«È una delle cose a cui faccio più caso quando scrivo: non bisogna mai sottovalutare l’intelligenza di un bambino. Perciò uso un linguaggio semplice, proponendo però storie dalla trama complessa. Cerco di vedere il mondo con gli occhi di un bambino e so che è un lettore lento, quindi devi scrivere la storia in modo ripetitivo, andare avanti e poi tornare indietro per dar modo di recuperare quel c…