C’erano una volta i Trufoletti, minuscoli folletti del bosco che vivevano nella valle del Serpentino, molto lontano da noi, in un posto nascosto, «ben al riparo dai grandi piedi» (i nostri) «che potrebbero calpestare tutto». E per fortuna ci sono ancora. Sì perché questi gnometti deliziosi — che indossano le conchiglie del mare come giganteschi cappelli e utilizzano i topolini come cocchieri dei loro piccoli carretti — nati dalla fruttuosa collaborazione tra Anne-Marie Chapouton e Gerda Muller negli anni Ottanta tornano ora in libreria, pronti per essere scoperti da una nuova generazione di giovani lettori grazie a una meritoria operazione editoriale messa in campo da Babalibri. Andiamoli a conoscere.
Si chiamano Otto e Ceppo il taglialegna, Tosca la cantastorie e Rosa la vasaia, poi c’è …
C’erano una volta i Trufoletti, minuscoli folletti del bosco che vivevano nella valle del Serpentino, molto lontano da noi, in un posto nascosto, «ben al riparo dai grandi piedi» (i nostri) «che potrebbero calpestare tutto». E per fortuna ci sono ancora. Sì perché questi gnometti deliziosi — che indossano le conchiglie del mare come giganteschi cappelli e utilizzano i topolini come cocchieri dei loro piccoli carretti — nati dalla fruttuosa collaborazione tra Anne-Marie Chapouton e Gerda Muller negli anni Ottanta tornano ora in libreria, pronti per essere scoperti da una nuova generazione di giovani lettori grazie a una meritoria operazione editoriale messa in campo da Babalibri. Andiamoli a conoscere.
Si chiamano Otto e Ceppo il taglialegna, Tosca la cantastorie e Rosa la vasaia, poi c’è Lena la fornaia e la vecchia Maga, Paolino il poeta e i tre «trufanciulli» Zip, Laura e Fric… Una piccola comunità autosufficiente insomma, che vive in perfetta armonia con gli animali e la natura. E senza dubbio la forte componente ambientalista rende queste storie vicine alla sensibilità dei bambini di oggi che, ne siamo sicuri, sapranno apprezzarle.
Nel mondo fiabesco e brulicante di vita dei Trufoletti (Turlutins nell’edizione originale francese, diventati Trillifolletti nei quattro racconti che l’Editrice Piccoli portò in Italia tra il 1984 e il 1985) ogni giorno è un’avventura: che si tratti di mettersi al riparo dalla piena del fiume, imparare a vivere sugli alberi seguendo le acrobazie degli scoiattoli o andare per la prima volta al mare con tanto di calessini trainati da topoloni campestri.
Illustrazione di Gerda Muller
Ed è proprio la rappresentazione degli animali, nelle meravigliose illustrazioni di Gerda Muller, uno degli aspetti che ci fanno sorridere di più. Scoiattoli, topi, pipistrelli, rondini di mare e persino i granchi: al pari dei nostri minuscoli amici Trufoletti tutti gli animali sembrano giganteschi. Ma lungi dall’incutere timore sanno essere ogni volta magnifici alleati di questi buffi folletti dalle folte capigliature, spesso spettinati, sempre terribilmente spontanei, con le gote rosse, gli occhi vispi e i piedi scalzi persino in inverno.
Un altro elemento che emerge con forza da queste storie — il libro ne contiene tre: I Trufoletti e il fiume; I Trufoletti e gli scoiattoli; I Trufoletti vanno al mare — è la (onni)presenza della natura. Avvolgente e rigogliosa è molto più che una semplice ambientazione. E rivela il legame speciale che con il mondo naturale hanno (o hanno avuto: Chapouton è scomparsa nel 2000, Muller ha 99 anni) entrambe le autrici.
Nata nel 1939 a Millau, in Francia, Anne-Marie Chapouton trascorre parte dell’infanzia tra Tunisia e Olanda e poi si trasferisce a New York, dove consegue un dottorato in letteratura alla Columbia. Di ritorno in Francia, negli anni Sessanta, si stabilisce nella campagna del Lubéron, nel cuore della Provenza, dove circondata da quella natura che ritorna nei suoi libri inizia a inventare storie per le sue figlie. È da qui che nascono i suoi racconti più belli, pubblicati inizialmente su alcune riviste.
Per Gerda Muller, celebre autrice olandese di albi illustrati (ne ha realizzati oltre 120, tradotti in numerose lingue), con la quale Chapouton intrattiene un florido sodalizio, il rapporto con la natura è ancora più viscerale e attraversa la sua vita personale quanto quella professionale.
Nata infatti a Naarden nel 1926, cresce in una grande casa a pochi chilometri da Amsterdam dove, fin da piccolissima, il disegno, il pianoforte e la natura finiscono per essere le sue ancora di salvezza e il giardino intorno alla casa diventa presto il suo rifugio. L’incontro tra due autrici che sanno riconoscere la capacità, talvolta miracolosa, della natura di guarire e infondere serenità, non potrebbe essere più fruttuoso. Sono gli anni Ottanta ed è così che cominciano a prendere vita i Trufoletti. «Appena io e Anne-Marie ci siamo conosciute», ha raccontato Gerda Muller in un’intervista, «abbiamo subito deciso di lavorare insieme. I suoi testi mi hanno conquistata. Non volevo che questi folletti avessero l’aspetto dei soliti gnomi da giardino: dovevano essere più divertenti che graziosi. Così sono nate queste creaturine buffe e irrequiete, con una società tutta loro in cui — ci tengo a precisarlo — il capo è il più piccolo di tutti!».
A partire dal 1983 escono ben sette libri dedicati al fiabesco mondo di questi folletti intraprendenti ed ecologisti: in Francia li pubblica la casa editrice Nathan, in Italia come abbiamo detto li porta poco dopo l’Editrice Piccoli nella traduzione di Teresa Preve. E così le loro giornate nei boschi, il duro lavoro prima dell’inverno, le scorribande in primavera e le feste per celebrare i mutamenti della natura accompagnano e scandiscono le giornate anche dei bambini italiani.
Considerati a tutti gli effetti un classico moderno, a quarant’anni di distanza i Trufoletti vengono riscoperti da Babalibri e tornano in una nuova traduzione con tre delle loro storie senza tempo. A questo punto sarebbe bello recuperare al più presto anche le altre.
Il libro
I Trufoletti di Anne-Marie Chapouton e Gerda Muller (Babalibri, traduzione Giorgia Arnaldi, pagg. 86, euro 18, età 6+)