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Il cardinale Matteo Zuppi: “Anche lo spirito sa danzare”

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A Bologna il 9 novembre si tiene una meditazione artistica nella Basilica di San Petronio. Con un balletto che si ispira al Cantico delle Creature
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Memorare. L’abbiamo voluta chiamare così questa meditazione artistica nella Basilica di San Petronio, a Bologna – è un invito a ricordare, non la nostalgia del passato ma l’essenziale per il futuro. Memorare è un promemoria per fissare bene ciò che è importante e costruire la vita che verrà. L’intuizione è quella di farci accompagnare in questa meditazione dai linguaggi artistici della danza, della musica e del canto, che hanno un impatto anche emozionale oltre che intellettivo, così da permetterci una esperienza completa, capace di illuminare le cose e di motivare la determinazione.

All’inizio, la proposta di Vittoria Cappelli e di Valentina Bonelli era quella di fare danza in chiesa. L’ipotesi, per quanto suggestiva, non era però sufficiente per giustificare…

Memorare. L’abbiamo voluta chiamare così questa meditazione artistica nella Basilica di San Petronio, a Bologna – è un invito a ricordare, non la nostalgia del passato ma l’essenziale per il futuro. Memorare è un promemoria per fissare bene ciò che è importante e costruire la vita che verrà. L’intuizione è quella di farci accompagnare in questa meditazione dai linguaggi artistici della danza, della musica e del canto, che hanno un impatto anche emozionale oltre che intellettivo, così da permetterci una esperienza completa, capace di illuminare le cose e di motivare la determinazione.

All’inizio, la proposta di Vittoria Cappelli e di Valentina Bonelli era quella di fare danza in chiesa. L’ipotesi, per quanto suggestiva, non era però sufficiente per giustificare un tale uso degli edifici sacri. Insieme con loro è nato così un progetto più maturo, nel quale la basilica non è un contenitore vuoto che accoglie eventi culturali, ma ha un suo messaggio religioso espresso nelle sue architetture e nelle sue opere d’arte, che dialoga volentieri con altri linguaggi artistici. Per di più San Petronio è celebre per la sua antichissima Cappella Musicale, ha “una voce propria” con cui parla ai presenti. È parso così connaturale che i diversi linguaggi artistici concorressero insieme a creare un momento di spiritualità in cui l’umano ponga la sua domanda e la sua sapienza con la danza e il divino risponda con il canto e con la basilica stessa.

Lunedì 9 novembre, alle ore 20.30, la Basilica di San Petronio ci accoglierà per questa meditazione.Dopo le prime edizioni dedicate alla cura del più debole (2022, post-covid) e alla transizione dalla guerra alla pace (2024, conflitti russo ucraino e israelo-plaestinese), in questa terza edizione, con speciale attenzione ai giovani, abbiamo voluto lasciarci ispirare dal Cantico delle Creature di San Francesco, nell’ottavo centenario della sua morte.Il celebre inno loda il Signore per le sue creature che riconosce legate all’umanità da vincoli di fraternità. Francesco, ormai cieco e vicino alla morte, vede le cose ben oltre il loro dato fisico e trova in esse un legame con lui per la loro obbedienza al Creatore, perché «chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12,50). Essi hanno un beneficio iscritto nella loro esistenza e lo offrono a Francesco e a tutti i fratelli. La sorpresa di questo mondo “fraterno” e non ostile cambia l’atteggiamento umano. Per quanto distanti dall’uomo Francesco e segnati da un paradigma tecnocratico (Cfr. Papa Francesco, Laudato Sii, 106), siamo incoraggiati anche noi oggi, a vedere le cose non solo come utili o dannose, ostacoli o risorse, ma a sentirci invece responsabili della Creazione. Questo cambio di mentalità è possibile anche alla nostra generazione, se smette di sentirsi padrona di ogni cosa, in diritto di usarne e abusarne, se percepisce il legame che la unisce a tutto, anche alle generazioni future.

Questa conversione ha bisogno di cogliere il fondamento della fraternità non in un accordo umano che, sempre in balia degli umori e delle pressioni, rischia di essere negato e disatteso. La fraternità esiste fuori di noi stessi e si fonda in una origine, in una sorgente, in Colui che ci ha generati. La fede cristiana conosce e annuncia questa origine, come sa bene san Francesco: è il Padre che è nei cieli, che manda il Figlio a renderci figli (Gv 1,12). Ma anche chi non ha ancora la grazia di dare un nome all’origine della sua esistenza, sa comunque di non essere il creatore di se stesso e nemmeno di ogni altra cosa. È una sapienza, questa, che ci sembra urgente anche per i nostri giovani, che non vedono nella fraternità un dono e non colgono che come essa sia la risposta al loro disagio: a loro sarà dedicata una speciale partecipazione alle prove aperte di domenica 8 novembre. La danza è davvero preziosa. Essa ha la capacità di esprimersi sulla musica dando corpo alla volontà del coreografo. Il corpo diventa linguaggio simbolico che eccede la fisicità della materia umana e indica ciò che è ulteriore, grazie alla docilità con cui si lascia animare dalla danza. In questo c’è una forte consonanza con le cose cantate da Francesco: anche la creatura accoglie, condivide ed esprime l’iniziativa divina, per coloro che sanno vederla, diventando così linguaggio simbolico che dell’Altissimo porta significatione (San Francesco, Cantico delle Creature).

Il festival

L’8 e 9 novembre a Bologna c’è Memorare: Anna Muromtseva, Nicoletta Manni, Sasha Riva e Simone Repele sono le star della due giorni dedicata alla danza in San Petronio curata da Vittoria Cappelli, sostenuta dal Comune di Bologna e prodotta da Bologna Festival

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