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’Na sera ’e Raggi

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Il Capitano, il Caporale e i loro funambolismi sul limitar del burrone, rischiano di mettere ingiustamente in secondo piano le mirabolanti avventure di Virginia Raggi e della Giunta più pazza del mondo. Ieri la sindaca© ha festeggiato con un tweet il nuovo servizio di bici elettriche del Comune, che immaginerete parta domani. Sbagliato: parte nel 2019. E penserete sarà molto diffuso. Sbagliato: saranno 78. Turisti esclusi, stiamo parlando di 0,000017906336088 bici pro capite. Esibite con una certa qual sicumera. Sette mesi prima di installarle. Mentre si è appena insediata in città la pattuglia acrobatica dei topi di New York e il solo modo di sfuggire agli alberi che crollano è rifugiarsi in una buca nell’asfalto. Capirete perciò come il «Se ce la facciamo sarà una bomba» pronunciato ieri da Luigi Di Maio su Facebook faccia parte di un divertito distacco dalla realtà che non può essere casuale. A so…
Il Capitano, il Caporale e i loro funambolismi sul limitar del burrone, rischiano di mettere ingiustamente in secondo piano le mirabolanti avventure di Virginia Raggi e della Giunta più pazza del mondo. Ieri la sindaca© ha festeggiato con un tweet il nuovo servizio di bici elettriche del Comune, che immaginerete parta domani. Sbagliato: parte nel 2019. E penserete sarà molto diffuso. Sbagliato: saranno 78. Turisti esclusi, stiamo parlando di 0,000017906336088 bici pro capite. Esibite con una certa qual sicumera. Sette mesi prima di installarle. Mentre si è appena insediata in città la pattuglia acrobatica dei topi di New York e il solo modo di sfuggire agli alberi che crollano è rifugiarsi in una buca nell’asfalto. Capirete perciò come il «Se ce la facciamo sarà una bomba» pronunciato ieri da Luigi Di Maio su Facebook faccia parte di un divertito distacco dalla realtà che non può essere casuale. A somiglianza di Osho, il quale aveva costruito una cittadella teocratica che implose quando gli adepti si resero conto di agonizzare nel deserto, governati da un mitomane, gli amici a Cinque Stelle veleggiano al largo dei bastioni di Tannhauser con una fiera incoscienza che l’Europa fa male a contrastare. Intanto perché siamo pur sempre una democrazia elettiva, e i gialloverdi sono esattamente quel che ci meritiamo. Poi perché le soluzioni alle viste sono due: o un governo gestito da un garante che richiama Caporale e Capitano a un principio di realtà, dunque ogni tanto chiede loro di riordinare la camera, sparecchiare la tavola, osservare i conti. Oppure si torna a votare. E rivinceranno. Menandosi in tempi brevi su chi vuole combattere “il business dei migranti” per primo, o su altra facezia a scelta. A quel punto saranno trascorsi circa un paio d’anni, saremo vicini al default, e il popolo intero si riunirà acclamando il puzzone – Renzi – affinché torni, faccia la felicità di noi motteggiatori a cottimo, e rioccupi la scena dello sciabordio di lingue in una sorta di riabilitazione velocizzata per la quale Craxi ha atteso vent’anni. Ma allora non c’erano social su cui applaudire 78 c***o di bici tra sette mesi. O a fagocitare eruttando, prima o poi, chi ha voluto la bicicletta ma continua a pedalare solo su Twitter.