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Indizi Neurovisivi del 15 agosto 2019

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"Lascia dormir chi dorme", suggerisce un adagio quant'altri mai utile a respingere la proposta di traslare le ossa di Dante Alighieri da Ravenna, dove si trovano da secoli nel tempietto del Braccioforte, a Firenze. Lanciata in vista del settecentesimo anniversario, l'ipotesi è ricorrente e per fortuna complessa. Ma colpisce che quasi nessuno si sia chiesto se il Sommo Poeta e padre della lingua italiana, su cui incombe anche l'orrido e civettuolo "Dantedì", sarebbe lieto o meno di vedersi disturbare l'eterno riposo. Tanto più irrispettosa in generale, quanto più diffusa, è la mania di smucinare nelle tombe dei famosi, come sulle bancarelle dei vestiti di seconda mano. Ciò che candida l'Italia all'Oscar della riesumazione facile o della fantariesumazione o della riesumocrazia ad alto impatto seriale e spettacolare, vedi l'interminabile e macabro polpettone andato in scena per un paio d'anni a …
"Lascia dormir chi dorme", suggerisce un adagio quant'altri mai utile a respingere la proposta di traslare le ossa di Dante Alighieri da Ravenna, dove si trovano da secoli nel tempietto del Braccioforte, a Firenze. Lanciata in vista del settecentesimo anniversario, l'ipotesi è ricorrente e per fortuna complessa. Ma colpisce che quasi nessuno si sia chiesto se il Sommo Poeta e padre della lingua italiana, su cui incombe anche l'orrido e civettuolo "Dantedì", sarebbe lieto o meno di vedersi disturbare l'eterno riposo. Tanto più irrispettosa in generale, quanto più diffusa, è la mania di smucinare nelle tombe dei famosi, come sulle bancarelle dei vestiti di seconda mano. Ciò che candida l'Italia all'Oscar della riesumazione facile o della fantariesumazione o della riesumocrazia ad alto impatto seriale e spettacolare, vedi l'interminabile e macabro polpettone andato in scena per un paio d'anni a scapito dei Medici, dentro le apposite cappelle a Firenze, per cui Cosimo forse non era lui, Giangastone non si trovava, il granduca Francesco non si capiva se aveva l'artrite o se era morto di gotta (poi Cosimo era lui, Giangastone stava nascosto in una nicchia, Lorenzo il Magnifico aveva tutti e due gli incisivi e Giuliano ha ancora la camicia insanguinata). Ma è tutto un continuo scava scava, un cerca cerca entro cui, a parte sua maestà lo show, pare di scorgere un miscuglione di curiosità morbosa, senso di colpa, esigenze giudiziarie, interessi pseudoereditari, buona fede e truffe. E così tra il primo e il secondo rovistamento sepolcrale alla ricerca di Emanuela Orlandi tra Sant'Apollinare e il cimitero Teutonico in Vaticano, ecco che dall'Egitto si è dovuto a tutti i costi far posto a Vittorio Emanuele III nel santuario di Vicoforte. Lucio Battisti nel frattempo è passato da Molteno a Rimini, padre Pio vabbè. Al momento sono a rischio Craxi, periodicamente rimpatriabile, e Mussolini, perché ogni tanto salta fuori qualcuno che sostiene di essere discendente e chiede la prova del dna. D'altro canto lo sviluppo tecnologico, abbinato alla telesuggestione del genere "Cold Case", ha dato impulso alla detumulazione dei più diversi casi di cronaca: Tenco, Soffiantini, Calvi, Ghira, Ilaria Alpi, Trussardi, Don Bisaglia, il bandito Giuliano. E come se non bastasse, perso il senso sacrale della morte, la paleopatologia incoraggia a ficcare il naso nella tomba di Coppi, di Garibaldi, di Galileo, di Boccherini. Si segnala infine uno specialista: l'ex leader verde Silvano Vinceti che da giornalista vuole indagare massivamente le ceneri di Celestino V, Dante, Petrarca, Boiardo, Pico della Mirandola, Poliziano, Caravaggio e Leopardi. Si scopron le tombe, si levano i morti, ma poi se bisogna metterli a posto, poveri grandi, tanto vale lasciarli in pace.