Libri per ragazzi, che freddo nell’estate al Polo Sud!
di Ilaria ZaffinoIllustrazione di Marieke ten Berge
Nel freddo polare dell’Antartide agita le ali come un matto per qualche minuto per farle asciugare. Perché dopo un tuffo è bagnato fradicio e non può restare fermo per ore per tornare asciutto — non riesce a fare più in fretta — nemmeno durante l’estate antartica. Cioè proprio i mesi che ora stiamo vivendo, non dimentichiamoci che ci troviamo dall’altra parte del mondo, quando c’è luce tutto il giorno e tutta la notte, è vero, ma le temperature restano comunque sotto lo zero. Lui è il cormorano dagli occhi blu o cormorano antartico, uccello acquatico molto simile al nostro marangone dal ciuffo, che insieme a pinguini, balenottere, foche ed elefanti marini popola le acque più a Sud del mondo e anche le pagine di uno splendido libro di saggistica per ragazzi firmato dalle autrici olandesi Marieke ten Berge e Eva Moraal.
Nel freddo polare dell’Antartide agita le ali come un matto per qualche minuto per farle asciugare. Perché dopo un tuffo è bagnato fradicio e non può restare fermo per ore per tornare asciutto — non riesce a fare più in fretta — nemmeno durante l’estate antartica. Cioè proprio i mesi che ora stiamo vivendo, non dimentichiamoci che ci troviamo dall’altra parte del mondo, quando c’è luce tutto il giorno e tutta la notte, è vero, ma le temperature restano comunque sotto lo zero. Lui è il cormorano dagli occhi blu o cormorano antartico, uccello acquatico molto simile al nostro marangone dal ciuffo, che insieme a pinguini, balenottere, foche ed elefanti marini popola le acque più a Sud del mondo e anche le pagine di uno splendido libro di saggistica per ragazzi firmato dalle autrici olandesi Marieke ten Berge e Eva Moraal.
Atlante per parole e immagini
Un albo dove magnifiche incisioni di ten Berge ci portano dall’altra parte del mondo, alla scoperta di tutti i meravigliosi animali che popolano l’Antartide, riprendendo lo stesso schema che l’illustratrice aveva utilizzato per raccontarci l’Artico, in un altrettanto completo “atlante per immagini” vincitore del premio Andersen come miglior libro di divulgazione nel 2022 (realizzato con Jesse Goossens). In quel caso il titolo era semplicemente Nord, allo stesso modo ora le due autrici hanno scelto Polo Sud: ma l’intento è lo stesso. Presentarci in 35 dettagliatissime schede gli animali che abitano le sperdute e misteriose terre dei ghiacci. Come? Prima di tutto raccontandoci attraverso la loro viva voce (poeticamente immaginata da Eva Moraal), come in un coro, chi sono, quanto vivono, come si nutrono e che relazioni hanno con chi gli sta accanto. O cosa rischiano dallo scioglimento dei ghiacci, dal momento che anche in Antartide il clima diventa ogni anno un po’ più caldo. Ma soprattutto lo hanno fatto riempiendo queste pagine di aneddoti e curiosità. Andiamo a scoprirne qualcuna. Siete pronti a partire con noi?
I pinguini macaroni in una delle sofisticate incisioni su linoleum tratte dal libro di Marieke ten Berge
Papua, reale o saltarocce
Sono alcune delle specie di pinguini che vivono in Antartide. Ma ci sono anche gli imperatore, gli Adelia o i macaroni, autentici ghiottoni capaci di mangiare più di 9 milioni di tonnellate di krill all’anno. E se i macaroni sono i più diffusi — benché poco noti al grande pubblico — con ben 258 colonie in 55 posti diversi, i saltarocce sono invece i più piccoli tra i pinguini polari e anche i più veloci: saltellano con facilità in mezzo alle onde che si infrangono selvagge sulle rocce. Da qui il modo in cui vengono chiamati, anche se il nome scientifico è chrysocome, che significa “peli dorati” e fa riferimento al colore delle loro lunghe sopracciglia. Sono sette le specie di pinguini che ci vengono incontro dondolando tra le pagine di questo libro. Tra tutti, gli Adelia sono quelli che vivono più a Sud e hanno pochissimo tempo per allevare i loro piccoli: le estati antartiche sono talmente brevi! Sono anche quelli più curiosi e socievoli, abituati a vivere vicino agli esseri umani dell’osservatorio antartico francese di Terra Adelia. È da lì infatti che viene anche il loro nome: la moglie del primo esploratore francese che li avvistò, nel 1840, si chiamava Adélie.
Il canto della foca
Confonderla con un mostro marino vissuto nell’oceano milioni di anni fa è facile. Sarà perché ha la testa da rettile, il collo da serpente e una fila di denti aguzzi. Le sue pinne sono dotate di artigli affilati e ha un corpo che, in acqua, è velocissimo ed estremamente flessibile. Invece no: è la foca leopardo. O almeno così l’hanno chiamata gli esseri umani, forse perché ha delle macchie scure sulla pancia e di lato. Il termine scientifico invece è molto più vicino alla realtà: Hydrurga leptonyx che vuol dire “lavoratore dell’acqua con artigli sottili”. Ma, come il predatore da cui prende il nome, la foca leopardo ovviamente mangia carne: cuccioli di otaria, uccelli di ogni tipo, pesci e calamari. E, soprattutto, per farsi notare i maschi cantano sott’acqua per una femmina. Si mettono a testa in giù e si dondolano mentre ognuno “compone” la sua canzone. Del resto, ogni famiglia di foche ha la sua melodia. Come la foca di Weddell, che ci confida: «Il mio cucciolo emette un suono tutto suo. Gli scienziati lo chiamano canto, perché torna sempre lo stesso ritornello. Come una strofa in una canzone».
La sterna antartica in un'altra delle sofisticate incisioni su linoleum tratte dal libro di Marieke ten Berge
Non chiamatelo kraken
Pesa in media 150 chilogrammi, ma può arrivare anche a 500 (le femmine in genere sono più grandi), con tentacoli lunghi diversi metri. Vedendo un animale così spaventoso, all’inizio gli scienziati erano convinti che fosse un mostro marino di quelli che si vedono nei film di pirati o nei romanzi di Jules Verne. Invece hanno preso un bel granchio! È vero, il calamaro colossale, questo il suo nome, diventa gigante — è il più grande mollusco sulla Terra, i suoi anelli fritti sarebbero grandi come un pneumatico — ma non gli serve molto per sopravvivere. Poiché nuota in acque gelide, converte lentamente il suo cibo in energia e cinque chili di merluzzo antartico gli bastano per più di sei mesi.
Il mistero iperodonte
Ci sono un sacco di animali in questo libro che sostengono di essere misteriosi. Per esempio, l’iperodonte australe: una delle specie di balene più diffuse nell’Antartico, che però raramente viene osservata. Di questo enorme cetaceo (pesa tra le 7 e le 8 tonnellate, i maschi probabilmente di più), l’uomo non sa come convive con le altre specie né come comunica con i suoi simili, se li ama o li combatte, quanto spesso fa figli e come li alleva, o come fa a mangiare senza denti... Soprattutto non ha la più pallida idea di quanti esemplari ve ne siano nell’oceano Antartico. Altro cetaceo di cui sappiamo poco è il lagenorinco dalla croce: insieme all’orca, la specie di delfino che vive più a sud sulla Terra. Quanti piccoli ha? Che età raggiunge? Cosa mangia di preciso? Sono tutte cose che ignoriamo. Ma forse il maggior vantaggio di essere avvolto da un alone di mistero è che nessun uomo gli dà la caccia. E pochi abitanti dell’Antartide possono dire la stessa cosa.
Il libro
Polo Sud di Marieke ten Berge e Eva Moraal (Clichy, traduzione Olga Amagliani, pagg. 88, euro 25, età 7+)