Lady Oracolo di Margaret Atwood è una lettura toccante per ogni donna che nell’infanzia sia stata grassa e che sa cosa significhi un certo disagio plumbeo, un imbarazzo vissuto nel confronto con le compagne di scuola magre, una ferita per quei ruoli da cicciona indossati obbligatoriamente nella recita di fine anno. Lady Oracolo è anche un libro rivelatore e forse angosciante per chi abbia sofferto a causa di una madre frustrata e inconsapevole riguardo al proprio insano misurarsi col destino della figlia. È una vicenda che si addice alle mogli afflitte da un marito debole e noioso, persuaso di meritare attenzioni dalla partner solo in quanto egli esiste e permane, tipo pacco-dono. Per questo motivo, e per altri dello stesso calibro, Lady Oracolo è un arguto ed efficace manifesto femminista.
Margaret Atwood: "Il mio 'Racconto dell'ancella' non è più fantasia. L'America rischia una teocrazia"
Lady Oracolo di Margaret Atwood è una lettura toccante per ogni donna che nell’infanzia sia stata grassa e che sa cosa significhi un certo disagio plumbeo, un imbarazzo vissuto nel confronto con le compagne di scuola magre, una ferita per quei ruoli da cicciona indossati obbligatoriamente nella recita di fine anno. Lady Oracolo è anche un libro rivelatore e forse angosciante per chi abbia sofferto a causa di una madre frustrata e inconsapevole riguardo al proprio insano misurarsi col destino della figlia. È una vicenda che si addice alle mogli afflitte da un marito debole e noioso, persuaso di meritare attenzioni dalla partner solo in quanto egli esiste e permane, tipo pacco-dono. Per questo motivo, e per altri dello stesso calibro, Lady Oracolo è un arguto ed efficace manifesto femminista.
Margaret Atwood: "Il mio 'Racconto dell'ancella' non è più fantasia. L'America rischia una teocrazia"
Ma al di là di tale funzione, è un’opera ricca e generosa sul piano letterario, capace di dipingere con segni potenti il ritratto di una donna disorientata dalle aspettative della collettività e dagli stereotipi culturalmente imposti alla concezione del genere femminile nel nostro tempo. La storia ha la cadenza di un diario a ritroso, in cui l’esattezza degli affondi psicologici s’intreccia a uno humour colmo di affetti. Non c’è nulla d’intellettualistico o supponente nell’onda calda e umanissima della narrazione. Lady Oracolo è proposto in Italia da Astrea, collana di letteratura contemporanea rilanciata da Giunti-Bompiani e inaugurata dalla ripubblicazione di questo titolo, che è il terzo dell’autrice resa celebre da successi quali L’assassino cieco e L’altra Grace, oltre che acclamata nel mondo grazie alle distopie de Il racconto dell’ancella. Uscito nel 1976, Lady Oracolo è stato a lungo un testo introvabile, ed è una fortuna che oggi sia riemerso, tornando a offrirci le sue qualità atemporali. Protagonista è la canadese Joan, scelta come empatico io narrante. È lei, in principio, a riferire di aver simulato il proprio decesso per rifugiarsi in Italia, in un paesino nei dintorni di Roma, dove intende reinventarsi. Galoppano i suoi flashback, che risalgono nel fiume di un’esistenza in fuga. Quand’è una bimba sovrappeso, Joan deve scappare da una genitrice petulante e nevrotica, che le instilla i veleni di un rimorso costante. Ciò avviene in una casa senza gioia, coi divani foderati di plastica e un irrespirabile clima d’ipocrisia familiare. La sola salvezza di Joan è una zia stravagante e spiritualista, che la spinge a comunicare coi defunti e ad abbandonarsi alla scrittura automatica.
Tali pratiche eccitano la fantasia di Joan e la consolano nei suoi galleggiamenti in una realtà che in sostanza le risulta indecifrabile. Quando la zia muore e le lascia soldi, Joan affronta un dimagrimento, corrispondente a una rinascita psicofisica e a un ingresso nella dimensione ignota del desiderio maschile. La madre, invidiosissima, la detesta persino più di prima, e Joan parte dal Canada per raggiungere l’Inghilterra, dove forma una strana coppia con un conte polacco che è un macigno narcisista. Sempre più inquieta, la ragazza cerca una sua strada, e finalmente la intraprende come scrittrice di romanzi gotici che pubblica con uno pseudonimo. Roba melensa di cui si vergogna.
A Londra s’imbatte nell’attivista politico Arthur, uomo freddo e vuoto, ossessionato astrattamente dai disastri che minacciano il pianeta. Joan lo sposa, ma il loro è un matrimonio artificiale dove ciascuno dei due interpreta una parte adeguandosi ai mascheramenti dell’altro. Bloccata nella scrittura, Joan tenta di recuperare l’ispirazione con le tecniche di trance che le aveva insegnato sua zia. Compone assurde poesie femministe che piacciono a un editore, il quale la lancia come “Lady Oracolo”, e così diviene un’icona di sapienza femminile. Però a lei non basta: la sua indole fortemente passionale la porta a invischiarsi in un ennesimo amore deludente, da cui consegue una strategia di ricatti pericolosi.
Quindi Joan deve inscenare la propria morte e risorgere sotto mentite spoglie in Italia. Ma qualcuno potrebbe stanarla… È formidabile questa trama fitta di azioni e reazioni tra le diverse figure messe in campo, che ci sospingono con immancabile ironia nell’indagine su temi modernissimi quali la costruzione di sé, la fatica di una ricerca identitaria autentica e il confrontarsi quotidiano con la partita sociale che si gioca sui corpi e le apparenze delle donne. Per provare a sentirsi veramente viva, senza limitarsi a sognare sé stessa nei propri leziosi caroselli gotico-romantici, Joan si dà in pasto a individui scissi, alienati, ambigui ed egoisti.
È come se la nostra Lady, stordita dalle circostanze, sopravvivesse solo attraverso il filtro delle prospettive riversate su di lei da tutte le presenze che la incrociano o le stanno accanto nei suoi percorsi, utilizzandola senza guardarla.
Il libro
Lady Oracolo di Margaret Atwood (Giunti, traduzione Fausta Alberti Libardi, pagg. 464, euro 20)