Robinson

Le nuove frontiere dell’attenzione sul Robinson in edicola

Le nuove frontiere dell’attenzione sul Robinson in edicola

Sequestrati dagli schermi, iperstimolati da video e dati, abbiamo ormai perso la concentrazione. È venuto il momento di riprendercela. In edicola da domenica 8 marzo

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Selezionare gli stimoli. Immagazzinare le informazioni utili. Trattenerle nella memoria. Operazioni diventate difficili, persino impossibili soprattutto per i più giovani, costretti a vivere in un mondo a portata di schermo, dove reale e virtuale ormai si confondono. Alle nuove frontiere dell'attenzione e alla battaglia che si combatte nelle nostre menti, è dedicata la copertina di Robinson in edicola da domenica 8 marzo con Repubblica. Mentre Umberto Galimberti ci spiega dinamiche, stimoli e défaillance di questa capacità umana oggi così a rischio, Sara Scarafia ci racconta come un gruppo di professori e artisti ha fondato negli Stati Uniti, a Brooklyn, la Strother School of Radical Attention per contrastare lo sfruttamento delle menti da parte delle Big Tech. Infine Alessandro Varani, scrittore e insegnante di Yoga e canto vedico, ci illustra l’antichissima via orientale alla conoscenza di sé, per rispondere alla domanda se la più antica dottrina indiana oggi così in voga anche in Occidente, può davvero aiutarci a recuperare un benessere fisico e mentale.

 Nelle pagine dedicate ai gruppi di lettura festeggiamo l’8 marzo. Carolina Capria, sceneggiatrice, scrittrice e animatrice culturale, da sette anni guida un gruppo di lettura che si dedica solo alle autrici. Si chiama Maestre e da progetto digitale è diventato anche un bookclub diffuso in cinquanta tra librerie e biblioteche italiane. Sulle nostre pagine Capria scrive del perché i gdl possono riscrivere il canone. La recensione collettiva invece è del bookclub Purple Square, una realtà transfemminista nata all’indomani della morte di Michela Murgia. E quelle che ci regalano sono le opinioni di lettura di Anna della pioggia, opera postuma della scrittrice scomparsa nel 2023.

Parla di Giorgio Morandi e di nature morte il sudafricano William Kentridge icona dell’arte contemporanea internazionale, protagonista questa settimana nelle nostre pagine dedicate alle grandi mostre. La sua voce, o meglio i suoi disegni, le animazioni, i film, le sculture, le performance, e le opere teatrali, sono sempre stati una critica radicale capace di incidere quella crepa nel sistema che ha portato alla deflagrazione finale, alla liberazione di Mandela, e alla democrazia nel Sudafrica dell'apartheid in cui è cresciuto. E lui ha una speciale sensibilità che lo induce a osservare come la storia universale e gli eventi epocali interagiscano con le storie personali. Cloe Piccoli ha intervistato l’artista, al centro di una doppia mostra a Milano.

Nelle pagine dedicate ai ragazzi lo scrittore Daniele Movarelli, che ha appena dedicato il suo ultimo libro, intitolato All’avventura, a un moderno Mr Robinson deciso a diventare un grande esploratore, ci spiega perché è importante continuare ad amare il personaggio da cui il nostro supplemento culturale prende il nome. E dice: «Il nostro eroe sopravvive perché cambia il suo sguardo». In fondo, tutti possiamo essere Robinson: «non perché vivremo su un’isola deserta, ma perché, prima o poi, ciascuno di noi si trova fuori rotta. E in quel momento ha due possibilità: continuare a cercare l’avventura come l’aveva immaginata, oppure riconoscere che è già dentro di noi». Ai più giovani questa settimana regaliamo anche assaggio del nuovo romanzo di un’autrice young adult italiana. Si chiama Manuela Salvi e i suoi libri parlano di sentimenti, lontano dai cliché.

Che cosa sono i trope? Sono le guide alla lettura che anticipano gli argomenti dei quali parla un romanzo e classificano le storie in base a trama e dinamiche. Nello spazio dedicato al mondo social e alla Gen Z pubblichiamo l'estratto di un libro che il Castoro pubblica il 10 marzo: si chiama Trope. I segreti della scrittura del romance e del romantasy. L’autrice Alice Doublier racconta tutto quello che si nasconde dietro alla parola che ha rivoluzionato la lettura tra i giovanissimi. Per saperne di più e vincere i pregiudizi.

Luca Raffaelli ci racconta nello spazio dedicato ai fumetti la nascita e l’evoluzione di PK, la versione fantascientifica di Paperinik. Il personaggio di Paperinik nasce nel 1969 grazie a Guido Martina e Giovan Battista Carpi sulle pagine di Topolino. Ispirato a personaggi come Diabolik ma anche ai supereroi come Batman, Paperinik è l’alter ego vendicatore di Paperino. Nel 1996 la The Walt Disney Company rinnova il personaggio creando PK. Di questa trasformazione lo sceneggiatore Alessandro Sisti dice: «volevamo renderlo più sorprendente, senza tradirlo». E il nuovo eroe affronta minacce più grandi, come l’impero evroniano che vuole invadere la Terra. Non è un caso, quindi, che il personaggio possa, di questi tempi, attirare anche i lettori più adulti.

 Nelle pagine degli spettacoli Luca Valtorta intervista il compositore americano Alvin Curran, che vive a Roma da oltre sessant’anni. Il loro colloquio è il racconto di una lunga avventura musicale cresciuta in Italia, a partire dagli anni Sessanta, quando si manteneva suonando il jazz nei locali di via Veneto, e dall’incontro con musicisti dell’avanguardia come Ennio Morricone e Giacinto Scelsi. Curran ripercorre la nascita del collettivo Musica Elettronica Viva, che sperimentava improvvisazione e partecipazione del pubblico, e opere come Canti e vedute del Giardino Magnetico, basata su suoni della città e della natura. E oggi, che sperimenta con l'Intelligenza artificiale, riafferma la sua fede nella musica così: «In qualsiasi momento puoi sparire dentro il suono — non ci sei più, diventi il suono».

Per i festival, due interventi d’autore. In occasione di Soul Festival a Milano, il sinologo e filosofo francese François Jullien scrive per noi dell’incommensurabile: ciò che nella nostra vita quotidiana scarta dalla norma, nel dolore o nella gioia, è ciò che ci rende davvero umani. Mentre lo scrittore curdo turco Burhan Sönmez, presidente del Pen International, scrive di lingua natale, radici e letteratura, in occasione dell’anteprima a Londra del Libro Possibile, il festival letterario che questa estate si svolgerà tra Polignano a Mare e Vieste.

Infine lo Straparlando di Antonio Gnoli è con Valerio De Paolis. Dagli inizi giovanissimo sui set, prima come ispettore poi come direttore di produzione, al rapporto con De Sica e all’avventura del Padrino con Francis Ford Coppola. Con la società di distribuzione Bim ha inanellato molti successi di qualità e di quell'avventura iniziata negli anni Ottanta racconta: «Compravo i film al buio, era il solo modo per vincere la concorrenza. Il primo che presi era di Altman». Oggi colleziona fotografia. Una passione che definisce «narcisismo intelligente».

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