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Libri per ragazzi, Lynn Caponera: “Con Sendak ogni cosa è illuminata”

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È stata l’assistente del genio del ’900 che ha prodotto magnifica arte a misura di bambino. Qui spiega come gestisce la Fondazione dedicata a lui e qual è oggi la sua eredità più grande
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BOLOGNA

Una magia che solo un grande maestro come Maurice Sendak poteva compiere: parlare ai bambini di ieri e di oggi ottenendo lo stesso dirompente effetto. «Voleva che i bambini fossero valorizzati e anche i loro libri. Sono la sua eredità più grande»: non ha dubbi Lynn Caponera, adorabile signora del Connecticut, che l’eredità di Sendak cura con passione da quando lui, nel 2012, se ne è andato. Caponera è infatti la presidente della Fondazione Sendak, ma soprattutto è stata la sua più stretta assistente, dopo essere cresciuta con lui e aver vissuto per molti anni in casa sua. In questi giorni è in Italia, dove ha partecipato a una serie di incontri sull’immenso lascito di questo grande artista, dal cui archivio continuano a emergere sorprese. Dopo il libro scritto da Stephen King sulla base delle scenografie realizzate da Sendak per un’opera teatrale su Hänsel e Gretel, arriverà Il flauto magico e un bel progetto con lo scrittore americano Dave Eggers. Ma andiamo per ordine e part…

BOLOGNA

Una magia che solo un grande maestro come Maurice Sendak poteva compiere: parlare ai bambini di ieri e di oggi ottenendo lo stesso dirompente effetto. «Voleva che i bambini fossero valorizzati e anche i loro libri. Sono la sua eredità più grande»: non ha dubbi Lynn Caponera, adorabile signora del Connecticut, che l’eredità di Sendak cura con passione da quando lui, nel 2012, se ne è andato. Caponera è infatti la presidente della Fondazione Sendak, ma soprattutto è stata la sua più stretta assistente, dopo essere cresciuta con lui e aver vissuto per molti anni in casa sua. In questi giorni è in Italia, dove ha partecipato a una serie di incontri sull’immenso lascito di questo grande artista, dal cui archivio continuano a emergere sorprese. Dopo il libro scritto da Stephen King sulla base delle scenografie realizzate da Sendak per un’opera teatrale su Hänsel e Gretel, arriverà Il flauto magico e un bel progetto con lo scrittore americano Dave Eggers. Ma andiamo per ordine e partiamo da Dieci coniglietti, che Adelphi porta ora in libreria, dove — a proposito di incantesimi — l’autore trasforma il primo gesto serio dell’infanzia, imparare a contare, in un gioco di magia.

Questo delizioso albo è stato pubblicato dodici anni dopo la sua morte. Pensa che lui avrebbe approvato questa edizione?

«Assolutamente. Era nato nel 1970 come un piccolo opuscolo per una raccolta di fondi per una biblioteca di Philadelphia. Era davvero un libretto tascabile pubblicato in casa, non rivolto al pubblico, né tantomeno in vendita. Dal suo archivio emergono ancora molti progetti su cui stava lavorando, poi interrotti perché è arrivato qualcos’altro».

Lynn Caponera è la presidente della Fondazione Sendak. In questa foto la vediamo bambina con Maurice Sendak (1928-2012), con cui è cresciuta, nello studio dell’autore in Connecticut mentre lui le mostra alcuni dei suoi lavori. Caponera ha conosciuto Sendak quando aveva 11 anni, ha vissuto nella sua casa ed è diventata la sua più stretta collaboratrice 

Lei ha conosciuto Sendak da bambina e in un certo senso ha fatto parte della sua famiglia: ci racconta qualcosa della sua vita con lui?

«Sono cresciuta con lui. L’ho conosciuto che avevo undici anni, quando nel 1971 da New York si trasferì in Connecticut diventando mio vicino di casa. Quando arrivò nel nostro quartiere il suo cane aveva appena avuto dei cuccioli, così ogni giorno dopo la scuola andavo da lui a giocare con questi cuccioli. E a 19 anni mi sono trasferita a casa sua, per prendermi cura di lui, aiutarlo e continuare a occuparmi dei cani. E poi sono rimasta lì per 47 anni».

E come si svolgeva la giornata per Maurice Sendak?

«Secondo uno schema molto preciso, sempre lo stesso. A cominciare dalla stessa colazione tutte le mattine: tè verde e muffin con marmellata d’arancia. Verso le 11 entrava nel suo studio, rispondeva al telefono perché gestiva personalmente tutte le telefonate che gli arrivavano, poi si vestiva e portava il cane a fare una passeggiata. Al ritorno pranzava e guardavamo una soap opera. Alle tre tornava in studio, mangiava la torta e lavorava per qualche ora. Poi faceva un pisolino. Ogni giorno sempre lo stesso programma! Cena alle sette e poi lavorava fino alle tre di mattina».

Si dice che fosse un nottambulo.

«Lavorava molto dopo cena, era il momento migliore, così non doveva rispondere al telefono! Ascoltava musica classica alla radio e lo sentivo fischiettare tutta la notte: la mia camera era sotto al suo studio ed era bellissimo addormentarsi con quel suono. Al mattino mi mostrava cosa aveva disegnato durante la notte».

La casa è diventata un museo ora?

«Non proprio, ma è rimasto tutto esattamente come lui lo ha lasciato, compreso il cardigan appeso alla sedia della scrivania. Sembra ancora che Maurice sia lì. Per conservare le opere al sicuro abbiamo costruito un archivio in un edificio lì accanto, ma la casa è rimasta com’era e le persone ci chiamano per poterla visitare, così organizziamo delle visite guidate».

Illustrazione di Maurice Sendak tratta dal libro Dieci coniglietti 

E poi c’è la Sendak Fellowship per artisti. Come funziona?

«Ogni anno ospitiamo artisti che vogliono studiare la sua opera, ci sono quattro piccoli studi dove possono lavorare e restano con noi per un mese. Possono stare a contatto con le opere d’arte che Maurice ha lasciato e, come faceva lui che era un grande collezionista, lasciarsi ispirare».

Quali sono gli autori che hanno frequentato di più la sua casa?

«Era molto amico di Tomi Ungerer, Arnold Lobel e William Steig».

E ce n’è qualcuno che ha seguito il suo esempio?

«Probabilmente nessuno. Sendak è difficile da imitare. C’è Paul Zelinsky che in un certo senso ha uno spirito simile: era stato suo studente e ha avuto una carriera straordinaria. In Italia è poco noto, ma da Sendak ha ripreso la tendenza a farsi ispirare dai grandi artisti del passato».

Ci può fare qualche esempio?

«William Blake, i romantici tedeschi come Caspar David Friedrich o Otto Runge. Invece per La cucina della notte si ispirò a Winsor McCay, creatore di Little Nemo. Pure Mickey Mouse, Alice di Carroll e Melville furono fonti di ispirazione per Sendak. Avevamo anche un cane di nome Herman in onore di Melville! Maurice aveva una straordinaria collezione di opere d’arte e amava condividerla. Sembrava un bambino che ti fa giocare con i suoi giocattoli. Da giovane usava le cartoline degli artisti che ammirava per ispirarsi, poi dopo il successo di Nel paese dei mostri selvaggi iniziò a comprare gli originali: stampe, disegni e incisioni. Li scambiava come fossero figurine!».

Di cosa si occupa la Fondazione?

«È una fondazione senza scopo di lucro che destina tutti i proventi delle vendite dei libri a organizzazioni no-profit che aiutiamo. Possiamo dire che è finanziata dai diritti d’autore. Siamo piccoli: solo sei dipendenti. Ma per fortuna i libri di Sendak non vanno mai fuori catalogo».

Di fronte al grave problema della censura c’è qualcosa che può fare?

«Sicuramente difende il diritto dei bambini ad avere accesso a libri che raccontino la verità. Anche La cucina della notte di Sendak ha avuto problemi di censura per la presenza di un bambino nudo. Non è stato bandito del tutto ma ogni tanto, soprattutto nel Sud degli Stati Uniti, un genitore o un bibliotecario inizia a dire che non si può mostrare ai più piccoli. Ma ai bambini piace e non è mai andato fuori catalogo per questo. Quando lavorava a quel libro Maurice sapeva che sarebbe stato controverso ma non avrebbe avuto senso mettere le mutandine a quel bambino e molti bibliotecari sono stati d’accordo».

Progetti nel cassetto?

«Nel corso della sua vita Sendak ha realizzato molti bozzetti per le scenografie di diverse opere liriche, che stiamo trasformando in libri illustrati. Lo abbiamo fatto con Hänsel e Gretel e ora lo faremo con Il flauto magico, stiamo cercando lo scrittore. Intanto Dave Eggers sta lavorando a un libro a partire daisuoi fantasy sketches: li chiamava proprio così, schizzi di fantasia, metteva su una canzone e si dava due minuti per fare il disegno. È una serie molto bella. La vedrete presto in Italia».

Il libro

Dieci coniglietti di Maurice Sendak (Adelphi, traduzione Sergio Ruzzier, pagg. 32, euro 18, età 5+)

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