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Gianni Rodari, l’uomo che regalava le parole: riscopriamo il nostro Maestro

Lo scrittore Gianni Rodari (1920-1980)

 (ansa)

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Credeva nella fantasia come forma di intelligenza, nell’errore come forma di bellezza, nella scrittura come forma di democrazia. Ritratto di un autore che continua a essere amato. Anche dai bookclub
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Insalate di favole. Errori creativi. Sbagliare le storie. Binomi fantastici. Risuonano nella memoria come formule magiche gli insegnamenti senza tempo del Maestro (la maiuscola è d’obbligo quando si parla del grande Gianni Rodari) con cui sono cresciute generazioni di lettori. Nessuno meglio di lui ci ha mostrato che, come un sasso gettato in uno stagno, una parola gettata a caso nella mente può provocare una serie infinita di mondi possibili, portandosi dietro nella sua caduta suoni, immagini, analogie, ricordi. Lo teorizzò ormai quasi un secolo fa nella suaGrammatica della fantasia, raccolta di scritti pubblicata è vero in forma sistematica solo nel 1973, ma la cui gestazione risale all’epoca della sua esperienza di giovanissimo maestro nell’inverno tra il 1937 e il 1938 in una fattoria sulle colline intorno al Lago Maggiore.

Un libro che continua a parlarci, oggi no…

Insalate di favole. Errori creativi. Sbagliare le storie. Binomi fantastici. Risuonano nella memoria come formule magiche gli insegnamenti senza tempo del Maestro (la maiuscola è d’obbligo quando si parla del grande Gianni Rodari) con cui sono cresciute generazioni di lettori. Nessuno meglio di lui ci ha mostrato che, come un sasso gettato in uno stagno, una parola gettata a caso nella mente può provocare una serie infinita di mondi possibili, portandosi dietro nella sua caduta suoni, immagini, analogie, ricordi. Lo teorizzò ormai quasi un secolo fa nella suaGrammatica della fantasia, raccolta di scritti pubblicata è vero in forma sistematica solo nel 1973, ma la cui gestazione risale all’epoca della sua esperienza di giovanissimo maestro nell’inverno tra il 1937 e il 1938 in una fattoria sulle colline intorno al Lago Maggiore.

Un libro che continua a parlarci, oggi non meno di ieri, agli adulti come ai bambini, perché dell’arte di inventare storie — per fortuna — non ne possiamo fare a meno. Lo sanno bene Eva Filoramo e Erika Pilar Pancella, traduttrici di formazione, animatrici del gruppo di lettura torinese Fior di farina per passione, che proprio a Rodari hanno dedicato una delle loro letture mensili. La scelta, inutile dirlo, è caduta su Grammatica della fantasia, «perché ogni anno cerchiamo di leggere dei saggi di linguistica italiana e, anche quando leggiamo romanzi, ci occupiamo sempre molto degli aspetti linguistici». A questo punto Rodari è sembrato perfetto: un autore che tutti abbiamo letto da bambini e del quale, ripreso in mano da adulti, se ne scopre la profonda attualità.

«Non c’è da stupirsi che la sua Grammatica venga scelta come libro su cui ragionare in maniera collettiva anche dagli adulti», spiega Gaia Stock, direttrice editoriale di Einaudi Ragazzi che in Italia ha pubblicato e continua a ripubblicare, con nuove edizioni, nuove illustrazioni, nuove combinazioni (tra le più recenti le Favole al telefonosuddivise in quattro libri in base al tempo di lettura: favole da un minuto, da tre, da cinque...), tutto il catalogo dell’opera di Rodari. «Perché è un libro che parla di educazione, di creatività, di linguaggio, di libertà del pensiero». Non solo. In un momento storico in cui è preponderante nel dibattito politico, sociale, culturale la presenza dell’intelligenza artificiale, dell’algoritmo e della produzione automatica di contenuti, «Rodari ci ricorda che la fantasia non è evasione dalla realtà, ma uno strumento per comprenderla meglio».

Ecco allora dove sta oggi l’attualità, e la necessità, di chi come Rodari invece di dare risposte, insegnava piuttosto a fare domande, a mettere in discussione ciò che sembra scontato. Ai suoi tempi fu accusato di fomentare la disobbedienza. Oggi del suo pensiero abbiamo bisogno come fosse un balsamo.

Anche per questo continua a essere ristampato. Tradotti in 50 lingue, i suoi libri solo in Italia hanno venduto dieci milioni di copie. Ci sono Paesi poi dove certi titoli vanno addirittura più forte che in patria. È il caso delle Avventure di Cipollino, che vende 100 mila copie l’anno in Russia e 130 mila in Cina: un libro che racconta la rivoluzione del più debole e al quale sono stati dedicati spettacoli teatrali e film.

Eccola ancora l’attualità di uno scrittore che invita alla cittadinanza attiva, parla di partecipazione, accesso alla cultura, democrazia: una delle frasi più belle della Grammatica della fantasia recita infatti «tutti gli usi della parola a tutti». E che dedica un libro agli errori, dove spiega che anche lo sbaglio diventa opportunità, occasione di scoperta. «Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la torre di Pisa».

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