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Salvini per miracolo

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Il mondo ieri è stato per qualche ora sull’orlo della Terza Guerra Mondiale. E no, non è successo quando Trump ha twittato l’imminente bombardamento della Siria. È accaduto qualche ora dopo, nel momento in cui Matteo Salvini pubblicava dall’aeroporto di Roma (dove al momento in cui leggete sta ancora attendendo le valigie) un video in cui, dopo aver annunciato la sua partecipazione al Vinitaly*, intimava agli Usa di fermare i caccia. Fortunatamente la minaccia è rientrata dopo un post più conciliante scritto verosimilmente da un hacker russo, ma resta il cortocircuito del leghista non belligerante. Che è un po’ come un cannibale vegano. Pur se il Salvini postelettorale ha molto mitigato i toni. A Di Maio, per esempio, ora consiglia di non fare i capricci. Un tempo gli avrebbe dato dell’ubriacone, proprio come a Mattarella un paio d’anni fa. 

È il magico potere delle consultazioni. Che riprendono…
Il mondo ieri è stato per qualche ora sull’orlo della Terza Guerra Mondiale. E no, non è successo quando Trump ha twittato l’imminente bombardamento della Siria. È accaduto qualche ora dopo, nel momento in cui Matteo Salvini pubblicava dall’aeroporto di Roma (dove al momento in cui leggete sta ancora attendendo le valigie) un video in cui, dopo aver annunciato la sua partecipazione al Vinitaly*, intimava agli Usa di fermare i caccia. Fortunatamente la minaccia è rientrata dopo un post più conciliante scritto verosimilmente da un hacker russo, ma resta il cortocircuito del leghista non belligerante. Che è un po’ come un cannibale vegano. Pur se il Salvini postelettorale ha molto mitigato i toni. A Di Maio, per esempio, ora consiglia di non fare i capricci. Un tempo gli avrebbe dato dell’ubriacone, proprio come a Mattarella un paio d’anni fa. 

È il magico potere delle consultazioni. Che riprendono oggi in un clima di interessante surplace, nel quale i tre non vincitori si presentano uniti dal terrore che tocchi a uno di loro. Proprio per questo prende sempre più corpo l’ipotesi di un mandato esplorativo. Vediamo quali sono i principali candidati con le rispettive percentuali di incarico.

Lapo Elkann 10%. Pro: si è offerto gratuitamente di collaborare col nuovo governo; ha studiato italiano alla stessa scuola di Di Maio (la “Martiri di Aldo Biscardi”); durante il Consiglio dei Ministri il mojito lo porta lui. Contro: ha chiesto di riportare il Parlamento a Torino. 

Eusebio Di Francesco 15%. Pro: è specialista in missioni impossibili; vive già a Roma; D’Alema ha detto di lui che non è un vincente. Contro: è specialista di missioni impossibili, ma forse non così impossibili. 
Franca Leosini 25%. Pro: non avrebbe timore di trattare con pregiudicati pur di avere la maggioranza; è spesso sul luogo del disastro; già ora si veste con i broccati di Palazzo Madama. Contro: si potrebbe scoprire che lei e la Alberti Casellati sono la stessa persona.  Paolo Gentiloni 50%. Ha già cambiato le serrature di Palazzo Chigi. Qualcosa vorrà pure dire. 

*Tutto vero.