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In mostra a Roma la grande arte italiana del Novecento

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A Palazzo Bonaparte un’esposizione curata da Costantino D’Orazio ci porta tra le opere da scoprire o riscoprire: da Boccioni a de Chirico
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Il piano nobile di Palazzo Bonaparte, a Roma, edificio realizzato in pieno barocco da Giovanni Antonio De Rossi per i marchesi d’Aste, ospita la ricca collezione di opere d’arte novecentesche di Generali (eredità di quella che fu l’Ina Assitalia), considerata la raccolta aziendale più importante a livello europeo. Tra stucchi, velluti e affreschi delle sale, in cui un tempo visse Letizia Borghese, una mostra elegante e ben allestita porta il visitatore a scoprire cinquanta opere di pittori del Novecento italiano, tra cui alcune molto rare e mai esposte prima.

Le Due Amiche - Umberto Boccioni (1915)

 

Entrando nella prima grande sala troviamo il padrone di casa, la riproduzione in gesso del Marte pacificatore creato da Antonio Canova e dedicato a Napoleone, che si dice abbia visitato il palazzo in una fuga segreta in città nel 1821.

Si prosegue negli spazi dedicati alla mostra “Novecento ital…

Il piano nobile di Palazzo Bonaparte, a Roma, edificio realizzato in pieno barocco da Giovanni Antonio De Rossi per i marchesi d’Aste, ospita la ricca collezione di opere d’arte novecentesche di Generali (eredità di quella che fu l’Ina Assitalia), considerata la raccolta aziendale più importante a livello europeo. Tra stucchi, velluti e affreschi delle sale, in cui un tempo visse Letizia Borghese, una mostra elegante e ben allestita porta il visitatore a scoprire cinquanta opere di pittori del Novecento italiano, tra cui alcune molto rare e mai esposte prima.

Le Due Amiche - Umberto Boccioni (1915)

 

Entrando nella prima grande sala troviamo il padrone di casa, la riproduzione in gesso del Marte pacificatore creato da Antonio Canova e dedicato a Napoleone, che si dice abbia visitato il palazzo in una fuga segreta in città nel 1821.

Si prosegue negli spazi dedicati alla mostra “Novecento italiano”, curata da Costantino D’Orazio, e a colpire subito lo sguardo è l’opera Le due amiche di Umberto Boccioni, pittura a olio che raffigura due donne in un interno borghese dominato dal pervinca, un ponte immaginario tra l’Ottocento europeo e le avanguardie storiche.

La Sposa - Antonio Donghi (1926)

 

«Questa collezione nasce dalla tensione tra immaginazione e struttura, tra sogno e percezione, tra il tempo remoto delle figure e il tempo presente della pittura» spiega D’Orazio. E aggiunge: «È una tensione che attraversa tutto il Novecento italiano e che in questa raccolta trova una sua possibile narrazione. La raccolta di Generali, acquistata dai primi anni Ottanta, rivela un criterio preciso: non l’accumulo, non la decorazione di rappresentanza, ma una politica di acquisizioni legata unicamente alla qualità».

E proprio grazie all’unicità di queste opere che gli artisti italiani ci portano, tra una pennellata e l’altra, in un viaggio nella metamorfosi del figurativo, dai paesaggi dilatati all’inquietudine tipica del Simbolismo, dalla pastosità delle tinte della Scuola Romana fino alle avanguardie, che come lampi annunciano l’arrivo di nuove turbolente stagioni.

I pezzi più importanti della collezione sono stati tutti realizzati durante il Ventennio fascista e portano con sé la mestizia di palette tenui, il rigore di figure in attesa, sguardi spenti e un plasticismo che guarda alla classicità ma senza evocare alcuna nostalgia. Quelle di Novecento italiano si possono definire infatti “piccole tragedie quotidiane” su tela.

Da non perdere il ritratto Figura di Ubaldo Oppi, la Marina con natura morta di Filippo De Pisis, La Pensierosa di Galileo Chini, Il Gasometro a San Paolo di Roberto Melli, Illusionista di campagna di Giuseppe Capogrossi, la triste Sposa di Antonio Donghi fino a capolavori come Il Centauro morente di Giorgio de Chirico, la Statua giacente su un piano di Mario Sironi e Danae di Emanuele Cavalli.

Le Tre Età della Donna - Gustav Klimt (1905) 

 

L’esposizione, curata con dovizia e attenzione per ogni dettaglio - dall’illuminazione perfetta alle azzeccate citazioni di autori famosi sui muri - propone un percorso per temi, come se fossero i capitoli di un romanzo: “Figure scomposte, le avanguardie”; “I paesaggi dell’anima”, con un ultimo sprazzo di Ottocento regalato dai Tori in Tombolo di Giovanni Fattori; “Figure in un interno” con una galleria di ritratti; “Studi sul corpo umano” con le due diverse istantanee a olio di giovani in spiaggia dei romanissimi Alberto Ziveri e Guglielmo Ianni. E per concludere in bellezza un prestito arrivato dalla vicina Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, il celebre Le tre età della donna di Gustav Klimt del 1910, che con le sue donne così diverse, archetipiche e potenti si conferma uno dei vertici della stagione simbolista europea.

La Pensierosa - Galileo Chini (1936)

 

Curiosa la sala dedicata ai manifesti d’archivio delle Assicurazioni Generali Venezia, spesso sfruttate per la propaganda del regime, e alla moderna collezione di foulard d’artista, una spruzzata d’allegria con le fantasie create per Assitalia da artisti e artiste di immensa bravura come Carla Accardi, Piero Dorazio, Toti Scialoja e Mario Schifano.

La mostra sarà aperta fino al 28 agosto e l’ingresso è libero per tutti.

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