La prima cosa bella di martedì 10 settembre 2019 è nel film Martin Eden. Già vale il biglietto perché fuori dal tempo e proprio per questo universale. È originale nella commistione delle immagini e qui sta la cosa bella, al di là della trama, di fianco e alle spalle dei personaggi che la vivono.
Mentre la storia procede, il regista Pietro Marcello inserisce tra una scena e l’altra, anziché delle carrellate o delle cartoline, degli spezzoni come di repertorio della vita. Sono i volti sfuggiti della Storia: quelli che stanno sullo sfondo mentre i governi si formano e si sgretolano, i guerrieri ammazzano e muoiono, le bandiere cambiano colore, i sogni volgono all’incubo e viceversa, la notte copre e si dissolve.
Sono la panettiera sdentata, il prete smarrito, i due bambini che ballano.
La Storia ha rumori di fondo e facce di sfondo. Se osservi soltanto i primi piani ne capisci la versione da sussidiario, ne perdi…
Mentre la storia procede, il regista Pietro Marcello inserisce tra una scena e l’altra, anziché delle carrellate o delle cartoline, degli spezzoni come di repertorio della vita. Sono i volti sfuggiti della Storia: quelli che stanno sullo sfondo mentre i governi si formano e si sgretolano, i guerrieri ammazzano e muoiono, le bandiere cambiano colore, i sogni volgono all’incubo e viceversa, la notte copre e si dissolve.
Sono la panettiera sdentata, il prete smarrito, i due bambini che ballano.
La Storia ha rumori di fondo e facce di sfondo. Se osservi soltanto i primi piani ne capisci la versione da sussidiario, ne perdi…
La prima cosa bella di martedì 10 settembre 2019 è nel film Martin Eden. Già vale il biglietto perché fuori dal tempo e proprio per questo universale. È originale nella commistione delle immagini e qui sta la cosa bella, al di là della trama, di fianco e alle spalle dei personaggi che la vivono.
Mentre la storia procede, il regista Pietro Marcello inserisce tra una scena e l’altra, anziché delle carrellate o delle cartoline, degli spezzoni come di repertorio della vita. Sono i volti sfuggiti della Storia: quelli che stanno sullo sfondo mentre i governi si formano e si sgretolano, i guerrieri ammazzano e muoiono, le bandiere cambiano colore, i sogni volgono all’incubo e viceversa, la notte copre e si dissolve.
Sono la panettiera sdentata, il prete smarrito, i due bambini che ballano.
La Storia ha rumori di fondo e facce di sfondo. Se osservi soltanto i primi piani ne capisci la versione da sussidiario, ne perdi le migliaia di espressioni. Se osserveranno così questo nostro tempo, non ci saremo noi, qui, ora a guardare in platea chiedendoci se siamo esistiti. Martin Eden sostiene che sì, nessuno passa invano.
Mentre la storia procede, il regista Pietro Marcello inserisce tra una scena e l’altra, anziché delle carrellate o delle cartoline, degli spezzoni come di repertorio della vita. Sono i volti sfuggiti della Storia: quelli che stanno sullo sfondo mentre i governi si formano e si sgretolano, i guerrieri ammazzano e muoiono, le bandiere cambiano colore, i sogni volgono all’incubo e viceversa, la notte copre e si dissolve.
Sono la panettiera sdentata, il prete smarrito, i due bambini che ballano.
La Storia ha rumori di fondo e facce di sfondo. Se osservi soltanto i primi piani ne capisci la versione da sussidiario, ne perdi le migliaia di espressioni. Se osserveranno così questo nostro tempo, non ci saremo noi, qui, ora a guardare in platea chiedendoci se siamo esistiti. Martin Eden sostiene che sì, nessuno passa invano.