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Quando i sogni di questi giorni parleranno di noi

Vi raccontiamo nello spazio di un articolo un libro perduto (perché le librerie sono chiuse, o perché non viene più ristampato). "Il Terzo Reich nei sogni" raccoglie l'immaginario dei tedeschi al tempo della salita al potere di Hitler. E forse ci dice qualcosa anche su questi nostri giorni di passione
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Chissà se qualcuno avrà cominciato a registrare i sogni degli italiani durante la pandemia del Covid-19, ovvero a raccogliere le visioni notturne di giovani, adulti e anziani, giovani donne e mature signore, operai e finanzieri. Gli studi degli psicologi e psicoanalisti di solito sempre affollati, ora sono chiusi; tuttavia le sedute continuano in Skype e su altre piattaforme interattive. Quindi è probabile che si continui a raccontare i sogni in un periodo così carico di ansie e angosce, che pare ricordare da vicino altri eventi traumatici del passato: guerre mondiali, attentati, stragi, sequestri. Nel sogno si rivelano cose che da svegli non si ha il coraggio di dichiarare, fatti personali e paure collettive. Quali saranno?

I sogni hanno conservato nel corso della storia dell'umanità un loro significato stabile, scrive lo storico del pensiero Reinhardt Koselleck e hanno sempre trovato i loro interpreti privilegiati ben prima della comparsa dell…
Chissà se qualcuno avrà cominciato a registrare i sogni degli italiani durante la pandemia del Covid-19, ovvero a raccogliere le visioni notturne di giovani, adulti e anziani, giovani donne e mature signore, operai e finanzieri. Gli studi degli psicologi e psicoanalisti di solito sempre affollati, ora sono chiusi; tuttavia le sedute continuano in Skype e su altre piattaforme interattive. Quindi è probabile che si continui a raccontare i sogni in un periodo così carico di ansie e angosce, che pare ricordare da vicino altri eventi traumatici del passato: guerre mondiali, attentati, stragi, sequestri. Nel sogno si rivelano cose che da svegli non si ha il coraggio di dichiarare, fatti personali e paure collettive. Quali saranno?

I sogni hanno conservato nel corso della storia dell'umanità un loro significato stabile, scrive lo storico del pensiero Reinhardt Koselleck e hanno sempre trovato i loro interpreti privilegiati ben prima della comparsa della psicoanalisi freudiana nelle figure di sciamani, indovini, santi e guide spirituali. Re e regine del passato hanno fatto ricorso a esegeti che leggevano nel sogno gli eventi futuri, pronosticando tragedie o invece eventi lieti o positivi, ma più raramente questi. Come ha scritto uno studioso del sogno, mentre il mondo classico usava la visione notturna a occhi chiusi per leggere il futuro, le terapie psicoanalitiche moderne volgono lo sguardo verso il passato a scopo terapeutico.

Charlotte Beradt, una giornalista tedesca di origine ebraica, nel corso degli anni Trenta, dopo l'avvento al potere di Adolf Hitler, ha raccolto una serie di sogni in vari ambienti sociali, facendo ricorso a medici, e a persone fidate oppure ad amici, e quando nel 1939 ha abbandonato la Germania per gli Stati Uniti, dove s'è guadagnata da vivere facendo la parrucchiera, ha portato con sé il materiale raccolto. Ne è scaturito un libro pubblicato anni fa da Einaudi, Il Terzo Reich nei sogni (introduzione di R. Koselleck, tr. it. di Igrid Harbach) e ora ristampato da Mimesis, dove racconta e commenta le visioni notturne di imprenditori, medici, pazienti, operai, impiegati, avvocati, uomini e donne di diverse età.
Charlotte Beradt 

Beradt si pone in una sorta di via di mezzo tra lo sciamano e lo psicoanalista. I sogni che trascrive rendono ragione dello stato di oppressione che il nazismo impose sin dlla sua presa del potere nella Germania. Come scrive Koselleck "è proprio là dove crede di esser solo con se stesso, cioè quando dorme, che l'uomo viene aggredito". Molti sogni indicano lo stato di immediata soggezione che le persone provano davanti al nuovo padrone dello Stato e il sogno diventa una sorta di messa a terra delle tensioni intercettate dal parafulmine della propria consapevolezza diurna, un modo per esprimere quanto si prova senza volerlo ammettere. Sono sogni di minaccia che evocano in alcuni caso il futuro che sta per accadere, e immancabilmente accadrà. Premonizioni già dai primi mesi della presa del potere: le persone sentono di vivere una "vita senza pareti", in cui anche l'esistenza personale è invasa e colonizzata. Tre giorni dopo l'ascesa al Cancellierato da parte di Hitler, il proprietario di una fabbrica, un uomo di sessant'anni, un socialdemocratico, autoritario e paternalista, fa un sogno in cui Goebbels giunge a visitare la sua fabbrica. Ordina alle maestranze di schierarsi su due file mentre l'imprenditore si trova in mezzo e deve alzare il braccio per fare il saluto nazista; sente di impiegare un tempo lunghissimo, oltre mezz'ora, millimetro dopo l'altro. Goebbels l'osserva e poi sentenzia: "Non desidero il suo saluto" e poi se ne va. Charlotte Berardt mette in luce l'aspetto ambivalente del sogno: la necessità di conformarsi al nuovo regime e la fatica di compiere quel gesto; e insieme anche il senso di privazione che la frase del gerarca nazista gli provoca.

I sogni sono senza dubbio un sismografo sensibile degli eventi politici tedeschi, un modo attraverso cui trapela la sensazione dell'impossibilità di condurre una vita privata nel Terzo Reich. Emerge quello che la giornalista chiama l'eroe negativo, un antieroe che non commette nessuna azione né buona né cattiva. Come un personaggio di Kafka si sente colpevole anche di quello che non ha fatto o solo immaginato di fare. Un operaio edile di 38 anni sogna di andare in posta; si mette in fila per acquistare dei francobolli, ma non glieli vendono: chi è contro il sistema, gli viene detto, non ha diritto di acquistarne. Entra un inglese e va direttamente allo sportello e dice all'impiegato ciò che il sognatore non ha avuto coraggio di dire: è una vergogna il modo con cui si tratta la gente in questo paese e io lo dirò in Inghilterra. Il comico, scrittore e cabarettista Karl Valentin lo ha sintetizzato in una fulminante battuta: "Non dico proprio nulla - questo sarà pur permesso dirlo!". Ci sono molti altri sogni che sembrano anticipare eventi come la persecuzione ebraica e anche la costruzione dei campi di concentramento. Nelle sue pagine finali di commento al volume Bruno Bettelheim, psicoanalista anche lui internato in un campo e riuscito poi ad emigrare in Usa,  scrive che i sogni raccontano quali sono i nostri veri sentimenti, che ci piaccia o no, poiché riflettono paure e desideri che non osiamo esprimere da svegli.

Nei giorni dell'epidemia a Bergamo, a Codogno, a Verona, a Milano, al Nord ma anche al Sud, in zone funestate dai focolai inarrestabili di contagio, segnate dalla morte per Covid-19, qualcuno avrà pure trascritto le fantasie notturne come accadde alla Berardt nella Germania in tempesta, i propri sogni. Mentre di giorno e di notte le sirene delle autoambulanze riempiono con il loro suono lancinante il silenzio delle città vuote e deserte, i sogni avranno pure raccontato l'indicibile di quelle giornate. Nella storia sociale dei sogni, che lo storico inglese Peter Burke si era prefisso anni fa di redigere, questo evento un suo posto l'avrà di sicuro. La pandemia, per quanto diversa da una guerra mondiale, costituisce tuttavia un evento traumatico di proporzioni amplissime che lascia un segno nei nostri sogni.