Gli autori che Proust paventava, erano quelli che più amava. Dotato di un forte dono mimetico (e gran talento nelle imitazioni), temeva che i tic e il ritmo degli autori che riveriva attecchissero nel suo metronomo interiore, modellandogli per sempre lo stile. Così, nel momento in cui stava per partire col romanzo, preoccupato di avere una sua scrittura originale («ogni scrittore è obbligato a co…