È una delle grandi autrici attese a Bologna. Alice Oseman – la fumettista nata nel 1994 nel Kent, in Inghilterra, diventata la paladina della comunità Lgbtq+ che legge – con la sua saga graphic novel Heartstopper ha venduto più di 8 milioni di copie nel mondo. La storia d’amore tra Nick e Charlie è diventata una serie televisiva da record capace di trasformare un libro apparso in una puntata – Come uccidono le brave ragazze di Holly Jackson – in un bestseller. Oseman è stata a Bologna nel giorno di apertura della Children’s Book Fair. Il suo incontro lunedì 13 aprile alle 17 in Sala Borsa in dialogo con Chiara Giovannini è stato una vera chicca per i suoi numerosissimi e giovanissimi fan in città per l’occasione. Il volume numero 6 di Heartstopper arriverà in libreria quest’estate: sarà l’ultimo. Ed entro l’anno uscirà su Netflix anche il film che chiuderà la saga. Gli albi hanno battuto tutti i record del Regno Unito: il capitolo numero 5 ha venduto sessantamila copie in tre giorni.
…È una delle grandi autrici attese a Bologna. Alice Oseman – la fumettista nata nel 1994 nel Kent, in Inghilterra, diventata la paladina della comunità Lgbtq+ che legge – con la sua saga graphic novel Heartstopper ha venduto più di 8 milioni di copie nel mondo. La storia d’amore tra Nick e Charlie è diventata una serie televisiva da record capace di trasformare un libro apparso in una puntata – Come uccidono le brave ragazze di Holly Jackson – in un bestseller. Oseman è stata a Bologna nel giorno di apertura della Children’s Book Fair. Il suo incontro lunedì 13 aprile alle 17 in Sala Borsa in dialogo con Chiara Giovannini è stato una vera chicca per i suoi numerosissimi e giovanissimi fan in città per l’occasione. Il volume numero 6 di Heartstopper arriverà in libreria quest’estate: sarà l’ultimo. Ed entro l’anno uscirà su Netflix anche il film che chiuderà la saga. Gli albi hanno battuto tutti i record del Regno Unito: il capitolo numero 5 ha venduto sessantamila copie in tre giorni.
Oseman, la storia di “Heartstopper” è davvero giunta al termine?
«Non riesco ancora a credere che ci siamo arrivati. È una sensazione dolceamara. Sono davvero orgogliosa del percorso che questa serie ha fatto, ha superato i miei sogni più sfrenati, e so che la sto concludendo esattamente nel modo in cui volevo. Ma è anche difficile dire addio: Nick e Charlie mi sembrano parte della famiglia».
L’avventura personale di Oseman è da romanzo: ha scritto il primo volume come fumetto online gratuito. Ed è stato grazie ai social che la storia ambientata a scuola, fatta di amicizia, bullismo, coming out, disagio psichico, è diventata un successo planetario.
Se lo sarebbe mai aspettato?
«Assolutamente no. Heartstopper era un progetto di nicchia, indipendente, che pubblicavo online più che altro per mio interesse. Non mi aspettavo che fosse visto e apprezzato da così tante persone, né che diventasse mainstream nel modo in cui è successo. Immagino che questo sia il lato positivo dell’essere online. Mi sentirei di incoraggiare i ragazzi ad abbracciare le loro passioni, a creare e a pubblicare il loro lavoro: non si sa mai dove finirà un giorno. La serie non sarebbe quella che è oggi senza quella comunità virtuale così incoraggiante».
Allo stesso tempo, però, lei usa i social con moderazione: ha dichiarato di aver smesso di usare TikTok perché era troppo coinvolgente e difficile da abbandonare.
«I social sono una questione davvero complessa, presentano aspetti positivi e negativi. Sono utili se usati con moderazione, ma è importante non lasciarsi sopraffare completamente; è sempre bene staccare la spina per un po’ e vivere anche la vita offline».
Il primo volume è uscito nel 2020: da quando Nick e Charlie sono entrati nella vita di milioni di giovani, molte cose sono cambiate in meglio. A che punto siamo in questo percorso? C’è ancora molta strada da fare?
«A volte sembra che negli ultimi dieci anni abbiamo fatto progressi davvero positivi, ma abbiamo ancora tanta strada da percorrere per garantire che tutti possano riconoscersi nei libri che leggono e nell’arte che consumano. Abbiamo bisogno di più narrazioni queer per ragazzi; abbiamo bisogno di trame più gioiose e celebrative per i personaggi queer; abbiamo bisogno di vedere più rappresentazione ovunque. Quindi, questa è la mia speranza per i prossimi dieci anni: di più, per favore».
Si è definita asessuale e aromantica. Avrebbe voluto un’Alice Oseman quando aveva 16 o 17 anni?
«Ero la tipica adolescente timida: stavo per lo più per conto mio e trovavo la vita da adolescente piuttosto ansiogena. Amavo potermi rifugiare nelle mie attività creative. Sarebbe stato fantastico avere una storia come Heartstopper in quel periodo. Ma la spinta a realizzarlo forse è legata proprio a una mancanza: se ci fosse stato qualcosa del genere, oggi la mia vita sarebbe completamente diversa».
Sa di essere diventata un’icona per milioni di persone. Come vive questo successo?
«Non so se sono un modello di riferimento, ma spero davvero che il mio lavoro abbia portato un po’ di gioia ai lettori, ovunque si trovino; spero che li abbia aiutati a trovare una comunità, a superare alcune delle cose più grandi e pesanti della vita e magari anche a capire meglio se stessi. Che si tratti dei libri cartacei o del webcomic, in qualunque modo i lettori lo trovino, Heartstopper sarà sempre lì, pronto ad accoglierli».
Che ruolo ha avuto la lettura nella sua vita? E che ruolo ha oggi?
«La lettura ha avuto un ruolo enorme nella mia vita. Leggere Artemis Fowl di Eoin Colfer in tenera età ha davvero acceso la mia passione per la narrazione, mi ha mostrato cosa potessero essere una storia e i personaggi e mi ha avviato al mio percorso di scrittura».
Il successo della serie di albi sfata il luogo comune sui ragazzi che non leggono.
«I giovani leggono, ma forse non i libri, i generi o il formato che gli adulti nella loro vita si aspettano. Se ne facciano una ragione!».