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(ansa)

Che Renzi che fa

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La giornata resterà se non nella Storia, almeno nella storiella di questo Paese. Intanto le minacce di Di Maio al Pd - "La pagheranno" - cui Berlusconi pare abbia risposto: "Non vedo il problema: io le ho sempre pagate e mi sono divertito un casino". Ma anche, e questo è ancora più importante, il suo coraggioso addio alla politica. Il capo politico della Casaleggio Associati ha infatti dichiarato che vuole votare a giugno. E anche se non ha specificato di quale anno, il combinato disposto è chiarissimo: da sempre e senza esitazione i Cinque Stelle puntano sul doppio mandato (ovviamente aff****lo) come vincolo invalicabile prima del ritorno al lavoro di provenienza. Nel caso esista, ovviamente.

E non voglio nemmeno pensare che abbiano ragione i soliti giornalisti pidioti secondo cui sarebbe stata introdotta nottetempo una deroga per lui e tutti i "portavoce" più fedeli. Si tratterebbe di un clamoroso dietrofront, di un&#…
La giornata resterà se non nella Storia, almeno nella storiella di questo Paese. Intanto le minacce di Di Maio al Pd - "La pagheranno" - cui Berlusconi pare abbia risposto: "Non vedo il problema: io le ho sempre pagate e mi sono divertito un casino". Ma anche, e questo è ancora più importante, il suo coraggioso addio alla politica. Il capo politico della Casaleggio Associati ha infatti dichiarato che vuole votare a giugno. E anche se non ha specificato di quale anno, il combinato disposto è chiarissimo: da sempre e senza esitazione i Cinque Stelle puntano sul doppio mandato (ovviamente aff****lo) come vincolo invalicabile prima del ritorno al lavoro di provenienza. Nel caso esista, ovviamente.

E non voglio nemmeno pensare che abbiano ragione i soliti giornalisti pidioti secondo cui sarebbe stata introdotta nottetempo una deroga per lui e tutti i "portavoce" più fedeli. Si tratterebbe di un clamoroso dietrofront, di un'abiura ai principi fondamentali. Come se si cancellassero con un tratto di penna l'uno vale uno, l'indisponibilità totale a fare alleanze, gli ostracismi al Pd, alla Lega, alle autoblu, ai candidati di altri partiti, alle apparizioni in tv, o il programma votato dagli iscritti sul web. Non è proprio possibile. Quindi ciao Luigi, ci mancherai.

Speriamo che il tuo successore sia altrettanto educato. Ma è in giorni come questi, se è concesso il cedimento a una piccola nostalgia, che capiamo quanto ci manchi Matteo Renzi. È vero: in caso di sconfitta al referendum aveva promesso di abbandonare la politica, e ha coerentemente rispettato l'impegno. Però con lui si è spenta una coscienza riformista che la sinistra italiana non ha e fatica a darsi. Martina è molto lucido, e bene ha fatto a decidere di andare a "vedere" le carte altrui prima di rifiutare l'apparentamento con chi insultava il suo partito, in modo da ribaltare sui Cinque Stelle la responsabilità di un patto nato morto.

Ma se Renzi fosse stato ancora tra noi, avrebbe una tantum potuto superare il suo noto riserbo e andare in tv e fare qualcosa di inedito: rivendicare i dati macroeconomici, le leggi di civiltà approvate durante il suo governo, il ritorno di temperature più miti, indicando a tutti noi la via verso un governo di scopo telecomandato da lui. Non è successo, purtroppo. Ma noi renziani ancora speriamo: tanto, nel Pd, il vincolo del doppio mandato non c'è.