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Frank Baum inedito: oltre l’arcobaleno e oltre

Illustrazione di John Rea Neill per Il Mago di Oza (1926 circa)

 

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Tutti lo conoscono per il suo Mago di Oz ma questo capolavoro ora riscoperto, ambientato sull’isola di Yew, è in puro stile dello scrittore. E non deluderà chi ha amato Dorothy e compagni
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In queste pagine non troverete sentieri di mattoni gialli che conducono alla Città di Smeraldo, non ci sono scarpette d’argento (o rosse per chi ha in mente le immagini indimenticabili del film) da indossare per arrivare, battendo tre volte i tacchi, alla velocità della luce nel luogo desiderato. No, niente di tutto questo è presente qui, va detto subito, ma l’atmosfera che si respira, quella sì, è assolutamente la stessa. Anzi, leggendo L’incantata isola di Yew, si avrà l’impressione di essere tornati per un momento nel meraviglioso mondo di Oz.

Perché questo gioiello ritrovato, scritto da Frank Baum nel 1903 sull’onda del successo ottenuto con Il meraviglioso Mago di Oz, e ora tradotto finalmente in italiano dopo oltre 120 anni dalla sua prima pubblicazione, è davvero una bella sorpresa per gli …

In queste pagine non troverete sentieri di mattoni gialli che conducono alla Città di Smeraldo, non ci sono scarpette d’argento (o rosse per chi ha in mente le immagini indimenticabili del film) da indossare per arrivare, battendo tre volte i tacchi, alla velocità della luce nel luogo desiderato. No, niente di tutto questo è presente qui, va detto subito, ma l’atmosfera che si respira, quella sì, è assolutamente la stessa. Anzi, leggendo L’incantata isola di Yew, si avrà l’impressione di essere tornati per un momento nel meraviglioso mondo di Oz.

Perché questo gioiello ritrovato, scritto da Frank Baum nel 1903 sull’onda del successo ottenuto con Il meraviglioso Mago di Oz, e ora tradotto finalmente in italiano dopo oltre 120 anni dalla sua prima pubblicazione, è davvero una bella sorpresa per gli amanti di Dorothy e compagni. Prima di tutto perché quello che lo scrittore ci propone in questa avventura dimenticata, dedicata al minore dei suoi quattro figli, Kenneth, è ancora una volta un mondo fatto di meraviglia, furbizia e soprattutto di amicizia. Popolato da creature strane — prendi per esempio Re Terribus, con la testa larga e a forma di uovo, sopra cui non cresceva alcun tipo di capello, e tre occhi: «Uno al centro della faccia, uno in cima alla testa e uno dietro di essa; così era sempre in grado di vedere al contempo in ogni direzione, mentre il naso pareva una proboscide di elefante» — e draghi irriverenti, ma anche fedeli scudieri pronti a dare la vita per il Principe Meraviglia. Un nome bellissimo per il protagonista di questa storia, che subito rimanda al desiderio genuino di chi lo porta di lasciarsi stupire dalle bellezze, spesso inaspettate, del mondo.

L. Frank Baum (1856-1919), noto universalmente per Il meraviglioso Mago di Oz con cui spopolò nel 1900, è autore di molti altri libri mai arrivati al pubblico italiano L’incantata isola di Yew è uno di questi

 

Sarà per i lettori, piccoli e grandi, una chiave di lettura in più scoprire che dietro questo principe si nasconde una giovane fata annoiata della sua vita plurisecolare in quanto immortale. Proprio per poter vivere avventure memorabili chiede di essere trasformata in una creatura mortale. Ma a una ragazza, per quanto principessa, viene subito messa in guardia da tre giovani fanciulle che su questo ahimè la sanno lunga, «non sarebbe permesso di viaggiare da sola». No, per vivere esperienze davvero eccitanti, le viene detto, dovrebbe piuttosto diventare un ragazzo. Detto fatto, è così che nasce il Principe Meraviglia. Che però avrà a disposizione per la sua esperienza umana la limitata durata di un anno. Saprà farne buon uso? Ciascuno è libero di trarre le sue conclusioni. In ogni caso, sarà un piacere seguire le sue gesta mentre affronta giganti, briganti e stregoni, a cominciare dal Re dei Ladri Wul-Takim che ci regala alcune tra le pagine più ironiche di tutto il romanzo.

Piacere che si rinnova andando avanti con la lettura, man mano che sotto ai nostri occhi si dipana la struttura di questa isola incantata, suddivisa «come una torta» in quattro regni dai colori e le caratteristiche diverse, con al centro un quinto, situato in mezzo alle montagne, chiamato Spor e governato dal terribile Re Terribus, che nessuno ha mai visto a eccezione dei suoi sudditi… Vi ricorda qualcosa? Se la struttura dell’isola divisa in quattro spicchi richiama infatti da vicino la mappa di Oz, il Regno di Spor al suo centro altro non potrebbe essere che l’opposto negativo della Città di Smeraldo.

Ma i rimandi non finiscono qui. Perché il tema del coraggio, insieme a quello dell’astuzia, è un altro degli aspetti che rimbalzano da un romanzo all’altro. Mentre la rottura degli stereotipi di genere — esplicitata in questo scambio di battute magistrale: «Voi siete una fata femmina, non è vero?». «Beh… sì, suppongo di sì ma visto che mi cambierete in ogni caso, posso diventare sia un ragazzo che una ragazza» — rappresenta davvero un passo in più. Qualcosa che ha del rivoluzionario per i tempi in cui il romanzo fu scritto e che invece risuona benissimo oggi. Non dobbiamo dimenticare che il libro uscì, per quanto con una diffusione limitata se paragonata al Mago di Oz, agli inizi del secolo scorso. Quando era normale pensare, come fa dire qui l’autore alla sua fata, che «le vostre donne sono delle povere e deboli creature», mentre sono gli uomini «a bighellonare in lungo e in largo e a godersi avventure di ogni tipo».

Allo stesso tempo però va ricordato, proprio a proposito del cambio di genere con cui si apre il romanzo, che Baum era il genero di una suffragetta — Matilda Joslyn Gage — che sicuramente influenzò la sua visione progressista e paritaria, rara per l’epoca, soprattutto se esce dalla penna di un uomo, e ancora oggi invece così attuale.

Risiede proprio in questo, offrire ai lettori una storia che sa ancora parlare al presente, a ben vedere uno dei motivi che hanno spinto la casa editrice Minerva a pubblicare questo romanzo nella collana “Libri sperduti”, curata da Raffaella Cavalieri e pensata per riportare alla luce opere di autori di valore che rischiano però di essere dimenticate.

E tra questi Frank Baum non fa eccezione: benché universalmente noto per il Mago di Oz e i suoi celebri sequel, molti dei suoi romanzi e racconti successivi messi in ombra dalla portata del capolavoro non sono mai arrivati al pubblico italiano.

Come pure non fa eccezione Johanna Spyri, scrittrice svizzera ottocentesca e autrice di Heidi, della quale le edizioni Minerva hanno recuperato ora un’altra gemma perduta: Il soggiorno in campagna dello zio Titus. È arrivato il momento di riscoprirli.

Il libro

L’incantata isola di Yew di Frank Baum (Minerva, traduzione Elisabetta Parri, pagg. 208, euro 18, età 11+)

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