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Ho ascoltato il bambino che è in me

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Uno scrittore abituato a realizzare romanzi per adulti decide di rivolgersi a un pubblico di ragazze e ragazzi. Si ferma, indeciso se proseguire o meno nell’impresa. Poi, improvvisamente, ritrova la sua voce di una volta
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Per raccontare qualcosa a un bambino di oggi sarà sufficiente pensare a quando io ero un bambino? Ecco la domanda che mi sono posto prima di avviarmi su questo sentiero cercando, come se fossi davanti a un bivio indeciso su quale direzione prendere, la risposta. Perché, se andavo da una parte mi sentivo rispondere «Sì, basta fare uno sforzo di memoria, pensare a quel tempo e vedrai che qualcosa che ti affascinava allora si farà vivo e ti permetterà di raccontare una favoletta di quei bei tempi». Se invece avessi deciso per l’altra strada, una vocina sorgeva per dire: «Attenzione, perché nel frattempo tu sei diventato grande, quasi vecchio, e i bambini di adesso sono un po’ diversi da quelli dei tuoi tempi».

Insomma, per farla breve, non sapevo a quale delle due voci dare retta, mi sembrava che ciascuna delle due avesse la sua parte di ragione, e anche quella di torto, come spesso capita nelle vicende che la vita ci propone e davanti alle quali dobbiamo decidere. Così sono rimasto dava…

Per raccontare qualcosa a un bambino di oggi sarà sufficiente pensare a quando io ero un bambino? Ecco la domanda che mi sono posto prima di avviarmi su questo sentiero cercando, come se fossi davanti a un bivio indeciso su quale direzione prendere, la risposta. Perché, se andavo da una parte mi sentivo rispondere «Sì, basta fare uno sforzo di memoria, pensare a quel tempo e vedrai che qualcosa che ti affascinava allora si farà vivo e ti permetterà di raccontare una favoletta di quei bei tempi». Se invece avessi deciso per l’altra strada, una vocina sorgeva per dire: «Attenzione, perché nel frattempo tu sei diventato grande, quasi vecchio, e i bambini di adesso sono un po’ diversi da quelli dei tuoi tempi».

Insomma, per farla breve, non sapevo a quale delle due voci dare retta, mi sembrava che ciascuna delle due avesse la sua parte di ragione, e anche quella di torto, come spesso capita nelle vicende che la vita ci propone e davanti alle quali dobbiamo decidere. Così sono rimasto davanti a quel bivio con la penna in mano per un bel po’, con la tentazione sempre più insistente di lasciar perdere, girare le spalle e andare a fare due passi da un’altra parte. Il che voleva dire ritornare da dove ero venuto, rifare la stessa strada, evitare di scegliere, che è un po’ da codardi: non mi rendevo conto, cioè, che, così facendo, mi stavo lasciando vincere da una paura che i bambini non hanno, perché in loro il coraggio di fare una scelta è ancora tutto intero. Sennonché, per fortuna, un pensiero mi è venuto in soccorso. Perché noi adulti, in mezzo a tanti difetti, abbiamo, e meno male!, anche qualche pregio, una sorta di asso nella manica che tiriamo fuori quando ci troviamo a parlare di ciò che abbiamo visto e fatto: cioè, dire che, nonostante il tempo passato, ci sentiamo ancora bambini dentro.

E il bello è che, quando diciamo una cosa del genere, ci crediamo; è il momento in cui i ricordi saltano fuori: uno che adesso è pelato ricorda quando aveva i capelli lunghi, un altro che non sta mai zitto sorride pensando a quando balbettava e arrossiva a ogni piè sospinto, un altro ancora racconta delle meravigliose scalate fatte sulle montagne più alte del mondo quando invece, da bambino, faceva fatica a salire le scale di casa. È ciò che ho deciso di fare, prendendo la penna in mano per poi chiedere a quel bambino che sono stato di venirmi in aiuto, farsi sentire, parlarmi perché ero pronto ad ascoltarlo. E così sono rimasto lì, affascinato dalla sua proprietà di linguaggio, ad ascoltarlo raccontare della scoperta fatta, quella di una parola, la prima, che ne ha subito richiamate altre, milioni di milioni, come le stelle di quel salame. È grazie a tutte quelle parole, mi ha detto quel bambino, se infine ho potuto mettermi in relazione col mondo che mi circonda, spiegarmi, chiedere, raccontarmi a mia volta. E tradurre, con l’ambizione di trasmetterli, quei segnali percepiti in quella parte di mondo che a tutta prima pareva priva di parola quando invece è dotata di un linguaggio diverso dal nostro ma non meno suggestivo.

Quel bambino mi ha servito vere e proprie pillole di felicità e l’ho sentito ridere quando ha fatto riemergere in me certi ricordi: la prima volta che ho accarezzato un albero, la guancia contro il suo tronco rugoso, quella in cui ho percepito un suono come di flauto nell’aria che frusciava tra le foglie, intuendo la bella lingua delle piante e, ancora, quando mi sono sdraiato in mezzo a un prato per essere alla stessa altezza dei fili d’erba con la certezza che li avrei sentiti crescere e parlare tra loro. Così ho ripescato il filo che mi unisce al bambino che sono stato e che mi lega a quelli che lo sono adesso, la carta d’identità non ha valore in questi casi, è solo un pezzo di plastica con l’insulsa pretesa di dettare legge sulla libertà della fantasia. Un filo. Se si vuole, filo di ragnatela che si dirama poi in cento e più direzioni, sentieri che ciascuno imboccherà secondo che a guidarlo sarà il caso o la volontà.

Ma lì, sulla linea di partenza, viene fornito a tutti lo stesso kit di viaggio: un animo fanciullino, quell’innocenza come una carta bianca sulla quale lui e non altri avrà il permesso di incidere segni. Quelli appunto, pur se vergati con mano incerta, che ho ritrovato in uno dei tanti cassettini della memoria e che mi hanno spinto e convinto a prendere in mano la penna, tralasciando, almeno per un poco, i cascami dell’età per dare ascolto solo a quel bambino che, come amiamo dirci noi grandi a volte, vive dentro di noi.

"Il mistero del bambino senza parole” è il romanzo di Andrea Vitali dedicato ai giovani lettori pubblicato per Il battello a vapore nella collana Minigialli (pagg. 32, euro 9,90, età 6+). Qui lo scrittore, nato nel 1956 a Bellano sul lago di Como, ci porta in campagna, un luogo bellissimo in cui vivere circondati dagli animali ma anche pieno di magia e mistero

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