Se odiate gli insetti non c’è dubbio, questo è il vostro libro: dopo averlo letto forse non li amerete ma di sicuro li guarderete in un altro modo. Peter Kuper è uno dei più importanti fumettisti e illustratori americani, noto per un’opera che intreccia impegno politico, sperimentazione visiva e profondità letteraria. Il suo ultimo lavoro, Insectopolis, gli è valso un riconoscimento della Entomological Society of America come primo graphic novel a ricevere il premio per la comunicazione scientifica.
Sei uno dei pochi artisti che non ha mai avuto paura di parlare di politica e lo fai anche quando parli di insetti come questa volta…
«È uno strano equilibrio, disegno spesso su quanto le cose vadano male, e ne sono consapevole, ma l’atto di creare mi fa sentire bene. In un certo senso credo in una sorta di ideale perché penso che tutto sia politico comunque. Se non fai cose politiche, stai facendo qualcosa di politico. I…
Se odiate gli insetti non c’è dubbio, questo è il vostro libro: dopo averlo letto forse non li amerete ma di sicuro li guarderete in un altro modo. Peter Kuper è uno dei più importanti fumettisti e illustratori americani, noto per un’opera che intreccia impegno politico, sperimentazione visiva e profondità letteraria. Il suo ultimo lavoro, Insectopolis, gli è valso un riconoscimento della Entomological Society of America come primo graphic novel a ricevere il premio per la comunicazione scientifica.
Sei uno dei pochi artisti che non ha mai avuto paura di parlare di politica e lo fai anche quando parli di insetti come questa volta…
«È uno strano equilibrio, disegno spesso su quanto le cose vadano male, e ne sono consapevole, ma l’atto di creare mi fa sentire bene. In un certo senso credo in una sorta di ideale perché penso che tutto sia politico comunque. Se non fai cose politiche, stai facendo qualcosa di politico. Ignorarlo è politico».
Nato a Cleveland nel 1958 e cresciuto a New York, Peter Kuper ha cofondato nel 1979 World War 3 Illustrated, rivista di fumetti politici. È celebre per aver ereditato da Al Jaffee la storica striscia Spy vs. Spy su MAD Magazine, ma anche per le sue trasposizioni a fumetti di classici letterari come La metamorfosi di Kafka e Cuore di tenebra di Conrad. Con Rovine (2019), ha vinto l’Eisner Award. Collabora con Charlie Hebdo e insegna a Harvard.
Cosa significa fare fumetti oggi rispetto a un tempo?
«Lo spirito magico del primo periodo è ormai perduto, ma non puoi essere nostalgico. Non aiuta. Per molti versi i fumetti sono cresciuti, hanno raggiunto un pubblico molto più ampio. Certo mi piaceva quando era una cosa quasi segreta. Ma ho sempre desiderato che il mio lavoro fosse apprezzato da un pubblico più vasto. E ora lo è. E penso, okay, non puoi avere entrambe le cose».
Probabilmente arrivare a molta gente anche raccontando cose in apparenza complesse come in questo libro è l’unico modo per cercare di coinvolgere le persone che sembrano sempre più assopite.
«Io sto facendo qualcosa che amo e grazie alla quale ho raggiunto molti entomologi, i veri scienziati che hanno i titoli per spiegare: nel libro ci sono nascosti dei codici QR con fantastiche interviste in cui parlano di formiche, api, libellule, cicale, e sono tutti i massimi esperti negli Usa o nel mondo. L’entomologia è un campo piccolo, quindi puoi raggiungere facilmente anche le persone top, e non c’è molta competizione».
Come è nato e quanto tempo ci hai messo per realizzarlo?
«Cinque anni. Ho avuto l’idea e l’ho proposta alla biblioteca per la Cullman Fellowship. È una residenza artistica speciale, la assegnano a 15 persone ogni anno. Se la ottieni, ti danno centomila dollari e una stanza con un computer a disposizione nella New York Public Library a condizione che il tuo lavoro tragga beneficio diretto dalle collezioni della biblioteca. Per me è durata un anno a causa del Covid. Avevo proposto di fare la storia degli insetti e delle persone che li studiano, ma non avevo idea di come raccontarla. La biblioteca era vuota: doveva esserci una mostra che però non ha aperto. Ho guardato intorno e ho pensato: e se ogni stanza fosse una mostra? Sono corso in ufficio e ho fatto il mio primo disegno. Di solito con The System o Rovine, La metamorfosi o Cuore di tenebra ho pianificato l’intero libro. Con questo lavoro invece non sapevo quale sarebbe stata la pagina successiva, ma è stato molto bello e alla fine ce l’ho fatta. Quattro mesi dopo la fine della residenza è stata allestita una mostra nell’intera biblioteca».
Anche in “Rovine” gli insetti erano protagonisti: c’è una sorta di connessione?
«Il tema mi affascina ma solo dopo aver visto un articolo sul New York Times Magazine che parlava dell’apocalisse degli insetti ho pensato: questo è ciò che voglio fare. In questo modo posso parlare di tutto: l’ambiente, l’inquinamento, le grandi corporazioni, la politica. L’ho proposto al mio editore e non era interessato così l’ho messo da parte poi, ottenuta la borsa di studio e fatta la mostra, si è convinto».
Quando parlammo di “Cuore di tenebra” era in atto una polemica sulla woke culture. Ma ora, con Trump, l’idea è scomparsa.
«È passata dall’essere molto reattiva, con MeToo e Black Lives Matter, che sono state cose legittime e importanti, a troppo estrema, fino a diventare vera e propria censura. Ora, con Trump, ne stanno annullando ogni aspetto, dal movimento per i diritti civili a quello femminista, qualsiasi tipo di movimento di liberazione. Stanno cercando di riportare l’America indietro al 1800, prima della Guerra civile. Qualsiasi conversazione che avevamo sull’importanza di assumere persone nere o donne, parità di retribuzione, eccetera, è ora trattata come se fosse una gigantesca palla di stronzate liberal. E la stanno usando per smantellare cose che hanno richiesto decenni per essere raggiunte».
Cosa significa avere Trump come presidente?
«Non è facile spiegarlo: è come una fonte da cui però sgorga un flusso ininterrotto di cattive idee. Non fai in tempo a dire: “Oh mio dio, non posso credere che abbiano davvero fatto questo!”, ed ecco che arriva subito un’altra assurdità. È molto difficile mantenere l’attenzione su qualsiasi cosa ormai. È come vivere in una distopia, ed è così surreale».
Credo che un’opera come la tua sia ottima per questi tempi, perché i disegni sono così belli che non è facile sottrarsi al loro fascino: forse anche i giovani la leggeranno.
«Il “normale” libro oggi sembra troppo lento per portarli via dal computer e dal telefono. A meno forse di tirarglielo (ride): un graphic novel come questo forse potrebbe davvero funzionare, chissà...».
IL VOLUME
Peter Kuper, Insectopolis, Tunué, pagg. 258, euro 34,90