Pochi mesi dopo l’uscita del mio sesto romanzo, Il racconto dell’Ancella, partecipavo a un evento per promuoverlo. Durante lo spazio dedicato alle domande del pubblico – con microfoni aperti che molti utilizzavano per tenere dei sermoni – un tale presentò la sua opinione. «Insomma, Il racconto dell’Ancella è un’autobiografia» affermò. Non era una domanda. «No, non è vero» feci io. «Invece sì». «N…