Robinson

L’intervista esclusiva a Salman Rushdie sul nuovo Robinson

L’intervista esclusiva a Salman Rushdie sul nuovo Robinson
Il grande scrittore indiano si racconta a Gianni Riotta: una riflessione sull’ispirazione, il progredire del tempo, i pericoli del presente. In edicola da domenica 22 marzo
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«Un narratore, non lo si prenda come proclama, è il custode del linguaggio». Così il grande scrittore indiano Salman Rushdie, protagonista della copertina di Robinson in edicola con Repubblica da domenica 22 marzo, risponde a Gianni Riotta che lo ha intervistato. Una conversazione, avvenuta nell’ufficio newyorkese del suo agente letterario, che prendendo le mosse dalla sua nuova raccolta di racconti, L’undicesima ora (in Italia edita da Mondadori) si trasforma in una riflessione sull’ispirazione, il progredire del tempo, i pericoli del presente.

Rushdie spiega come nelle sue storie si mescolino suggestioni diverse, dalle Pitture nere di Goya all’America di Kafka, si sofferma sul nostro rapporto con l’intelligenza artificiale, medita sulla vecchiaia e la creatività. E non trascura l’attualità, con un pensiero di vicinanza per il popolo iraniano e condannando ancora una volta quello stesso regime degli ayatollah che su di lui lanciò una fatwa, concretizzatasi nell’attentato che nel 2022 l’ha quasi ucciso.

Poi, come sempre, ampio spazio ai libri nel nostro supplemento, con le recensioni delle novità a cura delle nostre firme, con le pagine dedicate ai più piccoli e con quella dedicata ai gruppi di lettura: in occasione del Dantedì, ospitiamo la recensione collettiva della Divina Commedia, a cura del bookclub Philo di Milano, che ha affrontato il poema dantesco.

Passando alle pagine delle mostre c’è ancora qualcosa da scoprire su Lucian Freud, re indiscusso, insieme a Francis Bacon, della pittura britannica della seconda metà del XX secolo? Certamente sì, è la risposta della mostra Drawing into Painting, in corso alla National Portrait Gallery di Londra fino al 4 maggio, vista per noi da Antonello Guerrera. Dedicato alle sue opere su carta, con alcuni lavori inediti, il percorso ripercorre la carriera dell’artista dagli anni Trenta del Novecento ai primi anni Duemila. Al centro c’è il disegno, pratica fondamentale e quotidiana per Freud e base anche della sua pittura. E l’attenzione ossessiva all’osservazione dei volti e dei corpi. Ma anche di animali e paesaggi, anch’essi parti del mistero che si cela sotto ciò che è visibile.

Alla meglio gioventù antifascista dedichiamo la prima delle nostre pagine “vietate ai maggiori” ai ragazzi e alle ragazze che nell’Europa della guerra e dei totalitarismi scelsero di combattere per la Liberazione. A farci da guida è un saggio di Michela Ponzani dedicato ai teenager partigiani, rivolto a una platea dagli 11 anni in su: a ottant’anni dalla nascita della Repubblica, è bene non dimenticarlo. Nella seconda pagina invece il nostro “stratopico” inviato Geronimo Stilton dialoga sull’importanza dell’ironia e del divertimento con l’umorista Marco Presta, da anni animatore del “Ruggito del coniglio”.

Nello spazio dedicato alla lettura sui social, Sara Scarafia ha intervistato Francesca Orlando, in arte Nola. Tatuatrice, ha cominciato a decorare i bordi dei libri con la tecnica degli sprayed edges, diventando un idolo del BookTok. E ora avrà un suo stand al Salone del libro di Torino.

Per i fumetti, Luca Raffaelli intervista il disegnatore francese Neyef, autore dell'epopea western Hoka hey!, da un'espressione che in lingua lakota vuol dire "Avanti". Una storia a fumetti che parlando del passato tocca molti temi dell’oggi: dalla vicinanza con la Natura ai soprusi che i più deboli subiscono quando domina non la giustizia, ma la legge del più forte.

Il suo nome d'arte nacque da uno scambio di battute con Franco Battiato. Ed è intorno al sodalizio con l'artista siciliano, scomparso nel maggio del 2021, che ruota il colloquio di Luca Valtorta con Lino Capra Vaccina nelle nostre pagine di spettacoli. Il compositore percussionista, protagonista di un recente concerto alla Triennale di Milano, ripercorre la mitica stagione musicale degli anni Settanta, l'incontro con la scuola di Gurdjieff, e le influenze culturali sulla musica di quel periodo. E di molta dell'elettronica di oggi dice: "mi lascia perplesso l'assenza di un'idea compositiva. Manca un'architettura sonora, ed è per questo che dopo tre minuti di ascolto ci si annoia".

Nello spazio dedicato ai festival raccontiamo questa settimana la rassegna dedicata alla fotografia Exposed Torino Photo Festival. Al suo interno, Giangavino Pazzola ha curato la mostra Yorgos Lanthimos. Photographs, che nella cripta di una chiesa bizantina presenta una selezione di immagini realizzate dal regista e sceneggiatore di film acclamati come Poor Things: sulle nostre pagine, Pazzola racconta la visione del corpo che emerge da questi scatti. Ci occupiamo anche degli Eventi Letterari di Monte Verità, ad Ascona, di cui Zita Dazi ci racconta la XIV edizione (tra gli ospiti, anche l'autore francese Houellebecq).

Infine, per il suo Straparlando, questa settimana Antonio Gnoli intervista Giorgio Parisi. Premio Nobel per la fisica, il professore ha da poco pubblicato Le simmetrie nascoste (Rizzoli), in cui oltre a ripercorrere la storia della scoperta dei “vetri di spin”, grazie alla quale ha ottenuto il più ambito dei riconoscimenti, indaga su ciò che la scoperta ha comportato sul piano delle reti neurali e di conseguenza sugli sviluppi dell’Intelligenza Artificiale. Con una certezza: «La macchina non ha un corpo. E non avendo un corpo non prova sentimenti».

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