Robinson

L’Europa incantata di Thomas Mann. Sul nuovo Robinson

L’Europa incantata di Thomas Mann. Sul nuovo Robinson

Lo scrittore tedesco intuì le tragedie del Ventesimo secolo e lo raccontò. Allora non lo ascoltammo. Oggi siamo ancora in tempo

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Thomas Mann nacque 150 anni fa ed è morto da settanta. Allo scrittore che nei suoi romanzi seppe intuire le tragedie del secolo, all'esule dalla Germania nazista che dai lontani Stati Uniti continuò via radio ad avvertire l'Europa dei pericoli del totalitarismo, dedichiamo la copertina di Robinson oggi in edicola con Repubblica. Lo scrittore Alberto Manguel traccia la parabola dell'autore dei Buddenbrook, ricorda gli alti e bassi della sua fortuna letteraria e la sua ricerca di «un umanesimo militante, un umanesimo che scopra la propria virilità», nelle parole dello stesso Mann. La nostra corrispondente da Berlino, Tonia Mastrobuoni, spiega invece come la Germania - mentre lo celebra con una mostra nella città natale di Lubecca - viva la memoria di uno scrittore che fu il primo a denunciare “il truffatore Hitler”. Infine Massimo Recalcati spiega perché dalla Montagna incantata e dalla Psicologia delle masse di Freud affiora la stessa diagnosi: il crollo dell'Occidente. Nelle pagine successive, come sempre, le nostre recensioni d'autore. Nello spazio dedicato ai gruppi di lettura, raccontiamo la storia di Noicattaro dove un'intera città legge lo stesso libro nello stesso momento. Un grande gruppo di lettura collettivo, un esperimento che non ha eguali in Italia trainato dal circolo Ali di carta nato all'interno dei Presidi del libro, il sistema di promozione della lettura nato in Puglia. Sul nuovo Robinson, nello spazio dedicato i 27 mila abitanti stanno leggendo Baba di Mohamed Maalel. Le recensioni collettive, invece, arrivano da Torino, con Alza il volume, e da Roma, con il gruppo di lettura della biblioteca Villa Leopardi: i loro consigli sono imperdibili. Avete un gruppo di lettura? Scriveteci a robinsongdl@repubblica.it.

Nello spazio dedicato al mondo social, l'autrice bestseller Anna Premoli, da poco in libreria con una nuova storia che mescola thriller e romance (Tutto troppo segreto, edita da Newton&Compton), ci spiega perché le storie d'amore appassionano le lettrici di ogni età, dai 13 agli 80 anni. Premoli, che è diventata scrittrice nella seconda parte della sua vita, racconta che i libri mettono insieme le generazioni digitali e quelle che il telefono lo lancerebbero volentieri dal balcone.

Nell'arte spazio a una mostra al Palazzo Ducale di Urbino dove va in scena il pesarese Simone Cantarini, in una monografica curata da Luigi Gallo, Anna Maria Ambrosini Massari e Yuri Primarosa, in corso fino al 12 ottobre. Allievo geniale e ribelle di Guido Reni, abile ritrattista, ottimo incisore, solo la morte precoce gli impedì di essere ricordato tra i grandi dell'epoca barocca. Melania Mazzucco ci racconta la mostra urbinate e la vita inquieta di questo grande pittore. Doppio appuntamento nelle pagine dedicate alle giovani lettrici e ai giovani lettori: Eleonora Babbo e Vincenzo Galli, artefici di una serie scoppiettante con protagonisti i dinosauri, spiegano perché li amiamo così tanto. Torna poi l'appuntamento con L'eco del Roditore: Tea Stitlon ci racconta una storia di sport e di solidarietà vissuta dalle Tea Sisters. Perché anche pattinare è più bello con le amiche. Con le pagine dei fumetti, andiamo a Napoli. Marcello Jori ha iniziato la sua carriera a Bologna negli anni ’70, e da sempre si muove tra fotografia, pittura e scritture dipinte. Ha lavorato per Linus, Alter e Frigidaire. Sulle nostre pagine, Luca Valtorta lo intervista sul suo lungo, prolifico rapporto con la figura di Pinocchio. Al burattino di Collodi ha dedicato un libro mondo, composto a mano, e ora una grande scultura a Napoli, in piazza Mercato. Che si intitola "Oh!" ed è un inno alla vita.

Imperdibile l'intervista a Terry Gilliam nelle pagine di spettacoli: quarant’anni fa usciva l'opera più dirompente di Gilliam, Brazil. In occasione della proiezione del film all'Umbria Film Festival, di cui il cineasta è presidente, Arianna Finos ha intervistato il regista. Che della sua opera diventata cult dice: "Il mondo di Brazil è come il nostro: passato, presente e futuro insieme. La tecnologia resta ancorata al passato, mentre va avanti. Quella mescolanza era ciò che mi interessava. Sono stato molto influenzato da Metropolis".

Come sempre, poi, appuntamento con i festival. Lucia Pietroiusti è curatrice di General Ecology delle Serpentine Galleries di Londra. A Noto, nelle prossime settimane, curerà gli appuntamenti del festival 8 albe, che mette in dialogo i paesaggi naturali e culturali della Sicilia con opere d’arte che parlano di natura, spirito e magia, in un'edizione che si intitola Tramonti: Cosmogonie e Fini del Mondo, per accostare, come spiega sulle nostre pagine, "racconti di origine e di collasso" e provare a immaginare il futuro in questa epoca di transizione. Il regista Paolo Restuccia, che dirige la Scuola di Scrittura Creativa Genius, scrive invece del workshop di scrittura creativa che terrà all'interno del festival Carta Carbonia, in Sardegna: un esperimento per ritrovare, con le parole, memorie e radici. Poi, come sempre, le segnalazioni degli eventi culturali da nord a sud.

Robinson si chiude con lo Straparlando. Questa settimana Antonio Gnoli intervista il filosofo Vittorio Possenti. Uomo fine, argomentatore sottile, cattolico che ai percorsi laici della filosofia ha preferito la strada che dal tomismo medievale conduce a Jacques Maritain ed è certo che "nel nostro futuro c'è ancora la metafisica".

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