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Che paura la biblioteca di papà. Il nuovo libro di Scott Hawkins

Multiple exposure of teenage boy in red light 

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Sembra di stare davvero in un film di Quentin Tarantino, anche per quel che riguarda la violenza estrema, quasi da fumetto
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La casa editrice Mercurio nasce nel 2024, e come slogan ha scelto “libri sulla soglia”; le va dato atto di aver sempre rispettato il concept. Dal folgorante Maeve a Negli universi, fin qui è sempre stata capace di proporre titoli mai banali e realmente liminali sotto tanti punti di vista: per la mescolanza dei generi, l’audacia delle trame, le strutture narrative insolite. Da questo punto di vista La Biblioteca sul Monte di Brace, di Scott Hawkins nella traduzione di Filippo Balestrazzi, non smentisce la tradizione: è un classico libro Mercurio. Solo che i “classici libri Mercurio” sono quanto di più esotico si possa trovare sul mercato editoriale oggi, ed è questo che li rende al tempo stesso così interessanti, ma anche così non adatti al gusto di chiunque. Se sia un pregio o un difetto, dipende da quanto il lettore ritenga importante che la letteratura ci trascini fuori dalla comfort zone e ci metta a contatto con le nostre parti più oscure. Io, che penso che questa sia forse l’unic…

La casa editrice Mercurio nasce nel 2024, e come slogan ha scelto “libri sulla soglia”; le va dato atto di aver sempre rispettato il concept. Dal folgorante Maeve a Negli universi, fin qui è sempre stata capace di proporre titoli mai banali e realmente liminali sotto tanti punti di vista: per la mescolanza dei generi, l’audacia delle trame, le strutture narrative insolite. Da questo punto di vista La Biblioteca sul Monte di Brace, di Scott Hawkins nella traduzione di Filippo Balestrazzi, non smentisce la tradizione: è un classico libro Mercurio. Solo che i “classici libri Mercurio” sono quanto di più esotico si possa trovare sul mercato editoriale oggi, ed è questo che li rende al tempo stesso così interessanti, ma anche così non adatti al gusto di chiunque. Se sia un pregio o un difetto, dipende da quanto il lettore ritenga importante che la letteratura ci trascini fuori dalla comfort zone e ci metta a contatto con le nostre parti più oscure. Io, che penso che questa sia forse l’unica “funzione” – per usare un brutto termine – che la letteratura dovrebbe avere, ho trovato pane per i miei denti.

Anche solo classificare il libro di Hawkins è complicatissimo; viene venduto come un fantasy, e gli elementi fantastici in effetti ci sono. Il ritmo però è quello di un thriller, l’estrema violenza sconfina nello splatter, e la storia stessa, ridotta all’osso, è un racconto di vendetta. Ma il fascino del libro sta proprio qui.

Carolyn vive assieme ai suoi fratelli e sorelle, ragazzi che come lei hanno perso i genitori da bambini e sono stati adottati dal Padre, una figura potentissima, semi-divina, che aleggia come una maledizione su tutti loro. Il Padre ha assegnato a ciascuno il compito di studiare un ramo del sapere dalla sua Biblioteca, con la consegna di non parlare a nessuno delle conoscenze acquisite, neppure ai proprio fratelli e sorelle, pena punizioni indicibili. Il mondo di Carolyn e del Padre è oscuro, tangente a quello reale – quello degli “americani”, come i ragazzi chiamano le persone normali – intriso di una violenza sistematica e ineliminabile, ancestrale come il millenario Padre. Va da sé che i cataloghi – i rami del sapere indagati dai ragazzi – conferiscono poteri incredibili: dalla capacità di comunicare con gli animali alla resurrezione dei morti. Carolyn, la nostra protagonista, ha il dono delle lingue, un potere a prima vista secondario rispetto a quello dei fratelli e delle sorelle. Carolyn, però, è anche motivata da un odio profondissimo e da una determinazione incrollabile. Quando d’improvviso Padre scompare e i ragazzi non hanno più accesso alla Biblioteca, si mette in moto una catena di eventi che finiranno per coinvolgere il mondo intero.

La prima cosa che balza all’occhio non appena si inizia a leggere il libro di Hawkins è l’incredibile scorrevolezza. Ci sono autori che hanno una straordinaria potenza narrativa cui è difficile sottrarsi, il famoso detto «di questa persona leggerei anche la lista della spesa»; Hawkins è così. Leggi la prima pagina, e un’ora dopo, non sai bene come, sei alla centesima, e senza alcuna intenzione di fermarti. È la capacità di rendere vivi i personaggi con pochi tratti, lo stile colloquiale, come se fossimo intorno a un fuoco e Hawkins ci stesse raccontando una cosa che gli è successa, la capacità di dosare il freno e l’acceleratore del ritmo narrativo.

L’altra cosa che si nota immediatamente è l’assoluta efficacia dei dialoghi, vibranti, dalle tempistiche perfette. Sembra di stare in un film di Quentin Tarantino, anche per quel che riguarda la violenza estrema, quasi fumettistica: corpi fatti a brandelli, ettolitri di sangue, cuori conservati in freezer. La mescolanza di generi e registri ha un effetto straniante, che contribuisce a spingere inesorabilmente il lettore in avanti lungo questa storia folle: dove stiamo andando a parare?

Non tutto funziona a dovere, ovviamente: a volte gli elementi di trama disseminati lungo il percorso sono troppo pochi e il lettore fa un po’ fatica a orientarsi, a volte c’è qualche spiegone di troppo. Nel complesso però il meccanismo procede spedito. Tra gli strilli in quarta di copertina il Wall Street Journal definisce La Biblioteca sul Monte di Brace un fantasy letterario. Dissento. Io credo ci troviamo piuttosto di fronte a un gran libro d’intrattenimento, uno di quelli con tutti i crismi, ben scritto, con solidi personaggi e un ritmo elevatissimo. Solo che non ci siamo più abituati. Associamo l’intrattenimento a opere scialbe e tutte uguali, quando invece la cultura popolare al suo picco produce libri come questo.

Come dicevo, non è una lettura adatta a tutti i palati; nonostante l’ambientazione nel nostro mondo, richiede una buona dose di sospensione d’incredulità, e anche un po’ di pelo sullo stomaco. Ma è come le montagne russe: se ti piace il genere, quel senso di disagio fa parte del divertimento.

Il libro – Scott Hawkins, La Biblioteca sul Monte di Brace (Mercurio, traduzione di Filippo Balestrazzi, pagg. 512, euro 20)

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