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La resa dei Conte

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La pizza appena cominciata, è già finita. Lo sciabordio di papille gustative che aveva accolto Giuseppe Conte, già eternato da fior di cronisti mentre – nientemeno – sorreggeva il cartone di una margherita del popolo, scolora nella malinconia di uno scontro frontale tra Matteo “bum bum” Salvini e un presidente che ha respinto l’appello di Paolo Savona dopo aver realizzato che era firmato “un amico”. Così, mentre il prof pugliese aggiornava il curriculum scrivendo “Associated intrerpreter in an International figure of shit”, si è chiuso un weekend che pareva scritto da Buñuel in acido. Comprendente tra l’altro: 1) Savona che si professa europeista sullo stesso blog nel quale aveva pubblicato un piano per uscire dall’Euro, forse sperando che al Quirinale fosse saltato il wi-fi; 2) Il presidente della Camera (foglia di) Fico che twitta per salutare un neonato migrante salvato da Me…
La pizza appena cominciata, è già finita. Lo sciabordio di papille gustative che aveva accolto Giuseppe Conte, già eternato da fior di cronisti mentre – nientemeno – sorreggeva il cartone di una margherita del popolo, scolora nella malinconia di uno scontro frontale tra Matteo “bum bum” Salvini e un presidente che ha respinto l’appello di Paolo Savona dopo aver realizzato che era firmato “un amico”. Così, mentre il prof pugliese aggiornava il curriculum scrivendo “Associated intrerpreter in an International figure of shit”, si è chiuso un weekend che pareva scritto da Buñuel in acido. Comprendente tra l’altro: 1) Savona che si professa europeista sullo stesso blog nel quale aveva pubblicato un piano per uscire dall’Euro, forse sperando che al Quirinale fosse saltato il wi-fi; 2) Il presidente della Camera (foglia di) Fico che twitta per salutare un neonato migrante salvato da Medici Senza Frontiere, cioè – per parte predominante del suo partito – dal room service dei taxi del mare; 3) Stefano Fassina, già sodale di Alberto Bagnai con tesi sull’uscita dall’Euro, dall’Europa, dal sistema solare, che spiega a Mattarella perché doveva ingoiare Savona nel nome del sovranismo socialista (lo portano via); 4) Erri De Luca – sempre sia lodato - che ritira il voto ai grillini e opta per un governo Ancelotti; 5) La tappa romana del Giro sospesa per buche poco prima che la maglia rosa fosse assegnata a un ratto del Tevere; 6) I grillini che se la prendono per la satira germanica sull’Italia, loro che sono nati da un vaffanculo: un po’ come se Tina Cipollari ti dicesse che vesti in modo troppo appariscente; 7) D’Alema che in un “fuorionda” – ma certo – proclama che se si tornasse a votare M5S e Lega prenderebbero l’80% (quindi ora il Pd ha qualche speranza in più). 8) Di Maio e Salvini che limonano intellettualmente su Facebook (non potete continuare a vedervi così). 9) Salvini che dice: “Sono molto incazzato, ora andrò a Bruxelles”. Così, giusto per vedere una tantum la città da cui gli arrivano i bonifici. 10) La possibilità che si torni a votare già a settembre.

Non so voi, ma a me pare una prospettiva adorabile: col prossimo timbro sulla tessera elettorale mi danno il borsone omaggio.