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Secondo Matteo

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In comicità, il tempo della battuta è tutto. Va pronunciata al momento giusto. Possibilmente seguendo la cosiddetta regola del “3”: bisogna esternare un concetto vero o verosimile, un altro, e poi la sciocchezza che fa deragliare il pensiero e porta la risata. Quando riesce.

Vi faccio un esempio. 1) “La Lega sta per andare al Governo coi Cinque Stelle”. 2) “Il Pd è ai suoi minimi storici”. 3) “Renzi annuncia un’altra Leopolda”. In questo caso anche la terza affermazione è vera, ma l’effetto lisergico è pari a quello che comporterebbe un video di Rowan Atkinson, l’interprete di Mister Bean, qualora finalmente svelasse: «Non è che gli somigli, io e Andrea Orlando siamo proprio la stessa persona».

La prima Leopolda prese il nome di “Prossima fermata, Italia”. Per coerenza, la prossima dovrebbe intitolarsi “Capolinea, si scende”. Invece pare sia…
In comicità, il tempo della battuta è tutto. Va pronunciata al momento giusto. Possibilmente seguendo la cosiddetta regola del “3”: bisogna esternare un concetto vero o verosimile, un altro, e poi la sciocchezza che fa deragliare il pensiero e porta la risata. Quando riesce.

Vi faccio un esempio. 1) “La Lega sta per andare al Governo coi Cinque Stelle”. 2) “Il Pd è ai suoi minimi storici”. 3) “Renzi annuncia un’altra Leopolda”. In questo caso anche la terza affermazione è vera, ma l’effetto lisergico è pari a quello che comporterebbe un video di Rowan Atkinson, l’interprete di Mister Bean, qualora finalmente svelasse: «Non è che gli somigli, io e Andrea Orlando siamo proprio la stessa persona».

La prima Leopolda prese il nome di “Prossima fermata, Italia”. Per coerenza, la prossima dovrebbe intitolarsi “Capolinea, si scende”. Invece pare sia stato scelto “La prova del nove”. Che non a caso somiglia al titolo di un vecchio gioco Mediaset, proprio come “La Ruota della Fortuna”. E i tavoli? I mitici tavoli che ai bei tempi assommavano una folla di grand commis, boiardi di Stato, imprenditori illuminati, stilisti rimasti lì per caso da Pitti Uomo, aspiranti conduttori televisivi e una dose omeopatica di persone liete e competenti?

Grazie a una talpa nel giardino di Boboli, ho rinvenuto personalmente la bozza su cui stanno lavorando i fedelissimi dell’ex Premier all’insegna di un’inevitabile e sincera autocritica. Pronti con paletta e secchiello a raccogliere, a breve, i cocci dei pentaleghisti. Tavolo 1: “Sì o no? Andarci piano coi referendum” (eredi Fanfani, Emanuele Filiberto di Savoia, Red Canzian dei Pooh, Maria Elena Boschi, Salvo del Grande Fratello 1). Tavolo 2: “Riscopriamo le periferie prima che le periferie riscoprano noi” (il rapper Ghali, Fedez, Emilio Fedez, Oscar Farinetti, Oscar Giannino, Oscar il telegattone). Tavolo 3: “Ottanta voglia di Governo” (Graziano Delrio, i suoi 22 figli, Carlo Conti, Sandy Marton, Jovanotti e Remo Cavenati, un farmacista di Empoli che con gli 80 euro ha comprato un sistema al Superenalotto ed è diventato miliardario). Seguono aggiornamenti.