Chiamalo Aquila
Luca Bottura, di LUCA BOTTURA
«Non ho grandi riflessi, una volta sono stato investito da un’auto spinta da due tizi». La battuta di Woody Allen è stata scritta prima che Luigi Di Maio decidesse di contendergli un posto sul palco della comicità mondiale. Eppure descrive perfettamente la tempistica da bradipo cloroformizzato che ha contraddistinto le capacità reattive del capo politico (risate) del MoVimento, il quale si è accorto di come Salvini gli stesse sfilando la maggioranza relativa quando tutti i sondaggi certificavano il travaso dai populisti al pesto a quelli alla cassöla. A quel punto è stato giocoforza cercare di ricucire con Sergio Mattarella, che domenica da Fazio risultava una specie di Pol Pot incanutito, lunedì dalla D’Urso era diventato il capo di una Spectre comprendente i Mercati, il Bilderberg, la Trilaterale, i Ringo Boys, e d’un tratto è ritornato un interlocutore serio, affidabile e utile a evitare il voto a s…
«Non ho grandi riflessi, una volta sono stato investito da un’auto spinta da due tizi». La battuta di Woody Allen è stata scritta prima che Luigi Di Maio decidesse di contendergli un posto sul palco della comicità mondiale. Eppure descrive perfettamente la tempistica da bradipo cloroformizzato che ha contraddistinto le capacità reattive del capo politico (risate) del MoVimento, il quale si è accorto di come Salvini gli stesse sfilando la maggioranza relativa quando tutti i sondaggi certificavano il travaso dai populisti al pesto a quelli alla cassöla. A quel punto è stato giocoforza cercare di ricucire con Sergio Mattarella, che domenica da Fazio risultava una specie di Pol Pot incanutito, lunedì dalla D’Urso era diventato il capo di una Spectre comprendente i Mercati, il Bilderberg, la Trilaterale, i Ringo Boys, e d’un tratto è ritornato un interlocutore serio, affidabile e utile a evitare il voto a settembre che i Cinque Stelle temono quasi come una visura camerale alla Casaleggio Associati. Il tutto è stato favorito dalla contemporanea partenza di Di Battista per un reportage in giro per il mondo pagato dal Fatto Quotidiano, che uscirà anch’esso a settembre poiché prima deve essere tradotto in italiano. Ma perché diventasse un’ipotesi concreta sono state necessarie le scuse grilline al Presidente, che oggi culmineranno in una diretta Facebook durante la quale Di Maio chiederà di appendere alla finestra una bandiera con la foto di Mattarella. Una gola profonda del Quirinale, mi ha fatto avere la trascrizione dell’incontro di ieri pomeriggio. La condivido volentieri.
Di Maio (crollando in ginocchio piangente) «Ti prego, non dare l’incarico a Cottarelli! Ti prego, ti prego, non Cottarelli! Lo sai che ti amo, baby! Non volevo chiedere l’imping… l’imprich… l’imptin… non volevo chiedere lo Stato d’accusa! Non è stata colpa mia!».
Mattarella (severo) «Che bugiardo schifoso! Credi di riuscire a cavartela così? Dopo avermi tradito?».
Di Maio «Non ti ho tradito! Dico sul serio. Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per il taxi di Conte. Öttinger mi aveva nascosto le chiavi dello scooter! La tintoria non mi aveva portato il tight per il giuramento. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! Era saltato il server di Grillo! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!». (continua)
Di Maio (crollando in ginocchio piangente) «Ti prego, non dare l’incarico a Cottarelli! Ti prego, ti prego, non Cottarelli! Lo sai che ti amo, baby! Non volevo chiedere l’imping… l’imprich… l’imptin… non volevo chiedere lo Stato d’accusa! Non è stata colpa mia!».
Mattarella (severo) «Che bugiardo schifoso! Credi di riuscire a cavartela così? Dopo avermi tradito?».
Di Maio «Non ti ho tradito! Dico sul serio. Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per il taxi di Conte. Öttinger mi aveva nascosto le chiavi dello scooter! La tintoria non mi aveva portato il tight per il giuramento. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! Era saltato il server di Grillo! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!». (continua)