TORINO – Nel 1916, quando il giovane Roberto Longhi gli dedicò su L’arte il pionieristico studio Gentileschi padre e figlia, Orazio era poco più di un nome nella cerchia dei caravaggeschi: Longhi indagava la sua produzione ancora sfuggente, per individuarne la specificità. Per l’abilità di riprodurre indumenti e stoffe lo definì il più «meraviglioso sarto e tessitore» dei pittori: ma anche un «te…