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Un momento dello spettacolo Danza Preparata del coreografo portoghese Rui Horta 

Pillole di bellezza: il meglio del Romaeuropa Festival

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Il festival vero e proprio si farà in autunno come di consueto, sperando che per allora saremo tornati a riunirci. In questi giorni però Romaeuropafestival vuole riproporre agli spettatori un po’ dei suoi artisti meravigliosi: ballerini, attori, musicisti, performer, dall’omaggio a John Cage al coreografo Alain Platel, visti nelle 34 edizioni della manifestazione, l’unica in Italia programmaticamente a vocazione internazionale.

Non spettacoli veri e propri, ma incontri con gli artisti e “pillole” dei loro lavori passati per Roma, interessanti non solo per la memoria di chi li vide, ma perché ai frammenti del “prodotto finito” legano anche la poetica, il lavoro sperimentale, le riflessioni che lo hanno determinato.

Dalla pagina Facebook del Romaeuropa Festival, dopo la coreografa Dana Gingras, fondatrice della compagnia canadase Holy Body Tattoo, stasera si può così vedere un’altra video-intervista che…
Il festival vero e proprio si farà in autunno come di consueto, sperando che per allora saremo tornati a riunirci. In questi giorni però Romaeuropafestival vuole riproporre agli spettatori un po’ dei suoi artisti meravigliosi: ballerini, attori, musicisti, performer, dall’omaggio a John Cage al coreografo Alain Platel, visti nelle 34 edizioni della manifestazione, l’unica in Italia programmaticamente a vocazione internazionale.

Non spettacoli veri e propri, ma incontri con gli artisti e “pillole” dei loro lavori passati per Roma, interessanti non solo per la memoria di chi li vide, ma perché ai frammenti del “prodotto finito” legano anche la poetica, il lavoro sperimentale, le riflessioni che lo hanno determinato.

Dalla pagina Facebook del Romaeuropa Festival, dopo la coreografa Dana Gingras, fondatrice della compagnia canadase Holy Body Tattoo, stasera si può così vedere un’altra video-intervista che celebra un omaggio a John Cage firmato dal coreografo portoghese Rui Horta di cui si vedono anche momenti dello spettacolo Danza Preparata, presentato nel 2012.

Domani, imperdibile, è la volta di Alain Platel, uno dei più grandi coreografi europei: il suo fido compositore Fabrizio Cassol racconta la creazione del bellissimo lavoro Coup Fatal, del 2014, che trova la sua poesia nella commistione culturale.
Coup fatal di Alain Platel 

Ma il nostro consiglio è per sabato: il focus dedicato a Jan Fabre, coreografo, performer, scrittore, pittore, regista fiammingo. Un talento pervasivo e geniale di cui si possono rivedere frammenti di Mount Olympus, una monumentale messa in scena di 24 ore delle tragedie classiche greche e l’ironico Belgian Rules/Belgium Rules dedicato al suo paese, il Belgio, il tutto raccontato dall’attrice Anny Czupper della Troubleyn, la compagnia di Jan Fabre.
Mount Olympus di Jan Fabre 

Chiude il programma domenica il coreografo e danzatore Emio Greco con brani del suo Passione, con le musiche di Franck Krawczyk ispirate a La Passione secondo Matteo di Bach.