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Dall’Odissea a Dante per un anno: quando i gruppi di lettura leggono “strano”

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C’è chi affronta soltanto testi in lingua originale, chi dedica un anno intero ai poemi omerici e alla Divina Commedia. Ecco le preferenze più eccentriche dei bookclub
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I lettori sono liberi e quindi stravaganti. I lettori che leggono insieme sono un po’ più liberi e un po’ più stravaganti. Intanto per l’impegno: sfidare stanchezza, meteo (vento e pioggia d’inverno e caldo d’estate), incombenze personali e domestiche, per raggiungere gli altri e confrontarsi. Ma anche per la biblioteca che scelgono di condividere: fuori dal mainstream, talvolta ispirata da una parola chiave (a Roma Strategie Prenestine, solo per fare un esempio, sceglie la lettura del mese a partire da una parola pescata da un barattolo). C’è chi legge solo letteratura di una parte del mondo, chi solo in lingua originale; chi per scelta (anche politica) si concentra sulle autrici; chi compie un giro del mondo: un libro per ogni Paese. E poi ci sono i più originali, quelli che si buttano a capofitto sulla produzione di un particolare autore.

I lettori sono liberi e quindi stravaganti. I lettori che leggono insieme sono un po’ più liberi e un po’ più stravaganti. Intanto per l’impegno: sfidare stanchezza, meteo (vento e pioggia d’inverno e caldo d’estate), incombenze personali e domestiche, per raggiungere gli altri e confrontarsi. Ma anche per la biblioteca che scelgono di condividere: fuori dal mainstream, talvolta ispirata da una parola chiave (a Roma Strategie Prenestine, solo per fare un esempio, sceglie la lettura del mese a partire da una parola pescata da un barattolo). C’è chi legge solo letteratura di una parte del mondo, chi solo in lingua originale; chi per scelta (anche politica) si concentra sulle autrici; chi compie un giro del mondo: un libro per ogni Paese. E poi ci sono i più originali, quelli che si buttano a capofitto sulla produzione di un particolare autore.

A Bologna, per esempio, il gruppo di lettura L’opera senza nome porta avanti una bellissima impresa: leggere tutti i libri di Roberto Calasso, che è stato intellettuale poliedrico e fondatore della più elegante casa editrice italiana, Adelphi. Una volta al mese nella saletta conferenze della Librerie Coop Zanichelli di Bologna, quella nella quale anche Umberto Eco teneva alcune conferenze, quaranta persone si incontrano per discuterne. Un’idea nata dalla prof di italiano del liceo Minghetti Lorenza Lullini e dalla libraia Barbara Sghiavetta.

«Era il mio sogno — racconta Lorenza — in libreria c’è questa bellissima saletta piena di Adelphi. L’idea, una follia in effetti, ci è venuta proprio guardando tutti i titoli insieme sugli scaffali». La paura era che non venisse nessuno: «E invece siamo già più di quaranta: e ci sono anche giovanissimi, quindici-sedicenni».

A Milano, l’associazione Philo (pratiche filosofiche e centro culturale) si è lanciata in un’avventura altrettanto avvincente: per tre anni ha letto per intero La Divina Commedia di Dante e da quest’anno sta invece affrontando i poemi omerici, come ci ha segnalato alla nostra mail robinsontok@repubblica.it Judith Ceragioli. «Quest’anno — dice — siamo sull’Odissea. Ci vediamo su Zoom tutti i martedì alle 18,30. Siamo una quarantina, i più giovani hanno 30 anni e i più grandi 80. Leggiamo un canto e poi ne discutiamo».

La biblioteca la Magna Capitana di Foggia ha un gruppo di lettura dedicato solo alla poesia, Per certi versi, e uno dedicato esclusivamente al fantasy: La congrega degli alchimisti, frequentato solo da under 16, come ci ha raccontato Gabriella Berardi. Sara Ferrari, docente di Lingua e cultura ebraica all’università di Milano, ricercatrice e traduttrice, coordina invece un bookclub che legge solo letteratura israeliana e ha organizzato incontri con autori come Dror Mishani, Itamar Orlev e Roy Chen.

Il circolo nato all’interno della biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata sceglie le letture in base a un tema. Un anno solo letteratura femminile, da Morrison a Szabó e Oates; un altro anno i libri dedicati all’arte figurativa: da Gauguin a Van Gogh, da Gentileschi a Hopper. E ancora letteratura di viaggio, fino alla grande letteratura francese tra Ottocento e Novecento come ci hanno scritto Ivana Schiaffi e Marina Lapponi. Su Telegram c’è Giappomaniaci: si legge solo letteratura made in Japan come ci ha segnalato Nico Rossi. Eva Filoramo ed Erika Pilar Pancella guidano Fior di Farina a Torino: un gruppo di lettura focalizzato sulla lingua italiana. «Leggiamo saggi sul tema e romanzi italiani o in traduzione dei quali ci interessa in particolare l’aspetto linguistico. Il nostro obiettivo è imparare a usare sempre meglio l’italiano in tutte le sue sfaccettature. Gli incontri sono preceduti dalla pubblicazione sul nostro canale YouTube di un’intervista a chi ha scritto, tradotto o curato il libro in lettura», raccontano.E voi? Che cosa leggete insieme? Scriveteci a robinsongdl@repubblica.it.

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