L’Astoria siamo noi
Luca Bottura , di LUCA BOTTURA
La concorrenza dell'attualità a chi imbastisca facezie quotidiane è spietata. Ad esempio, il direttore di un giornale privo di finanziamenti pubblici (come del resto questo) domenica sosteneva che il Pd sarà il padrino del governo giallo-verde. Cioè quello che nascerà grazie all'astensione benevola di Berlusconi. Che per quello stesso direttore è il padrino vero e proprio. Divertente.
Nel frattempo, la rete seppelliva di condivisioni Alessandro Di Battista e un suo video di qualche mese fa: "La Lega è corresponsabile della rovina di questo Paese e mai ci alleeremo con loro". Mai. E daje a ride. Intanto, dalla suite "L. Fasulo" del Pirellone, Luigi Di Maio dichiarava: "Qui si fa la Storia". Lui, che faticherebbe a trovare l'Australia su una cartina muta. Roba da annichilire l'opera omnia di Zelig, l'intero repertorio di Woody Allen, la produzione complessiva di Stanlio e Ollio, Gianni e …
Nel frattempo, la rete seppelliva di condivisioni Alessandro Di Battista e un suo video di qualche mese fa: "La Lega è corresponsabile della rovina di questo Paese e mai ci alleeremo con loro". Mai. E daje a ride. Intanto, dalla suite "L. Fasulo" del Pirellone, Luigi Di Maio dichiarava: "Qui si fa la Storia". Lui, che faticherebbe a trovare l'Australia su una cartina muta. Roba da annichilire l'opera omnia di Zelig, l'intero repertorio di Woody Allen, la produzione complessiva di Stanlio e Ollio, Gianni e …
La concorrenza dell'attualità a chi imbastisca facezie quotidiane è spietata. Ad esempio, il direttore di un giornale privo di finanziamenti pubblici (come del resto questo) domenica sosteneva che il Pd sarà il padrino del governo giallo-verde. Cioè quello che nascerà grazie all'astensione benevola di Berlusconi. Che per quello stesso direttore è il padrino vero e proprio. Divertente.
Nel frattempo, la rete seppelliva di condivisioni Alessandro Di Battista e un suo video di qualche mese fa: "La Lega è corresponsabile della rovina di questo Paese e mai ci alleeremo con loro". Mai. E daje a ride. Intanto, dalla suite "L. Fasulo" del Pirellone, Luigi Di Maio dichiarava: "Qui si fa la Storia". Lui, che faticherebbe a trovare l'Australia su una cartina muta. Roba da annichilire l'opera omnia di Zelig, l'intero repertorio di Woody Allen, la produzione complessiva di Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto, Renzi ed Orfini.
Per questo, una tantum, mi si consenta (cit.) di abbozzare una proposta concreta per il Paese. Un nome per Palazzo Chigi, nel caso l'ostile Mattarella respingesse quello proposto dal Capitano e dal Caporale. Non Littorio Feltri, che sempre domenica su Libero ha titolato un pezzo di Renato Betulla Farina "Coraggio Silvio, mandali Affanculo". Meglio di un doppio gin tonic. Non Marcello Veneziani, che sul Tempo inveiva contro il comunista Basaglia e i venti milioni di matti lasciati per strada (la maggioranza elettorale. Coincidenze? Io non credo). E non il sociologo Francesco Alberoni, il cui articolo della domenica su Il Giornale si chiama coraggiosamente "Articolo della domenica", che si è di fatto proposto per fare il Ministro della Cultura per il Salvimaio.
Propongo un brindisino arrestato perché aveva una raffineria di droga nell'auto. Intanto si è messo nelle condizioni di essere riabilitato dai Giudici, e ciò gli conferisce il titolo di statista. Faceva girare l'economia senza fare fattura, e dovrebbe andare a genio a chi vuol fare la flat tax abolendo tutte le detrazioni. Ma soprattutto al momento del fermo portava una didascalica maglietta con scritto "pusher". E qui i casi sono due: o voleva scriversi la Storia addosso, oppure gliel'aveva regalata Alberoni. Coraggio: #bastaunsì.
Nel frattempo, la rete seppelliva di condivisioni Alessandro Di Battista e un suo video di qualche mese fa: "La Lega è corresponsabile della rovina di questo Paese e mai ci alleeremo con loro". Mai. E daje a ride. Intanto, dalla suite "L. Fasulo" del Pirellone, Luigi Di Maio dichiarava: "Qui si fa la Storia". Lui, che faticherebbe a trovare l'Australia su una cartina muta. Roba da annichilire l'opera omnia di Zelig, l'intero repertorio di Woody Allen, la produzione complessiva di Stanlio e Ollio, Gianni e Pinotto, Renzi ed Orfini.
Per questo, una tantum, mi si consenta (cit.) di abbozzare una proposta concreta per il Paese. Un nome per Palazzo Chigi, nel caso l'ostile Mattarella respingesse quello proposto dal Capitano e dal Caporale. Non Littorio Feltri, che sempre domenica su Libero ha titolato un pezzo di Renato Betulla Farina "Coraggio Silvio, mandali Affanculo". Meglio di un doppio gin tonic. Non Marcello Veneziani, che sul Tempo inveiva contro il comunista Basaglia e i venti milioni di matti lasciati per strada (la maggioranza elettorale. Coincidenze? Io non credo). E non il sociologo Francesco Alberoni, il cui articolo della domenica su Il Giornale si chiama coraggiosamente "Articolo della domenica", che si è di fatto proposto per fare il Ministro della Cultura per il Salvimaio.
Propongo un brindisino arrestato perché aveva una raffineria di droga nell'auto. Intanto si è messo nelle condizioni di essere riabilitato dai Giudici, e ciò gli conferisce il titolo di statista. Faceva girare l'economia senza fare fattura, e dovrebbe andare a genio a chi vuol fare la flat tax abolendo tutte le detrazioni. Ma soprattutto al momento del fermo portava una didascalica maglietta con scritto "pusher". E qui i casi sono due: o voleva scriversi la Storia addosso, oppure gliel'aveva regalata Alberoni. Coraggio: #bastaunsì.