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Giacomo Keison Bevilacqua: “A Panda ora piace la saggezza”

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L’autore racconta la svolta nella sua serie cult sull’animale: “È nato come un piccolo diario ma poi è diventato un’agenda per la crescita, un itinerario personale”
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Bella idea fu quella del Wwf, organizzazione per la difesa della natura, di usare come simbolo un panda. Perché è un animale pacifico e solitario che mangia soprattutto bambù. E poi ha occhi dolci e bisogno di protezione (anche perché, accidenti, rischia di estinguersi). Così come è stata bella l’idea di Giacomo Keison Bevilacqua, nel 2008, di creare un panda che raccontasse il proprio e nostro bisogno di essere protetti. Da cosa? Dalle paure, dall’ansia della vita, dal proprio passato, dal proprio presente e, anche, dal futuro che propone tante incertezze.

Classe 1983, autore della serie A Panda piace..., nel 2022 fonda con altri soci, tra cui Sio, la casa editrice Gigaciao Su Instagram è @keison22 e @apandapiace

 

Cominciò così la fortunata serie A Panda piace..., in cui il personaggio si chiedeva, per esempio, perché la luna è tonda. Era un modo affettuoso per condividere con i l…

Bella idea fu quella del Wwf, organizzazione per la difesa della natura, di usare come simbolo un panda. Perché è un animale pacifico e solitario che mangia soprattutto bambù. E poi ha occhi dolci e bisogno di protezione (anche perché, accidenti, rischia di estinguersi). Così come è stata bella l’idea di Giacomo Keison Bevilacqua, nel 2008, di creare un panda che raccontasse il proprio e nostro bisogno di essere protetti. Da cosa? Dalle paure, dall’ansia della vita, dal proprio passato, dal proprio presente e, anche, dal futuro che propone tante incertezze.

Classe 1983, autore della serie A Panda piace..., nel 2022 fonda con altri soci, tra cui Sio, la casa editrice Gigaciao Su Instagram è @keison22 e @apandapiace

 

Cominciò così la fortunata serie A Panda piace..., in cui il personaggio si chiedeva, per esempio, perché la luna è tonda. Era un modo affettuoso per condividere con i lettori (prima sul web poi, visto il successo, in libri e brevi animazioni) le piccole consolazioni che la vita ci può riservare. Da allora sono passati tanti anni e il Panda ne ha fatta di strada. Come dimostra questo nuovo capitolo: A Panda piace... la sveglia del lunedì.

Giacomo, come è arrivato il Panda ad amare perfino la sveglia del lunedì?

«Il lunedì è il giorno in cui pubblico una nuova striscia sul profilo Instagram @apandapiace e le persone mi dicono che è una delle cose per cui hanno iniziato ad apprezzare il lunedì mattina».

Tavole tratte dall’ultimo capitolo della serie A Panda piace..., che danno un’idea dello stile grafico e non solo dell’autore

 

Panda torna in una versione nuova. In cui è un maestro di vita.

«Se prima Panda è nato come un piccolo diario, ora è diventato un’agenda per la crescita, un percorso, in primis per me stesso. Mi piace pensare che sia una piccola isola in cui trovare delle risposte a domande che magari non ci accorgiamo nemmeno di farci».

Che reazioni ci sono sul web?

«Ormai si è formata una community. E mi accorgo che il problema è uno solo: la lontananza che noi abbiamo sempre di più da noi stessi».

Una lontananza qui rappresentata come il nostro bambino interiore. Sai quante risate si fa tanta gente sentendo “bambino interiore”?

«È questo il punto, si è perso il contatto con quella parte di noi più innocente e pura, sepolta sotto tonnellate di vergogna o di armature che la vita ci costringe a indossare. Il bambino che abbiamo dentro scalcia e urla per cercare di liberarsi da tutto questo, provocandoci dolori, ansie, paure».

Qualcuno sul web ha criticato la semplicità con cui vengono affrontati certi argomenti.

«Sì, ma queste persone poi rimangono a seguire la pagina e continuando a leggere si rendono conto che si tratta di un percorso, che c’è qualcosa di più, che ogni breve episodio va sommato agli altri per avere un quadro completo».

E chi odia?

«L’odio, la rabbia, sentimenti ed emozioni umane che tutti proviamo, sono delle punizioni che ci autoinfliggiamo. E parlo di questo con cognizione di causa. Anche io ho vissuto per tanto tempo con una rabbia che mi faceva stare male e che a un certo punto è esplosa».

Poi cos’è accaduto?

«Ci sono dovuto passare attraverso, ho dovuto fare un percorso fino ad arrivare al perdono. Verso altre persone ma soprattutto verso me stesso. Che per me era un’ipotesi impossibile. Per questo ho scritto questo libro: per stare tutti meglio uscendo da una vita guidata dal pilota automatico».

A quali fonti attinge la serie?

«Io mi limito a reinterpretare cose che ho letto in diversi libri. Parlo di accettazione di sé, di consapevolezza. Molti degli insegnamenti o degli esercizi, applicati dalla psicologia moderna per curare disturbi di ansia, sono presi pari pari dal buddismo. E non sono tanto diversi da alcuni insegnamenti di Cristo».

Il primo passo qual è?

«Quando diciamo cose tipo “è più facile a dirsi che a farsi” o “è più forte di me” ricordiamoci che quel “più forte” è riferito a noi stessi. E che usiamo quella parte “più forte” per remarci contro, per farci (o fare) del male. Cambiamo da lì».

Il libro

A Panda piace... la sveglia del lunedì di Giacomo Keison Bevilacqua (Gigaciao, pagg. 208, euro 20). Dal 23 maggio

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