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Un Decameron contemporaneo, da Venezia al mondo

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Era partita come una iniziativa temporanea, doveva durare un paio di settimane e invece il successo è stato tale (una media di 24/25mila visualizzazioni ogni volta), che andrà avanti chissà per quanto.

Il Decamerone veneziano è uno spettacolo ad hoc per questi tempi di teatri chiusi dello scrittore Alberto Toso Fei. Ogni notte a mezzanotte raccoglie intorno al “focolare del web” spettatori di ogni parte del mondo sul canale Facebook “Venezia in 1 minuto” (dove si può seguirlo anche in differita) e li invita all’ascolto di brevi racconti proprio come facevano i  giovani fiorentini narrati da Giovanni Boccaccio nel suo Decamerone, resistendo così alla peste.

Il Decamerone Veneziano di Alberto Toso Fei sono 15 minuti ogni sera di racconti orali, senza musiche o altri effetti: una leggenda, un aneddoto, una fiaba legate a Venezia. Sono storie recuperate  dalla tradizione orale e delle storie veneziane &ldq…
Era partita come una iniziativa temporanea, doveva durare un paio di settimane e invece il successo è stato tale (una media di 24/25mila visualizzazioni ogni volta), che andrà avanti chissà per quanto.

Il Decamerone veneziano è uno spettacolo ad hoc per questi tempi di teatri chiusi dello scrittore Alberto Toso Fei. Ogni notte a mezzanotte raccoglie intorno al “focolare del web” spettatori di ogni parte del mondo sul canale Facebook “Venezia in 1 minuto” (dove si può seguirlo anche in differita) e li invita all’ascolto di brevi racconti proprio come facevano i  giovani fiorentini narrati da Giovanni Boccaccio nel suo Decamerone, resistendo così alla peste.

Il Decamerone Veneziano di Alberto Toso Fei sono 15 minuti ogni sera di racconti orali, senza musiche o altri effetti: una leggenda, un aneddoto, una fiaba legate a Venezia. Sono storie recuperate  dalla tradizione orale e delle storie veneziane “perdute”, narrazioni tra leggenda, mito e Storia  di cui Toso Fei, veneziano doc, discendente da una antica famiglia di vetrai di Murano, scrittore, è un cacciatore e che ora restituisce con la sua voce da Venezia.

Tra le storie, spiega il comunicato di presentazione,  “c’è la vicenda della  “ragazza che non venne mai sepolta” e che ancora oggi si mostra ai naviganti, o ancora lo “scheletro del campanaro” che si aggira tra le calli, la leggenda d’amore tra il paladino Tancredi e la nobile Vulcana legata al “Bocolo” ovvero il bocciolo di rosa che ogni veneziano regala all’amata il 25 aprile giorno di San Marco, o quella agrodolce della “peste dei bambini” che nel ‘500 falcidiò gli abitanti del Ghetto finché un rabbino coraggioso non trovò una soluzione, aiutato dal profeta Elia”.