"She packed my bags last night pre-flight,/ Zero hour: nine AM/ and I'm gonna be high as a kite by then...". Libera traduzione: mi ha fatto le valigie ieri sera prima del volo, alle 9 domattina sarò volato alto in cielo come un aquilone...
Ci sono foto in qualche modo musicali, e questa dell'Uomo-razzo che si fa sistemare il bagaglio da una donna, forse la moglie, prima di tentare invano l'attraversamento della Manica, fa pensare in modo quasi struggente al Rocket Man di Elton John. Mi manca molto la terra - prosegue il brano - mi manca mia moglie, ci si sente soli a volare nello spazio senza tempo.
Ma le canzoni a loro volta esprimono desideri e passioni anch'esse senza tempo, e alzarsi con qualche mezzo nel cielo - che si tratti di ali posticce o di uno skateboard a turboreazione alimentato a kerosene - è qualcosa, un sogno, un'emozione, che ha a che fare da sempre con la natura umana. Ma occorre pur sempre aggiungere: a proprio ri…
Ci sono foto in qualche modo musicali, e questa dell'Uomo-razzo che si fa sistemare il bagaglio da una donna, forse la moglie, prima di tentare invano l'attraversamento della Manica, fa pensare in modo quasi struggente al Rocket Man di Elton John. Mi manca molto la terra - prosegue il brano - mi manca mia moglie, ci si sente soli a volare nello spazio senza tempo.
Ma le canzoni a loro volta esprimono desideri e passioni anch'esse senza tempo, e alzarsi con qualche mezzo nel cielo - che si tratti di ali posticce o di uno skateboard a turboreazione alimentato a kerosene - è qualcosa, un sogno, un'emozione, che ha a che fare da sempre con la natura umana. Ma occorre pur sempre aggiungere: a proprio ri…
"She packed my bags last night pre-flight,/ Zero hour: nine AM/ and I'm gonna be high as a kite by then...". Libera traduzione: mi ha fatto le valigie ieri sera prima del volo, alle 9 domattina sarò volato alto in cielo come un aquilone...
Ci sono foto in qualche modo musicali, e questa dell'Uomo-razzo che si fa sistemare il bagaglio da una donna, forse la moglie, prima di tentare invano l'attraversamento della Manica, fa pensare in modo quasi struggente al Rocket Man di Elton John. Mi manca molto la terra - prosegue il brano - mi manca mia moglie, ci si sente soli a volare nello spazio senza tempo.
Ma le canzoni a loro volta esprimono desideri e passioni anch'esse senza tempo, e alzarsi con qualche mezzo nel cielo - che si tratti di ali posticce o di uno skateboard a turboreazione alimentato a kerosene - è qualcosa, un sogno, un'emozione, che ha a che fare da sempre con la natura umana. Ma occorre pur sempre aggiungere: a proprio rischio e pericolo.
Lo sa bene l'uomo con il casco nell'immagine qui sotto, Franky Zapata, un nome e cognome ancora più fantastici se si pensa che non appartengono a un americano, né a uno spagnolo, bensì a un ingegnere francese, ex campione di moto d'acqua e come il padre inventore ottimista e temerario. La scorsa settimana davanti alle tv di tutto il mondo ha tentato l'impresa delle imprese: le immagini della partenza dalla costa francese sono impressionanti, un baccano pazzesco, poi un puntolino umano sparato nel firmamento; e anche se il volo di Franky s'è malamente arrestato a 18 chilometri da Dover, sulla piattaforma per il rifornimento sbatacchiata dalle onde, non solo poteva andargli molto peggio, ma è stato il classico glorioso fallimento.
Eppure: chi non ha mai pensato almeno una volta che sarebbe bellissimo sovvertire le leggi della natura e, oplà, velocemente lievitare e una volta lassù, come angeli ma non troppo, salutare con distacco le cose aride e le persone noiose, gli ostacoli incandescenti, il traffico paralizzato, le paludi dell'esistenza.
Ed ecco che dall'anticamera della storia, ancora sulle note di Elton John, risorge il mito di Dedalo ingegnosissimo e di suo figlio Icaro condannato dal superbo azzardo ad avvicinarsi troppo al sole, così come venti secoli orsono lo racconta Ovidio: "Chi crederebbe che un uomo possa percorrere le vie del cielo?".
E la storia di quel volo insieme riuscito e tragico prese i più grandi artisti, Boccaccio, Chauser, Giordano Bruno, Auden, Isherwood, Tintoretto, Brueghel il vecchio, Van Dyck, Rubens, Goya, Canova, Picasso, Chagal. A suo modo ne fu ispirato perfino il navigatore Massimo D'Alema che battezzò Ikarus le ultime due sue attrezzatissime barche - ma i voli e i capitomboli del potere rientrano francamente in un altro ambito.
Ci sono foto in qualche modo musicali, e questa dell'Uomo-razzo che si fa sistemare il bagaglio da una donna, forse la moglie, prima di tentare invano l'attraversamento della Manica, fa pensare in modo quasi struggente al Rocket Man di Elton John. Mi manca molto la terra - prosegue il brano - mi manca mia moglie, ci si sente soli a volare nello spazio senza tempo.
Ma le canzoni a loro volta esprimono desideri e passioni anch'esse senza tempo, e alzarsi con qualche mezzo nel cielo - che si tratti di ali posticce o di uno skateboard a turboreazione alimentato a kerosene - è qualcosa, un sogno, un'emozione, che ha a che fare da sempre con la natura umana. Ma occorre pur sempre aggiungere: a proprio rischio e pericolo.
Lo sa bene l'uomo con il casco nell'immagine qui sotto, Franky Zapata, un nome e cognome ancora più fantastici se si pensa che non appartengono a un americano, né a uno spagnolo, bensì a un ingegnere francese, ex campione di moto d'acqua e come il padre inventore ottimista e temerario. La scorsa settimana davanti alle tv di tutto il mondo ha tentato l'impresa delle imprese: le immagini della partenza dalla costa francese sono impressionanti, un baccano pazzesco, poi un puntolino umano sparato nel firmamento; e anche se il volo di Franky s'è malamente arrestato a 18 chilometri da Dover, sulla piattaforma per il rifornimento sbatacchiata dalle onde, non solo poteva andargli molto peggio, ma è stato il classico glorioso fallimento.
Eppure: chi non ha mai pensato almeno una volta che sarebbe bellissimo sovvertire le leggi della natura e, oplà, velocemente lievitare e una volta lassù, come angeli ma non troppo, salutare con distacco le cose aride e le persone noiose, gli ostacoli incandescenti, il traffico paralizzato, le paludi dell'esistenza.
Ed ecco che dall'anticamera della storia, ancora sulle note di Elton John, risorge il mito di Dedalo ingegnosissimo e di suo figlio Icaro condannato dal superbo azzardo ad avvicinarsi troppo al sole, così come venti secoli orsono lo racconta Ovidio: "Chi crederebbe che un uomo possa percorrere le vie del cielo?".
E la storia di quel volo insieme riuscito e tragico prese i più grandi artisti, Boccaccio, Chauser, Giordano Bruno, Auden, Isherwood, Tintoretto, Brueghel il vecchio, Van Dyck, Rubens, Goya, Canova, Picasso, Chagal. A suo modo ne fu ispirato perfino il navigatore Massimo D'Alema che battezzò Ikarus le ultime due sue attrezzatissime barche - ma i voli e i capitomboli del potere rientrano francamente in un altro ambito.