e romanzi. La libraia Jo non vede l’ora di «accogliere orde di lettori».
A Chawton incontriamo un’altra donna straordinaria. Laura Mattei, 51enne toscana di Pietrasanta, avvocata ed espatriata con il marito anni fa in Inghilterra. Dopo una gravissima malattia, Laura guarisce e decide di cambiare vita, anzi due vite: oggi è infermiera e pasionaria di Jane Austen, sulla quale organizza affascinanti tour nella campagna inglese. Mattei vive a pochi passi da Chawton House. «Questa è la strada che Jane percorreva per andare a fare la spesa e incontrare le amiche», ci racconta mentre calchiamo il sentiero tra Alton e Chawton, oggi bardato di citazioni di Austen: «In genere la faceva a piedi, ma se era di fretta saliva su un carretto trascinato da un asino».
Lo scrittoio di mogano rotondo dove Jane Austen scriveva a Chawton
Eccolo, il suo carretto, conservato a Chawton Cottage. Dove c’è ancora la carta da parati di due secoli fa, insieme al minuscolo tavolo di mogano rotondo dove Austen scriveva. Come ha fatto, curva su questo pezzetto di legno, a far sbocciare simili capolavori? È la potenza di Jane Austen: rivoluzionaria cortese che ha ammaliato e trasformato il mondo senza ribellarsi troppo, raccontandoci l’amore, la forza delle donne, l’umanità e il romanticismo. Nonostante la scarsa gloria in vita e il fatto che la sorella Cassandra, per «preservare il suo onore», abbia follemente distrutto quasi tutte le lettere di Jane, come racconta nel suo libro Hornby: «Walter Scott, e altri scrittori maschi privilegiati dell’epoca, facevano i soldi parlando di grandi temi. Jane Austen, invece, non diventò mai ricca, ma eterna. Perché, ancora oggi, sa parlare a tutti noi».