Mozart contro Mozart: tutto su Amadeus e suo padre Leopold
di Leonetta BentivoglioWolfgang Amadeus Mozart con il padre Leopold e la sorella Maria Anna, 1763, acquerello di Louis de Carmontelle, Francia, XVIII secolo(Photo by DeAgostini/Getty Images)
La figura di Leopold Mozart, compositore celebre soprattutto in quanto padre di Wolfgang Amadeus, è stata spesso vittima di leggende negative. In base a una serie di fraintendimenti poco decifrabili, diversi storici gli hanno affibbiato definizioni ostili. Maestro dispotico di un bimbo troppo eccezionale. Musicista irritato dalla superiorità del suo miracoloso ragazzo. Impresario di due prodigi minorenni, Wolfgang e sua sorella Nannerl, esibiti forsennatamente come fenomeni circensi in giro per l’Europa. Sabotatore dell’indole giocosa di Amadé, da lui rinchiuso in una gabbia di disciplina soffocante. Ombra incombente su tutta la vita di Wolfgang, che lo sentiva come l’incarnazione di un eterno castigo. A queste e ad altre suggestioni si è applicato il franco-belga Éric-Emmanuel Schmitt, scrittore molto prolifico, tradotto e diffuso, che ha firmato principalmente biografie romanzate di personaggi illustri. Ora ha voluto dedicarsi a una libera esplorazione de I due Mozart, titolo del su…
La figura di Leopold Mozart, compositore celebre soprattutto in quanto padre di Wolfgang Amadeus, è stata spesso vittima di leggende negative. In base a una serie di fraintendimenti poco decifrabili, diversi storici gli hanno affibbiato definizioni ostili. Maestro dispotico di un bimbo troppo eccezionale. Musicista irritato dalla superiorità del suo miracoloso ragazzo. Impresario di due prodigi minorenni, Wolfgang e sua sorella Nannerl, esibiti forsennatamente come fenomeni circensi in giro per l’Europa. Sabotatore dell’indole giocosa di Amadé, da lui rinchiuso in una gabbia di disciplina soffocante. Ombra incombente su tutta la vita di Wolfgang, che lo sentiva come l’incarnazione di un eterno castigo. A queste e ad altre suggestioni si è applicato il franco-belga Éric-Emmanuel Schmitt, scrittore molto prolifico, tradotto e diffuso, che ha firmato principalmente biografie romanzate di personaggi illustri. Ora ha voluto dedicarsi a una libera esplorazione de I due Mozart, titolo del suo ultimo libro appena uscito in italiano per le edizioni e/o. Grande appassionato di musica (fra i protagonisti delle sue storie ci sono Beethoven, Chopin e Maria Callas), Schmitt nutre una speciale adorazione per Mozart, capace addirittura di salvarlo dal suicidio. Ce lo riferì anni fa ne La mia storia con Mozart, dove confessava che l’arte mozartiana lo aveva guarito da uno stato di depressione gravissimo.
Lungo le pagine de I due Mozart, sempre molto empatiche e d’impianto divulgativo, Schmitt si adegua solo parzialmente all’ottica contraria a Leopold. In numerose zone del testo preferisce adottare visioni di segno opposto desunte dalla musicologia più recente, che grazie all’analisi degli epistolari e di altri documenti ha smontato i tanti pregiudizi sulla “cattiveria” di Leopold. Studiosi quali Robbins Landon, Ruth Halliwell (autrice di un bel volume su The Mozart Family) e Cliff Eisen (Il vero Mozart, pubblicato in Italia dal Saggiatore), hanno restituito a quel vincolo parentale connotati caldi e affettuosi, abbattendo gli equivoci da cui era scaturita l’icona di un creatore spontaneistico e selvaggio, tanto sublime musicalmente quanto volgare e grezzo sul piano umano, essendo un discolo ribelle a ogni autorità, compresa quella paterna. Basti pensare al ritratto da farfallone hippie che ne fece Miloš Forman nel film Amadeus (1984).
In principio Schmitt ci racconta un rapporto armoniosissimo tra i due, coinvolti in scambi teneri e pieni di ammirazione reciproca. È un’intesa che splende durante l’infanzia del piccolo genio, persuaso che «subito dopo Dio ci sia papà». Tuttavia, forse per costruire una trama vivacizzata da situazioni di contrasto, Schmitt immagina che in seguito ci siano state fasi d’odio da parte di Mozart, sempre più autonomo nei confronti del padre, e che tale indipendenza abbia provocato esplosioni di rabbia distruttiva nel genitore, divenuto anziano e collerico. L’intero plot si concentra sui ritratti dei due uomini, attribuendo scarsissimo spazio alle fisionomie di Nannerl e della madre di Mozart, Anna Maria. Anche il legame tra Wolfi e sua moglie Constanze è affrontato solo di striscio.
Viene ignorata l’adesione di Amadé alla massoneria, si citano appena i suoi contatti coi filosofi illuministi ed è nominato solo per un attimo lo straordinario librettista Lorenzo Da Ponte. Non compare mai il nome di Antonio Salieri, che certe vetuste indagini storiche ci avevano descritto come il più pericoloso antagonista di Mozart nella Vienna di fine Settecento. Con una decisa scelta prospettica, tutti i riflettori della messinscena realizzata da Schmitt sono puntati sulla coppia padre-figlio. Per un verso c’è il mentore votato alla valorizzazione delle peculiarità impressionanti del figliolo, reputandosi investito da una missione divina, ed è un vecchio che non tollera il rigetto di Wolfgang quando costui approda a un’identità autosufficiente. D’altro canto c’è un artista immenso e conscio delle sue risorse, che dopo l’idolatria iniziale lotta per emanciparsi dall’ossessivo controllo paterno.
In realtà Mozart rimase sempre attaccato al padre, tributandogli rispetto e devozione anche in età adulta. Però a Schmitt piace inseguire teatralmente la tensione fra i due poli, disegnando il quadro di una riflessione implicita sul senso della tutorialità e sui moti cangianti delle dinamiche familiari e generazionali. L’aspetto più notevole del viaggio sta nella maniera in cui la musica è integrata dentro il tessuto della narrazione. Non si tratta di uno sfondo, ma del vero codice di comunicazione fra i due Mozart, che tramite la musica si vogliono bene, si scontrano e si ritrovano. Succede nella chiusa fiabesca, quando lo spettro di Leopold s’insinua nell’agonia di Wolfgang abbracciando un’emanazione del suo corpo tornato bambino.
Il libro – Éric-Emmanuel Schmitt, I due Mozart (e/o, traduzione di Alberto Bracci Testasecca, pagg. 160, euro 18)