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“Gabrielliani” o “collinsiani”, tutti amano i Genesis

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Gli amanti del rock progressivo in Italia sono moltissimi. Ma quelli che amano i Genesis sono molti di più. Generazionalmente chi ha tra i 50 e i 70 anni, parliamo quindi di un pubblico adulto, con la musica dei Genesis è cresciuto: quelli più orientati verso i 70 hanno conosciuto i Genesis nella loro formazione originale, con Peter Gabriel e con i dischi passati alla storia, come "Nusery Crime" e "Selling England by the pound", quelli più vicini alla cinquantina hanno frequentato la band ridotta a tre elementi ma con Phil Collins come frontman, formazione di enorme successo pop.

Due storie separate, dunque, diverse anche musicalmente, legate da una breve "era mediana" che ha fatto da ponte tra le due, per le quali varrebbe la pena addirittura avere due playlist separate da ascoltare in questa serata. La prima, dunque, è quella dell'era Gabriel, che va dagli esordi nel 1969 fino al 1977, quando il cantante e frontma…
Gli amanti del rock progressivo in Italia sono moltissimi. Ma quelli che amano i Genesis sono molti di più. Generazionalmente chi ha tra i 50 e i 70 anni, parliamo quindi di un pubblico adulto, con la musica dei Genesis è cresciuto: quelli più orientati verso i 70 hanno conosciuto i Genesis nella loro formazione originale, con Peter Gabriel e con i dischi passati alla storia, come "Nusery Crime" e "Selling England by the pound", quelli più vicini alla cinquantina hanno frequentato la band ridotta a tre elementi ma con Phil Collins come frontman, formazione di enorme successo pop.

Due storie separate, dunque, diverse anche musicalmente, legate da una breve "era mediana" che ha fatto da ponte tra le due, per le quali varrebbe la pena addirittura avere due playlist separate da ascoltare in questa serata. La prima, dunque, è quella dell'era Gabriel, che va dagli esordi nel 1969 fino al 1977, quando il cantante e frontman decise di abbandonare il gruppo e iniziare una gloriosa carriera solista. Sono gli anni degli album che abbiamo già citato, accanto a "From Genesis to Revelation", "Trespass", "Foxtrot" e l'ambizioso "The lamb lies down on Broadway", capolavori di un rock che con il progressive voleva diventare musica totale, in grado di mescolare classica, jazz, folk, avanguardia e rock in una cosa sola. Sono i Genesis che vennero a trovare il successo in Italia prima che in Inghilterra e che avevano, con Gabriel, un clamoroso impatto teatrale. "I know what i like", "The Musical Box", "Carpet Crawlers", "Supper's ready", "The battle of Epping Forest" sono solo alcuni dei titoli della playlist "Genesis 69-75" che Repubblica ha preparato su Apple Music. Dove troverete anche l'altra parte della storia, "Genesis 76-00", ovvero gli anni in cui Phil Collins è diventato la star del gruppo, orientandosi verso il pop ma in maniera elegantissima e originale, come testimonia la playlist, ricca di hit come "Invisible Touch", "Throwing it all away", "Turn it on again", "Abacab" e moltissimi altri.

La prima parte della storia dei Genesis la potete anche ricostruire con l'aiuto di un bel documentario che è su YouTube, "Genesis: a history 67-77", ricco di interviste ai componenti della band e di molti spezzoni di concerti, un bel viaggio negli anni Settanta del rock, nell'era che va dalla maturità della fine degli anni Sessanta all'esplosione del punk che metterà fine a quella straordinaria e bellissima stagione. 
Per ripercorrere per bene, con calma e tempo a disposizione, la storia del gruppo si possono anche vedere alcuni concerti delle diverse fasi della loro storia, sempre su YouTube. Il primo, imperdibile per la qualità della musica proposta e per le immagini della band al completo, con Gabriel, Collins, Steve Hackett, Tony Banks e Mike Rutherford, tutti poco più che ventenni. E' un concerto del 1973 (si intitola semplicemente "Genesis live 1973") ed è assolutamente, se amate i Genesis, imperdibile, un'ora di tempo ben spesa con grande musica e grande spettacolo.

Dell'era di mezzo vale la pena vedere il live del 1980, "Genesis live at the Lyceum": la band all'epoca aveva perso anche Steve Hackett ma il repertorio dal vivo era ancora ricchissimo dei brani dell'era progressive, accanto a molti dei nuovi successi, con Colllins nel ruolo di cantante. Terzo e ultimo live, per avere esattamente il quadro completo del percorso fatto dal gruppo inglese, è "When in Rome", concerto dal vivo registrato in Italia nel 2007 al Circo Massimo di Roma, magnifica performance di una band completamente diversa da quella delle origini, ma sempre in grado di proporre musica di altissimo livello, senza dimenticare qui e la il passato.