Quanta cultura, basta fare zapping
Antonio Dipollina , di ANTONIO DIPOLLINA
Pare di sentirla la frustrazione dei molti che lavorano per la tv, e per la Rai, in particolare, di fronte alle pressanti, quotidiane richieste di intellettuali etc che chiedono alla Rai, in particolare, di appaltare canali alla cultura e al sapere e alla divulgazione. Questi canali ovviamente esistono già, sono Ra5, Rai Storia e così via, la programmazione in questi giorni è stata potenziata, con l’ausilio dell’on demand di RaiPlay si può godere di decine di concerti di classica, opera, doc culturali come se piovesse.
Per dire, da lunedì scorso ogni sera su RaiPlay va in streaming un’opera in collaborazione con la Scala qualche titolo: l’Orfeo di Monteverdi diretto da Robert Wilson, Il Crepuscolo degli Dei diretto da Baremboim, La bella addormentata con le coreografie di Nureyev e così via. Mentre da aprile si arricchisce la programmazione di Rai5, sempre in collaborazione con la Scala di Milano, con un titolo i…
Per dire, da lunedì scorso ogni sera su RaiPlay va in streaming un’opera in collaborazione con la Scala qualche titolo: l’Orfeo di Monteverdi diretto da Robert Wilson, Il Crepuscolo degli Dei diretto da Baremboim, La bella addormentata con le coreografie di Nureyev e così via. Mentre da aprile si arricchisce la programmazione di Rai5, sempre in collaborazione con la Scala di Milano, con un titolo i…
Pare di sentirla la frustrazione dei molti che lavorano per la tv, e per la Rai, in particolare, di fronte alle pressanti, quotidiane richieste di intellettuali etc che chiedono alla Rai, in particolare, di appaltare canali alla cultura e al sapere e alla divulgazione. Questi canali ovviamente esistono già, sono Ra5, Rai Storia e così via, la programmazione in questi giorni è stata potenziata, con l’ausilio dell’on demand di RaiPlay si può godere di decine di concerti di classica, opera, doc culturali come se piovesse.
Per dire, da lunedì scorso ogni sera su RaiPlay va in streaming un’opera in collaborazione con la Scala qualche titolo: l’Orfeo di Monteverdi diretto da Robert Wilson, Il Crepuscolo degli Dei diretto da Baremboim, La bella addormentata con le coreografie di Nureyev e così via. Mentre da aprile si arricchisce la programmazione di Rai5, sempre in collaborazione con la Scala di Milano, con un titolo importante in onda alle 10 del mattino e molta programmazione serale e no (giovedì 26, alle 18, va il Sogno di una notte di mezza estate, coreografie di Balanchine e in scena Roberto Bolle, Alessandra Ferri e Massimo Murru…).
Ovvero, cose di livello ce ne sono eccome – per l’emergenza, sul sito di Sky, il canale Sky Arte mette anche a disposizione in chiaro alcune produzioni, dedicate a Brera, alla Scala, al Pantheon e c’è anche il bellissimo concerto che Franco Battiato tenne qualche anno fa all’hangar Bicocca di Milano.
Ovvero, a patto di cercare, difficilmente si resta delusi. Ma è chiaro che quando si richiede alla Rai un impegno superiore ci si riferisce ai tre canali principali, e molti vorrebbero appaltarne almeno uno solo a cultura e sapere. Concezione vecchissima del mezzo televisivo (il vetusto: accendiamo e guardiamo cosa c’è, e più in là dei primi canali del telecomando non si va) ma evidentemente resistente e ancora di più in periodi in cui tutto è già difficile intorno, senza essere costretti a ulteriori fatiche e impegno nello scegliere e nello scoprire. Giusto, sbagliato, chissà.
Per dire, da lunedì scorso ogni sera su RaiPlay va in streaming un’opera in collaborazione con la Scala qualche titolo: l’Orfeo di Monteverdi diretto da Robert Wilson, Il Crepuscolo degli Dei diretto da Baremboim, La bella addormentata con le coreografie di Nureyev e così via. Mentre da aprile si arricchisce la programmazione di Rai5, sempre in collaborazione con la Scala di Milano, con un titolo importante in onda alle 10 del mattino e molta programmazione serale e no (giovedì 26, alle 18, va il Sogno di una notte di mezza estate, coreografie di Balanchine e in scena Roberto Bolle, Alessandra Ferri e Massimo Murru…).
Ovvero, cose di livello ce ne sono eccome – per l’emergenza, sul sito di Sky, il canale Sky Arte mette anche a disposizione in chiaro alcune produzioni, dedicate a Brera, alla Scala, al Pantheon e c’è anche il bellissimo concerto che Franco Battiato tenne qualche anno fa all’hangar Bicocca di Milano.
Ovvero, a patto di cercare, difficilmente si resta delusi. Ma è chiaro che quando si richiede alla Rai un impegno superiore ci si riferisce ai tre canali principali, e molti vorrebbero appaltarne almeno uno solo a cultura e sapere. Concezione vecchissima del mezzo televisivo (il vetusto: accendiamo e guardiamo cosa c’è, e più in là dei primi canali del telecomando non si va) ma evidentemente resistente e ancora di più in periodi in cui tutto è già difficile intorno, senza essere costretti a ulteriori fatiche e impegno nello scegliere e nello scoprire. Giusto, sbagliato, chissà.