Pera Toons colpisce ancora
di Luca RaffaelliDevono scatenare la risata per mettersi in salvo: questo accade ai personaggi di Pera Toons in “Miss Kappa da ridere”, il suo nuovo libro che ha tutti i numeri per ripetere il successo dei precedenti. In queste pagine Pera, Kenny ed Ely partecipano a un’escape room piratesca e per fermare acque che salgono o soffitti acuminati che scendono minacciosi sono costretti a inventare qualcosa di divertente. Tipo: «Cosa dice una foglia di basilico che se ne sta andando? Torno pesto!».
Leggerezza e semplicità sono alla base dell’enorme successo di Alessandro Perugini, il cui nome d’arte è ogni settimana nella classifica dei libri più venduti con le sue freddure. «Se potessi scegliere una vacanza… andresti in Costa Smeralda, Costa Rica o Costa Azzurra?», chiede Pera a Kenny. E l’altro risponde: «Con il mio …
Devono scatenare la risata per mettersi in salvo: questo accade ai personaggi di Pera Toons in “Miss Kappa da ridere”, il suo nuovo libro che ha tutti i numeri per ripetere il successo dei precedenti. In queste pagine Pera, Kenny ed Ely partecipano a un’escape room piratesca e per fermare acque che salgono o soffitti acuminati che scendono minacciosi sono costretti a inventare qualcosa di divertente. Tipo: «Cosa dice una foglia di basilico che se ne sta andando? Torno pesto!».
Leggerezza e semplicità sono alla base dell’enorme successo di Alessandro Perugini, il cui nome d’arte è ogni settimana nella classifica dei libri più venduti con le sue freddure. «Se potessi scegliere una vacanza… andresti in Costa Smeralda, Costa Rica o Costa Azzurra?», chiede Pera a Kenny. E l’altro risponde: «Con il mio conto in banca al massimo vado in Costa poco». In questo libro, come suggerisce il titolo, i classici personaggi di Pera fanno amicizia con la piratessa Miss K e con la sua inseparabile scimmietta, Mr. O. Intervistiamo Pera Toons in remoto nelle ore della mattinata, e di questa scelta gli chiediamo il perché. «Ho la consapevolezza del fatto che alle 11 di mattina sono una persona e alle 11 di sera un’altra, peggiore dell’altra - risponde - Perché di sera abbiamo meno forza di volontà».
Un tema interessante.
«Secondo me è importante saperlo, anche per non darsi troppe colpe quando si compiono delle scemenze. Se capita un litigio in mezzo al traffico quando si esce dal lavoro e si risponde male, beh, quella reazione antipatica non siamo noi, è l’eccezione e non la regola, perché la stanchezza incide tantissimo sul nostro comportamento. Ieri sera volevo rispondere a un’email importante e mi sono detto: meglio di no, faccio domani, senza troppo stress. E ho fatto bene».
A proposito di stress. Ho intervistato tanti tuoi colleghi di successo che rimpiangono i tempi in cui hanno iniziato. E tu?
«Io non tornerei mai indietro. Mi sono impegnato così tanto in certe fasi che non so se avrei la forza di riuscire a ricreare la magia che c’è stata dal 2016 e almeno per cinque anni. Il mio successo è arrivato col nuoto».
In che senso?
«Ci sono volute poche settimane per abituarmi all’allenamento in piscina, al sacrificio. Quando ci sono state le prime gare che andavano bene, io ero felicissimo. Poi è arrivata Arianna, mia figlia, e solo dopo Pera Toons. In quel periodo ho cambiato il mio approccio mentale con la vita. Qualunque cosa facessi mi dava soddisfazione. Non dovevo essere il numero uno, solo migliorarmi ogni giorno».
Il mondo di oggi ti fa paura?
«Ho la mia lista: quella del riscaldamento globale, delle guerre che sono tornate di moda, dell’intelligenza artificiale, delle disuguaglianze sociali. Non so in che ordine».
Ti preoccupa anche il numero dei tuoi follower?
«Quando a fine 2018 i video di Chi ha ucciso Kenny? non erano più virali come prima stavo male, anche se avevo già un milione di follower e avrei dovuto essere felice. E a quel punto che fai? O ti deprimi o ti adoperi per risalire. E io per fortuna son sempre risalito».
Merito della tua forza d’animo.
«Sì, ma anche di Emanuele Di Giorgi di Tunué che mi ha sempre incitato e grazie al quale ho intrapreso delle sfide che ora mi stanno dando tantissime soddisfazioni. Per esempio il cartone animato».
Che ti costringe ora a un lavoro di gruppo.
«Senza i consigli giusti non sarei andato verso un lavoro di squadra, che ti insegna a delegare. Però li capisco i discorsi che fanno gli altri artisti, perché la prima fase è stata bellissima, era tutto magico, lavoravo fino alle due di notte. I primi due o tre anni di Lucca Comics sfinivo tutti».
Perché eri agitato?
«Perché mi sentivo molto più importante, perché pensavo di aver raggiunto un successo incredibile. Ora mi dico: ma pensa te che esaltato che ero. Esaltatissimo, felicissimo. Passare da zero a cento in quel modo è stato fantastico».
Guardi i libri che hai fatto con piacere o, come spesso accade agli autori, ne vedi solo i possibili difetti?
«Da piccolino, accartocciavo il foglio davanti al più piccolo errore. Volevo migliorare. Quando ho ripreso nel 2017 a disegnare, dopo gli anni di lavoro come grafico pubblicitario, era più importante portare a termine il lavoro. Ho una teoria: la vera perfezione non è il cento per cento, è l’ottanta. E ti dico una cosa che non ho mai detto a nessuno: io quando guardo i miei libri penso che siano tutti bellissimi. Bellissimi».
In questo nuovo i personaggi si salvano da pericoli mortali dicendo una battuta. Sembra quasi una lezione: uscire dalle difficoltà con il sorriso, la positività.
«Sì, è un obiettivo che con la mia famiglia abbiamo sempre avuto, anche nei momenti più brutti: sdrammatizzare con una risata, arma potentissima».
Leggendo i tuoi libri mi immagino studente delle elementari o delle medie che condivide le risate con i compagni. Una bella maniera per socializzare.
«Ricordi una freddura tipica del tuo periodo scolastico?».
Il contrario di abbondantemente: a Berlino Petrarca dice il vero.
«Ma sai che l’ho messa anche in un mio libro? Pensando: questa non la capisce nessuno!».
IL LIBRO Pera Toons, Miss Kappa da ridere, Tunué, pagg. 160, euro 15,50