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Guida al festival di Mantova per i ventenni

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La rassegna in programma dal 9 al 13 settembre raccontata dai più giovani che hanno approfondito letture e passioni, lavorando alla kermesse come volontari
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Uno spazio di libertà e di pensiero dove discutere di problemi, sogni, paure e aspettative a partire dai libri. Il gruppo di lettura Passports è un esercizio di speranza: una volta al mese alle nove di sera una cinquantina di ragazze e ragazzi tra i 18 e i 25 anni si riuniscono online per condividere con i coetanei romanzi, film, serie tv: tutto quello che li appassiona insomma. Del resto la letteratura è nel loro “statuto”: molti di loro si sono conosciuti facendo i volontari a Festivaletteratura a Mantova e gli altri si sono uniti perché appassionati della kermesse diffusa che ogni anno a settembre anima tutti gli spazi della città. «È bello perché quello che condividiamo ogni mese è uno spazio sicuro — dice Catherine Hansye, mantovana, volontaria di Festivaletteratura e coordinatrice del circolo — non c’è giudizio: ognuno condivide le letture del mese, i film e le serie tv che ha visto. Impariamo tanto l’uno dall’altra».

Uno spazio di libertà e di pensiero dove discutere di problemi, sogni, paure e aspettative a partire dai libri. Il gruppo di lettura Passports è un esercizio di speranza: una volta al mese alle nove di sera una cinquantina di ragazze e ragazzi tra i 18 e i 25 anni si riuniscono online per condividere con i coetanei romanzi, film, serie tv: tutto quello che li appassiona insomma. Del resto la letteratura è nel loro “statuto”: molti di loro si sono conosciuti facendo i volontari a Festivaletteratura a Mantova e gli altri si sono uniti perché appassionati della kermesse diffusa che ogni anno a settembre anima tutti gli spazi della città. «È bello perché quello che condividiamo ogni mese è uno spazio sicuro — dice Catherine Hansye, mantovana, volontaria di Festivaletteratura e coordinatrice del circolo — non c’è giudizio: ognuno condivide le letture del mese, i film e le serie tv che ha visto. Impariamo tanto l’uno dall’altra».

A Mantova molti di loro si vedono dal vivo. E qui consigliano ai ragazzi e alle ragazze che parteciperanno al festival gli eventi che secondo loro sono da non perdere.  

Stella suggerisce Shakespeare al di là del muro con Isabella Hammad e Veronica Fernandes (9 settembre) perché «attraverso la rilettura palestinese dell’Amleto, Hammad racconta il rapporto complesso tra identità, memoria e appartenenza — dice Stella — e mostra come la letteratura e il teatro possano attraversare muri, confini e conflitti, diventando strumenti di resistenza».  

Dora invece punta su Gioie e dolori della (ri)traduzione con Carmen Gallo e Vincenzo Latronico con Marta Olivi (10 settembre): «Questo incontro permette di scoprire cosa significa ritradurre un’opera già conosciuta, restituendole una voce nuova e mantenendola viva per i lettori contemporanei», dice Dora.

Parole come bombeconFederico Faloppa con Grace Fainelli (10 settembre) è la scelta di Beatrice: «Un’occasione per capire come i social, i media e la politica condizionano il nostro modo di pensare e comunicare. Partecipare serve ad acquisire gli strumenti giusti per non farsi manipolare».

Sempre in tema di parole e autonomia di pensiero, Emanuele invita i coetanei a partecipare a Il linguaggio è mai neutrale?con Natasha Brown e Nadeesha Uyangoda (11 settembre): «Le parole sono uno strumento di comunicazione e di potere, Natasha Brown rende chiaro questo nel suo romanzo Universality».

Accenti: Nati dal fuoco con Lorenzo Casadei è la proposta di Davide (11 settembre): «I jinn sono figure molto presenti nell’immaginario arabo, ma spesso sono conosciuti soltanto attraverso rappresentazioni semplificate, come quella del genio della lampada di Aladino. Questo incontro restituisce loro complessità teologica, antropologica e culturale».

Catherine suggerisce Scavi con Ruska Jorjoliani e Yenniffer Lilibell Aliaga Chávez (11 settembre): «Se si vuole scoprire la storia della propria famiglia e dei propri antenati, bisogna munirsi di kit da archeologo e di fonti. Così le autrici Ruska Jorjoliani, di origine georgiana e Yenniffer Lilibell Aliaga Chávez, di origine peruviana, ci raccontano nei loro libri».

Il post-it di Silvia è per segnalare Di chi è il mio corpo? con Cleo Bissong e Silvia Demozzi (12 settembre): «Grazie a questo evento si potrà scoprire che i temi che per noi sono tabù, in realtà appartengono alla vita di tutti». Ed ecco l’evento segnalato da Nia: Colonizzare la lingua con Yaryna Grusha e Jana Karšaiová (12 settembre). Agnese invece ha selezionato per i giovani lettori di RobinsonNarrazioni e rinarrazioni, con Espérance Hakuzwimana e Rita Petruccioli (12 settembre). Caterina spunta dalla lista Ridare voce con Nathacha Appanah con Espérance Hakuzwimana: «La scrittura come superpotere per rompere i tabù su razzismo, violenza e identità, trasformando traumi e silenzi in strumenti di riscatto collettivo».

Toccare con mano con Marta Paterlini e Silvia Lazzaris è la proposta di Livia (13 settembre). «Passiamo ore a toccare gli schermi del cellulare, dimenticando che il tatto è il senso che definisce il nostro rapporto con il mondo intorno a noi. Questo incontro svela i segreti scientifici della pelle».

Sara ha segnalato Capire l’Iran (13 settembre): «Un Paese famoso per la sua storia antica ma oggi al centro di conflitti politici ed economici. Il fumettista Majid Bita nelle sue storie racconta cosa significa vivere sotto un regime autoritario. La ricercatrice Paola Rivetti racconta come gli abitanti riescano a organizzare ancora una forma di resistenza».

Tra i suggerimenti dei giovani per i giovani, in tema di conflitti, c’è anche l’incontro su Gaza: Gaza tra passato e futuro con Paola Caridi e Christian Greco (11 settembre).

Una guida speciale per under 25, certo. Ma in fondo nell’anima chi non lo è?

Il gruppo di lettura Passports storie senza confini nasce due anni fa dall’omonimo progetto di Festivaletteratura dedicato alle storie tra confini e identità sospese Riunisce una volta al mese giovani tra i 18 e i 25 anni che lavorano come volontari al festival o ne sono appassionati. A coordinarlo sono Catherine Sogra Hansye e Beatrice Bregoli, studentesse universitarie e volontarie

del festival. Il gruppo si riunisce online una volta al mese e si ritrova a Mantova nei giorni della kermesse letteraria

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