Omero versione kolossal: Nolan racconta la sua Odissea in esclusiva sul nuovo Robinson
di Sara ScarafiaIl kolossal più atteso dell’estate: Odissea di Christopher Nolan arriva al cinema il 16 luglio. Dopo Batman, Interstellar e Oppenheimer, il regista premio Oscar gira un film sul dolore della guerra, sui senza patria e sulla famiglia. Su Robinson in edicola da domenica 21 giugno con Repubblica Nolan ce lo racconta in anteprima e in esclusiva. In un’intervista ad Arianna Finos spiega cosa ha significato per lui portare Omero sul grande schermo con un cast stellare: Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Zendaya e Charlize Theron. Il cuore del film, dice Nolan, è la xenìa, la legge sacra dell’ospitalità: «Quando lasci la tua casa dipendi dalla gentilezza degli estranei». Il poema ci interroga ancora sul rapporto con l’altro, sull’amore, sulla guerra e sul significato stesso del ritorno. «Volevo attingere alla sincerità emotiva dell’opera e restituire personaggi vivi e immediati, non figure lontane chiuse in una rappresentazione convenzionale dell’antichità». Il film è stato bersaglio di attacchi social – rilanciati da Elon Musk – contro la scelta di Lupita Nyong’o nel ruolo di Elena. Ed è a partire da questo che Silvia Ronchey si interroga sulle metamorfosi del mito. “Se il mito deve adattarsi ai tempi, Nolan, più che un’Elena nera o un Achille trans, avrebbe dovuto dare alla sua Odissea un Ulisse donna – scrive Ronchey – Se il tema di Nolan regista è da sempre quello, campbelliano, del viaggio dell’eroe, avrebbe dovuto accorgersi che oggi questo viaggio è femminile». Perché «il viaggio dell’eroe, nell’Odissea, è fin dall’inizio, un viaggio dell’eroina, visto che a sostenerlo è quella virtù eminentemente femminile, la razionalità, non a caso assicurata al maschio Odisseo dalla sua dea protettrice, Atena, la dea ragione”.
Nel resto del numero come sempre le recensioni delle nuove uscite in libreria e la finestra sulla stampa internazionale. La lettura è un ritratto d’autore di Ingeborg Bachmann: nel centenario della nascita della poetessa e scrittrice, Rosella Postorino ricorda il suo viaggio nei conflitti dell’esistere. Le pagine dedicate a Proust sono il resoconto di un’eterna faida letteraria, quella tra Proust e i suoi lettori noti. «La Recherche? Una palla». Così parlò Valérie Perrin, autrice bestseller di Cambiare l’acqua ai fiori alla platea del Salone del libro di Torino del 2021 scatenando risate complici. A demolire l’autore francese sono stati in tanti, da Ken Follett al premio Nobel Kazuo Ishiguro, da Joyce a Céline e persino Sartre. Ma allo stesso tempo ha anche schiere di appassionati, dagli insospettabili Kerouac e Philip K. Dick a Virginia Woolf, Haruki Murakami e Anne Carson. Lo spazio gruppi di lettura è un omaggio a Grazia Deledda, la prima donna italiana a vincere il Nobel, con la recensione del romanzo La madre.
Nei fumetti, Luca Valtorta traccia un ritratto intimo di Sergio Toppi, ritenuto l’innovatore del graphic novel: a raccontare il suo lato più intimo è la moglie, e prima lettrice, Aldina Monesi, sua compagna per cinquant’anni. Nelle pagine dedicate ai piccoli lettori, Ilaria Zaffino svela tutti i segreti dell’origine della vita custoditi nel volume Il meraviglioso libro della vita (Camelozampa). Nell’arte Chiara Gatti intervista il maestro francese del contemporaneo Pierre Huyghe che con video e installazioni occupa la Fondation Beyeler di Basilea.
Gli spettacoli celebrano l’avanguardia con un testo inedito del grande compositore Alvin Lucier che analizza le innovazioni che cambiarono l’idea di musica. Nei festival Michele Smargiassi intervista Paolo Gasparini, il fotografo dei due mondi. Nato a Gorizia, emigrato giovane in Venezuela, poi nomade nel Sudamerica, il 25 giugno riceve nella sua città natale il Premio Hemingway Fotografia 2026.
Lo Straparlando di Antonio Gnoli è con Margarethe von Trotta, regista e attrice che spiega la sua idea di cinema, amore e politica.