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Costantino della Gherardesca, 43 anni (foto di Germa Larkin) 

Costantino della Gherardesca: “Su Instagram, diverto i medici per alleggerire la tensione”

Il conduttore più ironico del prime time, in attesa della finale di Pechino Express, martedì prossimo su Rai2, sta allenando gli addominali e perfezionando l’equilibrio, in vista di Ballando con le stelle. Dalle letture colte alle serie tv, ci racconta passioni, difficoltà (dal sesso all’alimentazione) e la nostalgia per i suoi luoghi feticcio. Con un consiglio sui grandi viaggi da fare quando l’emergenza sarà finita
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Chiuso in una casa romana, Costantino della Gherardesca, 43 anni, conduttore irriverente partito dalla trasmissione Chiambretti c’è e approdato felicemente sul prime time, alleggerisce l’atmosfera della clausura con dirette dal suo profilo Instagram: “Le seguono tanti medici che mi chiedono di farli ridere. E io li accontento con cose stupide di vario tipo”.

Reduce dal gioco di avventure Celebrity Hunted su Amazon Prime Video e in attesa della finale di Pechino Express, in onda su Rai2 martedì prossimo (“sarà una bomba culturale”), è l’aristocratico più pop (e ironico) del teleschermo: studi in teologia, laurea in filosofia al King’s College di Londra, giovinezza in collegio tra droghe e dipendenze varie, soffre di ansia, depressione e agorafobia eppure il tono di voce pacato e i modi gentili comunicano una gran calma più che angoscia.

In attesa di partecipare a Ballando con le stelle, approfit…
Chiuso in una casa romana, Costantino della Gherardesca, 43 anni, conduttore irriverente partito dalla trasmissione Chiambretti c’è e approdato felicemente sul prime time, alleggerisce l’atmosfera della clausura con dirette dal suo profilo Instagram: “Le seguono tanti medici che mi chiedono di farli ridere. E io li accontento con cose stupide di vario tipo”.

Reduce dal gioco di avventure Celebrity Hunted su Amazon Prime Video e in attesa della finale di Pechino Express, in onda su Rai2 martedì prossimo (“sarà una bomba culturale”), è l’aristocratico più pop (e ironico) del teleschermo: studi in teologia, laurea in filosofia al King’s College di Londra, giovinezza in collegio tra droghe e dipendenze varie, soffre di ansia, depressione e agorafobia eppure il tono di voce pacato e i modi gentili comunicano una gran calma più che angoscia.

In attesa di partecipare a Ballando con le stelle, approfitta del tempo ritrovato esercitando gli addominali, guardando film, leggendo libri sull’archeologia indiana e serie come Downton Abbey.

In questo periodo di forzata "clausura" sta anche terminando di scrivere La religione del lusso, edito da Rizzoli Lizard, che uscirà a giugno. Sicuro che sia il momento giusto?
“È divertente, parla della storia del lusso, dell’imperatrice della Persia Farah Diba e Michael Jackson, delle cose più snob, strane, raffinate e stronze della storia. L’ideale per distrarsi. Ci saranno trivialità sublimi".

Per esempio?
“Luigi XIV era l’unico che poteva possedere una poltrona con i braccioli. Gli Orléans non i braccioli ma lo schienale mentre gli altri nobili erano condannati agli sgabelli. Oltre alle vite sregolate degli artisti, tratterò dei santi protettori della moda, del glamour e di Masdar, la città ecosostenibile costruita negli Emirati Arabi”.

Ha nostalgia dei viaggi che faceva?
“Una volta finiti i miei impegni televisivi, vorrei tornare in un centro ayurvedico, seguire un corso di yoga e un programma di panchakarma. È una cura praticata nell’India del Sud, nel Kerala. Per tre giorni mangi sano e vegano, poi ti fanno un gran clistere e ti mettono una polvere piccante negli occhi che fa piangere fino a che non ti bruciano più. Ti rilassi, ne esci con l’intestino ripulito, il corpo disintossicato e incontri artisti interessanti da tutto il mondo. Se devo essere onesto è un po’ radical chic e la polvere non ho mai capito bene a cosa serva”.

A mettere un po’ di pepe? Si è paragonato a un panda per la mancanza di desiderio…
“Il sesso mi interessa più da un punto di vista intellettuale. Sarà che prendo psicofarmaci contro ansia e depressione, o forse è per colpa dello stress della società capitalistica che fa diminuire ogni genere di desiderio. La verità è che non ho più vent’anni e ignoro se ritroverò la mia libido. Le donne sono più oneste di noi nel parlare di ormoni, gli uomini invece, al contrario di me, hanno più pudori. Chissà, forse quando non saremo più chiusi in casa cercherò di mettermi sul mercato”.

Parla spesso della voglia di trovare un compagno. È così difficile?
“Ci penso spesso, ne parlo e ne ho fatto anche un reality. Però, al dunque, non mi va di concludere e approdare a una relazione stabile. L’anno scorso ho avuto dei brevi flirt, cose da due o tre giorni, ma amo la solitudine. Sono cresciuto nei collegi e sono geloso dei miei spazi; per me che sono omosessuale, l’idea di convivere con un uomo non mi convince del tutto. Occupa molto più spazio di una donna ed è più sporco. Se fossi etero, sceglierei una piccola giapponesina pulita. Sono abbastanza fissato con l’igiene”.

A nove anni era già in collegio all’estero. È stata un’infanzia difficile?
“No, no, no, per carità. A parte un collegio severo dove sono rimasto due anni, è stata una bellissima esperienza: ho imparato l’inglese, visto le montagne, ho sciato e praticato trekking. Li ricordo come gli anni più belli della mia vita”.

E delle droghe…
“Da ragazzo, negli anni Novanta, a Londra c’erano i rave e una mentalità diversa, lì bevono tantissimo, si sfondano. Ho iniziato con l’ecstasy. Ci ho dato dentro troppo, mi sono responsabilizzato e ho smesso. Mi ha salvato la curiosità, mi informavo sulla musica, sul cinema, il lavoro, i media che mi hanno aiutato a venirne fuori. Conta pure la rete di amicizie, se ti crei tante relazioni è più facile uscire dalle dipendenze”.

Ha avuto anche problemi con l’alimentazione…
“Sì, fin da bambino. Ora c’è il mio manager che mi sgrida quando mangio perché sono ingrassato un po’, dieci chili. E questa deliziosa quarantena con legge marziale non mi dà una mano. Della dieta che mi aveva fatto dimagrire ho mantenuto alcune restrizioni, bevo un bicchiere di vino bianco ogni due settimane ma perdura il dramma delle sigarette. Era stata una tale impresa smettere… se ci rinuncio di nuovo, ho il terrore di ringrassare”.

Sembra che l’emergenza Covid 19 si stia lentamente attenuando e forse è più facile immaginarsi lontani, lei che ha girato tanto, quali destinazioni consiglierebbe?
“Se quest’estate sarà possibile muoversi, suggerirei i paesi vicini all’equatore che hanno un clima più mite. L’Indonesia è tutta bella: Giava per la natura, se si cerca la tranquillità Lobok e Bali per divertirsi. Per i giovani nottambuli, la Colombia, a partire da Medellin, in pieno boom economico, culturale e ripulita dalle gang. Il posto dove si mangia meglio al mondo, è Taiwan che ha una forte sensibilità ambientale e offre una versione sana, ripulita e biologica della cucina cinese. Tra le metropoli da vedere almeno una volta, Shanghai o Pechino che ora sono a prezzi stracciati. Prenotando adesso con l’assicurazione, si può riservare un albergo pazzesco per pochi euro”.

Con Pechino Express avete percorso 7000 chilometri, dalla Thailandia alla Corea del Sud, facendo scoprire un’immagine non stereotipata di quei paesi…
“Il finale vi stupirà, sarà uno choc. Entrare in Corea è come un tuffo nel futuro. Non mi meraviglia che abbiano gestito meglio dell’Italia l’emergenza coronavirus. Tecnologicamente stanno su un altro pianeta. Spero faccia capire a tutti che non bisogna temere il progresso. Non abbiamo scelta, dobbiamo adeguarci al nostro tempo. Quando ero a Seul, mi hanno stupito i produttori e manager della musica coreana pop in Bentley, come fosse la California degli anni 70 o la Londra dei Beatles. In confronto a loro, oggi i poveri siamo noi”.

Ballando con le stelle è una trasmissione che richiede performance fisiche, come si sta preparando?
“Mi ispirerò alla grinta di Enzo Miccio. Mi farà bene muovermi, uso poco il corpo e troppo il cervello. Sto migliorando l’equilibrio perché sono molto goffo. Quando avevo 19 anni sono finito sotto una frana di rocce, e un po’ ancora zoppico. Parto svantaggiato, ma voglio vincere. Danzerò in coppia con una donna, mi farò venire idee folli e vi spiazzerò con l’ironia e coreografie assurde. Conto sul televoto”.

Pensa che dopo l’emergenza, quando si potrà di nuovo uscire, la sua vita cambierà?
“Anche se molte persone dicono che nulla sarà più come prima e che si viaggerà meno, io, su questo, non cambierò. Per me si vive una volta sola, e viaggiare, conoscere e vedere il mondo è troppo importante”.