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Lucio Dalla sempre con noi

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Il primo marzo del 2012 scompariva a Montreux, in Svizzera, Lucio Dalla. Sono passati otto anni da quel giorno e non solo la sua memoria è ancora vivissima in ognuno di noi ma, per molti versi, la sua musica è oggi più viva di prima. Si, perché abbiamo bisogno di Lucio Dalla, delle sue parole, delle sue canzoni, del suo modo di essere e di apparire, delle sue invenzioni, delle sue follie, della sua intelligenza.

Allora, stasera, non sarebbe male dedicare a lui, alla musica che ci ha lasciato e alla sua storia, qualche ora del nostro tempo. Musica, per cominciare, con una playlist di quelle realizzate da Repubblica per voi su Apple Music, intitolata semplicemente “Lucio Dalla forever”. 26 brani, poco più di due ore di ascolto, una selezione del meglio di Dalla, anzi una delle molte possibili selezioni del meglio, perché il repertorio del cantautore bolognese è davvero estremamente ricco, creato in oltre quarant’anni di…
Il primo marzo del 2012 scompariva a Montreux, in Svizzera, Lucio Dalla. Sono passati otto anni da quel giorno e non solo la sua memoria è ancora vivissima in ognuno di noi ma, per molti versi, la sua musica è oggi più viva di prima. Si, perché abbiamo bisogno di Lucio Dalla, delle sue parole, delle sue canzoni, del suo modo di essere e di apparire, delle sue invenzioni, delle sue follie, della sua intelligenza.

Allora, stasera, non sarebbe male dedicare a lui, alla musica che ci ha lasciato e alla sua storia, qualche ora del nostro tempo. Musica, per cominciare, con una playlist di quelle realizzate da Repubblica per voi su Apple Music, intitolata semplicemente “Lucio Dalla forever”. 26 brani, poco più di due ore di ascolto, una selezione del meglio di Dalla, anzi una delle molte possibili selezioni del meglio, perché il repertorio del cantautore bolognese è davvero estremamente ricco, creato in oltre quarant’anni di carriera, dagli esordi in odor di beat fino alle opere della maturità, ricche e complesse. Ci sono dunque “Anidride solforosa” e “Apriti cuore”, “Piazza Grande” e “Com’è profondo il mare”, “Futura” e “Tu non mi basti mai”, “Anna e Marco” e “L’anno che verrà” oltre a tante altre, e a riascoltarle tutte insieme è possibile ancora essere sorpresi da qualche idea, da qualche guizzo, da qualche particolare che, nonostante forse abbiamo tutti ascoltato queste canzoni migliaia di volte, ci era incredibilmente sfuggito. Ci si commuove, ci si diverte, ci si appassiona si pensa, come accade con l’arte dei grandi artisti.

Se volete vedere qualcosa di interessante di Lucio Dalla dal vivo, YouTube ovviamente offre un repertorio vastissimo, con il tutte le epoche e le fasi della sua avventura, ma una delle cose più belle è un concerto per la televisione svizzera italiana, RSI, registrato il 28 dicembre del 1978, con una band che aveva al suo interno una buona parte di quelli che diventeranno gli Stadio, ovvero Marco Nanni, Giovanni Pezzoli e Ricky Portera, e Rosalino Cellamare, ovvero Ron. Nel set, poco meno di un’ora, presenta alcune delle canzoni che usciranno nel 1979 in uno dei più bei dischi del cantautore bolognese, “Dalla”. 

Rai Play è un’altra miniera di preziosi reperti del passato e della storia della nostra cultura popolare: qui potrete trovare non solo un meraviglioso “15 minuti con Lucio Dalla”, programma del 1968 in cui Dalla si presenta, parla con se stesso e offre alcune perle del suo repertorio dell’epoca, ma anche due bellissimi ritratti, quello di “Cantautori: Lucio Dalla”, diviso in tre parti, per la regia di Michelangelo Romano, con molti materiali di repertorio, e “Unici”, realizzato da Giorgio Verdelli, con le testimonianze di amici e colleghi, come Ron, Renato Zero, Luca Carboni, Pupi Avati, Piera degli Esposti, Gaetano Curreri, Samuele Bersani, Federico Zampaglione, Vincenzo Salemme, Marco Mengoni, Attilio Fontana, Mauro Malavasi, Marco Alemanno, il teologo Vito Mancuso, l’allenatore Dan Peterson. E con un interessante dialogo sulla musica tra Dalla e Fellini.