Non è mica facile toccare i miti. Però è il destino di certi fumetti: dopo la morte dei creatori, sono altri a proseguire la saga di personaggi popolarissimi, entrati nell’immaginario collettivo. In Italia accade con l’internazionale Corto Maltese, con Valentina di Crepax e con Lo sconosciuto di Magnus. In Francia, mentre Tintin è intoccabile, ecco Asterix in Lusitania, avventura numero 41 del gallo invincibile, sceneggiata da Fabcaro e disegnata da Didier Conrad. René Goscinny, formidabile sceneggiatore che aveva scritto le prime venti storie, è scomparso improvvisamente a 51 anni nello studio del suo cardiologo. Così Albert Uderzo, il disegnatore di questa coppia straordinaria, si è preso il compito di scrivere (e, ovviamente, disegnare) le dieci successive fino al 2009. E intanto ha dato lezioni a quello che poi sarebbe diventato il suo successore: Didier Conrad. È ancora Conrad a disegnare le avventure di Asterix e Obelix mentre a sceneggiarle (dopo cinque storie firmate da Jean-Y…
Non è mica facile toccare i miti. Però è il destino di certi fumetti: dopo la morte dei creatori, sono altri a proseguire la saga di personaggi popolarissimi, entrati nell’immaginario collettivo. In Italia accade con l’internazionale Corto Maltese, con Valentina di Crepax e con Lo sconosciuto di Magnus. In Francia, mentre Tintin è intoccabile, ecco Asterix in Lusitania, avventura numero 41 del gallo invincibile, sceneggiata da Fabcaro e disegnata da Didier Conrad. René Goscinny, formidabile sceneggiatore che aveva scritto le prime venti storie, è scomparso improvvisamente a 51 anni nello studio del suo cardiologo. Così Albert Uderzo, il disegnatore di questa coppia straordinaria, si è preso il compito di scrivere (e, ovviamente, disegnare) le dieci successive fino al 2009. E intanto ha dato lezioni a quello che poi sarebbe diventato il suo successore: Didier Conrad. È ancora Conrad a disegnare le avventure di Asterix e Obelix mentre a sceneggiarle (dopo cinque storie firmate da Jean-Yves Ferri), adesso c’è Fabrice Caro, in arte Fabcaro, scrittore appassionato di fumetti e di rock. Il gioco, voluto dagli eredi dei creatori, è quello di rispettare fedelmente l’originale, permettendo così ai lettori di immergersi nel mondo che conoscono bene. In questa nuova avventura Asterix incontra un popolo ben consapevole che la vita non è eterna, che ogni umano è destinato a un’inesorabile e lenta “degradação”. Nella storia questo è un tormentone esilarante, con i portoghesi di Asterix che si sentono obbligati a esprimere la loro filosofia anche nei momenti meno opportuni. In occasione dell’uscita abbiamo intervistato in videochiamata Didier Conrad e Fabcaro.
Il politically correct è un problema per chi scrive le storie di Asterix?
Fabcaro: «Goscinny e Uderzo sono riusciti a ironizzare senza essere offensivi. Bisogna cercare il modo giusto. Ci si può divertire, ma insieme, non contro».
Per quanto tempo avete lavorato su queste 44 pagine?
F.: «Un anno e mezzo. Lavoriamo a stretto contatto con l’editore, discutiamo molto. Però si tratta più di uno scambio che di un controllo. Il fine è quello di ottenere la migliore sceneggiatura possibile».
Conrad, Uderzo ha scelto lei per continuare a far vivere Asterix.
Didier Conrad: «Sì, ed è stato bello. Meno bello che poi mi abbia lasciato a cavarmela da solo».
Si lavora per scene?
F.: «Scrivo una decina di pagine alla volta. Solo dopo aver discusso e corretto con l’editore le giro a Didier».
Considerate Asterix un fumetto satirico? (in queste pagine torna il personaggio Cresus Lupus, chiaramente ispirato a Berlusconi).
F.: «Sì, una satira, o comunque una rivisitazione umoristica della realtà. È questa una tradizione negli Asterix: c’è sempre un tema sociale. Riflettiamo sulla globalizzazione, sui grandi scambi commerciali, sul capitalismo. Asterix è sempre una fotografia umoristica dello stato del mondo».
Come vi sentite a seguire le orme di altri autori?
D.C.: «Siamo costretti a tenere conto delle aspettative del pubblico e, se questo ci limita, allo stesso tempo ci guida. Qui sai dove andare».
F.: «Ci sentiamo al servizio di qualcosa che è molto più grande di noi. Siamo solo dei mediatori e cerchiamo di farlo al meglio. Dobbiamo essere umili».
Quale scena è stata più divertente da realizzare?
D.C.: «Quella in cui Asterix e Obelix sono camuffati da portoghesi: non li avevamo mai visti così. E la scena scritta da Fabrice era particolarmente divertente».
È difficile ripetere la capacità di Uderzo di far vivere i personaggi?
D.C.: «Sì, ma è fantastica la sua capacità di trasmettere le emozioni. Qualcosa che gli veniva naturale, che sentiva dentro di sé. Io non riesco a farlo come lui, ma cerco di usare lo stesso metodo».
Avete scoperto il segreto del successo di questa saga?
D.C.: «In Asterix l’antichità rivela la nostra vita di oggi. Questa serie si rinnova col passare del tempo».
F.: «Le storie sono un pretesto per parlare della nostra società, ma in realtà non sappiamo perché funzioni. Mi piace non capire il segreto del suo successo».
E poi c’è la rivincita dei più deboli.
F.: «Sì, siamo nella tradizione della resistenza che alla fine vince. La storia di Asterix è sempre questa, è il piccolo villaggio che resiste e che aiuta gli altri popoli oppressi. La Lusitania era nella stessa situazione della Gallia».
Fabcaro, qual è la connessione tra musica e fumetti?
«L’umorismo è soprattutto una questione di ritmo. Se non si rispetta il ritmo delle parole, delle frasi, delle virgole o delle vignette, una battuta può non funzionare».
Conrad, il tuo sogno di ragazzo era quello di disegnare fumetti. Si è avverato.
«Però non pensavo che un giorno avrei lavorato su Asterix. Ero paralizzato dall’enormità del compito. Mi sono buttato a capofitto, e ora, dopo una decina di anni, va bene».
C’è un’idea per la nuova avventura?
F.: «In queste settimane di promozione in cui ci vediamo stiamo discutendo molto. Mangiamo anche, ma discutiamo e abbiamo alcune idee. Però non dico altro: non voglio togliere la sorpresa…».
IL VOLUME
Asterix in Lusitania (di Fabcaro e Didier Conrad, Panini Comics, pagg. 48, euro 12,90) è la nuova avventura gallica: un viaggio alla scoperta della Lusitania, antico nome del Portogallo.