Julia Donaldson e Axel Scheffler: “Insieme ridiamo vita al Gruffalò”
di Ilaria ZaffinoIllustrazione di Axel Scheffler per Nonna Gruffalò di Julia Donaldson
È festa grande in casa Gruffalò: un altro delizioso personaggio si è aggiunto alla famiglia più amata di bosco frondoso. È arrivata Nonna Gruffalò, adorabile e “bestiale” vecchina che «ha peli grigiastri, le spine son rosse e sa leggere e scrivere come se niente fosse!». E proprio un omaggio all’arte antica e sempre attuale di raccontare storie è questo terzo libro dedicato al personaggio iconico che dal 1999 con 38 milioni di copie nel mondo, tradotto in 119 lingue, ha consacrato la collaudata coppia formata da una decana della letteratura per ragazzi come Julia Donaldson, «l’autrice per bambini più venduta di tutti i tempi in Gran Bretagna» titolava il Guardian giorni fa, e un illustratore di lungo corso come Axel Scheffler. Dopo oltre vent’anni dal primo sequel del loro capolavoro, Gruffalò e la sua piccolina uscito nel 2004, tornano insieme per questa nuova avventura. Li abbiamo raggiunti su Zoom a Londra, da dove nei giorni scorsi hanno dato il via al tour per presentare il nuovo…
È festa grande in casa Gruffalò: un altro delizioso personaggio si è aggiunto alla famiglia più amata di bosco frondoso. È arrivata Nonna Gruffalò, adorabile e “bestiale” vecchina che «ha peli grigiastri, le spine son rosse e sa leggere e scrivere come se niente fosse!». E proprio un omaggio all’arte antica e sempre attuale di raccontare storie è questo terzo libro dedicato al personaggio iconico che dal 1999 con 38 milioni di copie nel mondo, tradotto in 119 lingue, ha consacrato la collaudata coppia formata da una decana della letteratura per ragazzi come Julia Donaldson, «l’autrice per bambini più venduta di tutti i tempi in Gran Bretagna» titolava il Guardian giorni fa, e un illustratore di lungo corso come Axel Scheffler. Dopo oltre vent’anni dal primo sequel del loro capolavoro, Gruffalò e la sua piccolina uscito nel 2004, tornano insieme per questa nuova avventura. Li abbiamo raggiunti su Zoom a Londra, da dove nei giorni scorsi hanno dato il via al tour per presentare il nuovo libro.
Julia Donaldson, 77 anni, è l’autrice per bambini più venduta di tutti i tempi in Gran Bretagna. Ha raggiunto il successo con Il Gruffalò, uscito nel 1999, tradotto in 119 lingue, ma ha scritto numerosi altri libri, molti dei quali in coppia con Axel Scheffler. Nato ad Amburgo nel 1957, Scheffler si è trasferito nel Regno Unito dal 1982: è noto per aver illustrato i libri per bambiniscritti da Julia Donaldson a cominciare da Il Gruffalò ma la loro collaborazione è iniziata nel 1993 con Una casetta troppo stretta
Scrivere un seguito è sempre una sfida. In questo caso come è andata?
Julia Donaldson: «Qualsiasi libro è una sfida. Un seguito lo è ancora di più, perché non sei completamente libero, devi mantenere gli stessi personaggi, pensare allo schema delle rime, alla struttura e ti chiedi: voglio davvero andare avanti con questa storia? Spesso i sequel sono deludenti, come nelle serie tv dove si tende sempre a fare un seguito che non è mai altrettanto bello. Per questo ci devi pensare due volte».
Quando ha avuto la prima idea per questa storia?
JD: «In realtà mi è venuta molto tempo fa, perché i bambini, per anni, anzi per decenni, mi hanno scritto chiedendomi un altro Gruffalò. E io ho sempre risposto: non so, forse potrei scrivere della nonna. Lo dicevo da anni, ma mai seriamente».
E perché ha aspettato così tanto per scriverla?
JD: «Non ho aspettato, facevo mille altre cose intanto. Semplicemente non era in cima alla mia agenda».
Lei Axel cosa ha provato all’idea di tornare nel mondo del Gruffalò?
Axel Scheffler: «È stata una sorpresa. A differenza dei bambini che chiedevano a Julia un altro Gruffalò io non ne sapevo niente, questo libro per me è arrivato dal nulla. Ho sempre pensato che non ci sarebbe stato un seguito, ma mi sbagliavo, mai dire mai (ride). È stato però sorprendentemente facile perché ho disegnato il Gruffalò per anni per una serie di libri basati sull’albo originale. La sfida per me è stata piuttosto disegnare la nonna, quando hai a che fare con una creatura pelosa, che non ha rughe, è difficile far capire l’età. Ancora più complicato mostrare che è femmina. Ma questo per fortuna è nel testo e così me la sono cavata (ride ancora)».
Ma perché avete introdotto proprio la figura della nonna? Forse c’entra con il fatto che anche lei, Julia, in questi anni è diventata nonna, di nove nipoti tra l’altro?
JD: «Come dicevo, ho sempre pensato che avrei potuto inserire una nonna. Del resto, non sarebbe stato così interessante avere una moglie per il Gruffalò o qualcosa del genere. C’è già la figlia, quindi in questo modo abbiamo tre generazioni».
Il trucco ideato qui dal topolino fa di questo libro una celebrazione dell’arte di raccontare storie. È un richiamo alle “Mille e una notte”?
JD: «Certamente Sherazade, che intrattiene il sultano raccontando ogni notte una storia senza finirla e poi ne inizia una nuova, mi ha dato l’ispirazione per il mio topolino. Ho pensato che quello potesse essere il modo in cui anche lui avrebbe potuto salvarsi. E poi ho mi sono detta: quali storie racconterebbe il topo? Forse alcune di quelle che ho scritto io stessa. E così l’idea si è sviluppata
poco alla volta. Ma qui c’è anche un riferimento a Hänsel e Gretel…».
Ancora una volta il libro combina rime brillanti con illustrazioni meravigliose. Ed è perfetto per essere letto ad alta voce insieme, genitori e figli. Del resto lei, Julia, è una maestra nello scrivere in versi.
JD: «Penso dipenda dal fatto che ho scritto canzoni per molto tempo prima di passare ai libri. Ero una cantautrice e i miei testi tendevano
ad avere delle rime e un ritornello. Inoltre da bambina amavo la poesia.
A cinque anni mi regalarono un libro di poesie e amavo recitarle».
Come avete lavorato insieme per questo libro? E per gli altri due?
AS: «Non abbiamo mai cambiato il modo di lavorare da quando abbiamo iniziato a collaborare, perché Julia scrive il testo e io non so nemmeno di cosa parla finché non lo ricevo. Poi faccio degli schizzi, che lei può commentare, e alla fine le immagini».
Molti lettori che hanno amato il Gruffalò da piccoli ora potranno avvicinarsi a questa nuova storia da genitori, leggendola ai loro figli.
JD: «Penso che anche i nonni la apprezzeranno! È bello che la storia del Gruffalò sia in qualche modo senza tempo e che i lettori la amino come trent’anni fa. Ci sono cresciuti insieme e ora possono trasmetterla a figli o nipoti. Molti dei classici della letteratura per bambini hanno questa lunga vita e penso che anche noi abbiamo raggiunto lo stesso risultato».
Ancora una domanda per Julia. Continua a esibirsi nei festival o nei teatri? L’ultima volta in Italia l’abbiamo vista in una meravigliosa performance a Bologna un paio di anni fa…
JD: «Oh quello era uno spettacolo molto semplice, ne faccio di assai più grandi. In ciascuno recito sette storie in un’ora e coinvolgo altri attori, compresa la mia famiglia. A volte ci sono i miei due figli che suonano la chitarra e ora anche i loro figli hanno iniziato a recitare negli spettacoli».
Altri progetti insieme nel cassetto?
AS: «Non nell’immediato ma ce ne saranno. Uno è in arrivo per Natale,
un cartonato per bambini più piccoli. E poi un altro esce l’anno prossimo».
E invece un quarto Gruffalò in un prossimo futuro?
JD: «No».
Ogni volta dice così, poi però…
JD: «Non ce ne sarà un altro, a meno che non dovessi trovarmi in una situazione davvero difficile, per esempio se giocassi d’azzardo e perdessi tutti i miei soldi...».
AS: «E quindi, prima di iniziare a chiedere l’elemosina per strada, coinvolgeresti qualcun altro? (e ride sonoramente).
Il libro
Nonna Gruffalò di Julia Donaldson e Axel Scheffler (Emme, traduzione Laura Pelaschiar, pagg. 40, euro 14,90, età 4+)