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Sixtine Dano: “Patriarcato disegno contro di te”

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Per studiare e mantenersi a Parigi, Raphaëlle è costretta a prostituirsi. Nasce così il primo grahic novel dell’autrice francese, un manifesto politico a strisce
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Raphaëlle lascia un piccolo centro della Francia per trasferirsi a Parigi e studiare architettura. Ben presto, però, si rende conto che il costo della vita è insostenibile e, cogliendo un’occasione fortuita, inizia a prostituirsi attraverso un sito di escort. Da questa vicenda nasce Sibylline, la prima graphic novel della francese Sixtine Dano (1997), costruita con i neri del carboncino e dell’inchiostro di china. Con uno sguardo delicato e intimo, il libro si interroga su temi come il diritto allo studio, la precarietà, lo sfruttamento del lavoro e il patriarcato come sistema di dominio e oppressione.

Sul fumetto, da cui è in preparazione anche un film d’animazione, Dano ha lavorato per anni, raccogliendo testimonianze e documentandosi sul fenomeno: «L’idea di raccontare la prostituzione vissuta da studenti e studentesse è nata intorno al 2016. In quel periodo studiavo animazione all’École des Gobelins a Parigi. La le…

Raphaëlle lascia un piccolo centro della Francia per trasferirsi a Parigi e studiare architettura. Ben presto, però, si rende conto che il costo della vita è insostenibile e, cogliendo un’occasione fortuita, inizia a prostituirsi attraverso un sito di escort. Da questa vicenda nasce Sibylline, la prima graphic novel della francese Sixtine Dano (1997), costruita con i neri del carboncino e dell’inchiostro di china. Con uno sguardo delicato e intimo, il libro si interroga su temi come il diritto allo studio, la precarietà, lo sfruttamento del lavoro e il patriarcato come sistema di dominio e oppressione.

Sul fumetto, da cui è in preparazione anche un film d’animazione, Dano ha lavorato per anni, raccogliendo testimonianze e documentandosi sul fenomeno: «L’idea di raccontare la prostituzione vissuta da studenti e studentesse è nata intorno al 2016. In quel periodo studiavo animazione all’École des Gobelins a Parigi. La legge sulle sanzioni ai clienti è stata oggetto di grandi dibattiti nell’Assemblea Nazionale, e i concetti di “incontri tra adulti”, “escort” o “sugar dating” sono diventati di uso comune in Francia, contribuendo a sdoganare l’argomento e, di conseguenza, l’uso.

Ho iniziato a parlarne con le persone che mi circondavano: è stato in quel momento che ho scoperto che alcune ragazze della mia compagnia avevano già accettato soldi per andare a letto con uno sconosciuto. Lo shock era pari alla curiosità, e così ho iniziato a intervistarle e a dedicarmi a ricerche che mi permettessero di capire meglio quel fenomeno molto più esteso di quanto immaginassi. Il personaggio di Raphaëlle ha molto di me, ma avevo bisogno di questi incontri e di quei collegamenti con la realtà per sentirmi legittimata a raccontare la sua doppia vita come Sibylline per far emergere una storia sincera, sensibile e complessa senza cadere nella vittimizzazione o nel retorico».

Cosa c’è di Raphaëlle in lei?

«Non c’è bisogno di essersi prostituite per identificarsi con lei: le sue fragilità e vulnerabilità parlano a tutte noi. In lei c’è molto di me: per anni ho sofferto di anoressia, ho sempre avuto un rapporto difficile con il mio corpo e ho avuto spesso bisogno della validazione dello sguardo maschile per sentirmi valorizzata. Ho sofferto spesso di ansia a causa della pressione per i miei risultati universitari: è un periodo di grandi incertezze in cui ci si chiede spesso se si è bravi abbastanza da riuscire a trovare un lavoro con quello che si studia, e l’ambizione può facilmente diventare stress. Con il tempo sono migliorata e posso dire che raccontare il suo personaggio è stata una vera e propria catarsi».

Il libro ha una dimensione politica molto evidente. Qual è la sua visione?

«Io credo sia fondamentale lottare per rendere la nostra società più egualitaria, solidale, femminista, antirazzista ed ecologista. È una lotta necessaria, soprattutto in un periodo in cui l’estrema destra e le conseguenti idee razziste e misogine si propagano e in cui ogni giorno il capitalismo distrugge un pezzetto alla volta gli esseri umani e le creature che ci circondano. Come artisti abbiamo il dovere di trasmettere il desiderio di rendere il mondo un posto migliore».

Lei si consideri femminista?

«Sono un’attivista femminista, sì. Sono per un sistema che dia fiducia alle donne, che dica loro che possono essere pienamente indipendenti, che non sono tenute ad avere un partner e che possono andare a letto con chiunque vogliano. Mi piacerebbe un mondo che incoraggiasse le ragazze a essere se stesse: ambiziose, audaci, ribelli e soddisfatte. Un sistema che autorizza gli uomini a sentirsi vulnerabili, a prendersi cura dei propri figli e della casa, a non sentirsi minacciati da donne che gridano la loro insoddisfazione per uno status quo che non le valorizza. Lotto per un sistema che punisca gli aggressori, i violenti, i pedofili e chi commette femminicidi, che ascolta e crede alle donne, che fornisce gli strumenti alla polizia, ai giudici, agli avvocati e ai professori per riconoscere e gestire violenze sessiste e sessuali».

Ha studiato animazione, perché ha scelto il fumetto per raccontare questa storia?

«Produrre un lungometraggio animato costa diversi milioni di euro e richiede un’opera di convincimento verso produttori, investitori, distributori. Servono anni di produzione e tutti i compromessi che richiede il mercato. Per realizzare un fumetto, invece, serve convincere un editore e poi si ha quasi del tutto carta bianca! Chiunque di noi ha un progetto a fumetti nel cassetto per quando sarà stanco di sentirsi parte dell’ingranaggio».

(La traduzione delle risposte dal francese è di Francesco Savino)

Il libro

Sibylline di Sixtine Dano (Bao Pubilshing, pagg. 264, euro 24)

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