Roma, Galleri Nazionale d'Arte Moderna
Online da tutto il mondo per le opere di Giuseppe Verdi
Anna Bandettini , di ANNA BANDETTINIÈ una stagione vera e propria quella del programma virtuale del Teatro Regio di Parma, la casa di Giuseppe Verdi. Al grande compositore di Busseto è, infatti, dedicato il cartellone Festival Verdi Home Streaming sul sito del teatro che ripropone online (grazie anche alla collaborazione con Unitel, Dynamic, Opera Vision) gli spettacoli selezionati dalle varie edizioni del festival verdiano che ogni anno Parma organizza in onore al suo conterraneo più illustre.
Partito un mese fa, il "Festival in streaming” è stato subito un successo con più di 100 mila visualizzazioni e 30 mila nuovi utenti, collegati da 122 paesi di tutto il mondo, segno dell’amore senza confini per Verdi. Da oggi, lunedì 20, dalle 20 e fino alle 24 di domani verranno riproposti I vespri siciliani che andarono in scena nel 2010 al Festival Verdi con la regia di Pier Luigi Pizzi. Notevole il cast di quella edizione con Leo Nucci, protagonista nei panni del gov…
Partito un mese fa, il "Festival in streaming” è stato subito un successo con più di 100 mila visualizzazioni e 30 mila nuovi utenti, collegati da 122 paesi di tutto il mondo, segno dell’amore senza confini per Verdi. Da oggi, lunedì 20, dalle 20 e fino alle 24 di domani verranno riproposti I vespri siciliani che andarono in scena nel 2010 al Festival Verdi con la regia di Pier Luigi Pizzi. Notevole il cast di quella edizione con Leo Nucci, protagonista nei panni del gov…
È una stagione vera e propria quella del programma virtuale del Teatro Regio di Parma, la casa di Giuseppe Verdi. Al grande compositore di Busseto è, infatti, dedicato il cartellone Festival Verdi Home Streaming sul sito del teatro che ripropone online (grazie anche alla collaborazione con Unitel, Dynamic, Opera Vision) gli spettacoli selezionati dalle varie edizioni del festival verdiano che ogni anno Parma organizza in onore al suo conterraneo più illustre.
Partito un mese fa, il "Festival in streaming” è stato subito un successo con più di 100 mila visualizzazioni e 30 mila nuovi utenti, collegati da 122 paesi di tutto il mondo, segno dell’amore senza confini per Verdi. Da oggi, lunedì 20, dalle 20 e fino alle 24 di domani verranno riproposti I vespri siciliani che andarono in scena nel 2010 al Festival Verdi con la regia di Pier Luigi Pizzi. Notevole il cast di quella edizione con Leo Nucci, protagonista nei panni del governatore di Francia, Guido di Monforte, Fabio Armiliato in quelli del tenebroso Arrigo, Giacomo Prestia è Giovanni da Procida e Daniela Dessi la duchessa Elena. Sul podio Massimo Zanetti.
I Vespri, cinque atti in francese su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier, rappresentata per la prima volta all’Opera di Parigi nel 1855, è una delle opere verdiane attraversate da valori patriottici e civili in quella che è anche una storia d’amore. Ambientata nella seconda metà del Duecento in una Palermo conquistata dai francesi dove si intrecciano impeti di liberazione dagli invasori, vendette, e tormentate vicende personali in particolare dei tre giovani, Arrigo, Procida e Elena, e con una partitura musicale possente.
Il programma del Regio avvicenderà ogni giorno altri titoli sempre a partire dalle 20. Domani ci sarà Giovanna d’Arco diretta da Ramón Tebar e la regia della coppia di artisti visivi Saskia Boddeke e Peter Greenaway passata al Festival Verdi del 2016.
Il 25 aprile 2020, è la volta di Un giorno di regno con la bacchetta di Donato Renzetti e la regia di Pier Luigi Pizzi. Il 28 Jérusalem con un sempre bravo Ramòn Vargas nei panni di Gaston, diretto da Daniele Callegari nell’allestimento di Hugo de Ana. Il 2 maggio si chiude in grande con Le Trouvère del festival verdiano del 2018: si tratta della prima messa in scena dell’edizione critica, a cura di David Lawton, della versione francese del Trovatore data a Parigi nel 1857, qui con la direzione musicale molto lodata di Roberto Abbado. Più criticata invece la sontuosa e ipnotica regia di Bob Wilson, immersa in una luce azzurrina che che dà una dimensione onirica al romanzesco intreccio della trama.
Partito un mese fa, il "Festival in streaming” è stato subito un successo con più di 100 mila visualizzazioni e 30 mila nuovi utenti, collegati da 122 paesi di tutto il mondo, segno dell’amore senza confini per Verdi. Da oggi, lunedì 20, dalle 20 e fino alle 24 di domani verranno riproposti I vespri siciliani che andarono in scena nel 2010 al Festival Verdi con la regia di Pier Luigi Pizzi. Notevole il cast di quella edizione con Leo Nucci, protagonista nei panni del governatore di Francia, Guido di Monforte, Fabio Armiliato in quelli del tenebroso Arrigo, Giacomo Prestia è Giovanni da Procida e Daniela Dessi la duchessa Elena. Sul podio Massimo Zanetti.
I Vespri, cinque atti in francese su libretto di Eugène Scribe e Charles Duveyrier, rappresentata per la prima volta all’Opera di Parigi nel 1855, è una delle opere verdiane attraversate da valori patriottici e civili in quella che è anche una storia d’amore. Ambientata nella seconda metà del Duecento in una Palermo conquistata dai francesi dove si intrecciano impeti di liberazione dagli invasori, vendette, e tormentate vicende personali in particolare dei tre giovani, Arrigo, Procida e Elena, e con una partitura musicale possente.
Il programma del Regio avvicenderà ogni giorno altri titoli sempre a partire dalle 20. Domani ci sarà Giovanna d’Arco diretta da Ramón Tebar e la regia della coppia di artisti visivi Saskia Boddeke e Peter Greenaway passata al Festival Verdi del 2016.
Il 25 aprile 2020, è la volta di Un giorno di regno con la bacchetta di Donato Renzetti e la regia di Pier Luigi Pizzi. Il 28 Jérusalem con un sempre bravo Ramòn Vargas nei panni di Gaston, diretto da Daniele Callegari nell’allestimento di Hugo de Ana. Il 2 maggio si chiude in grande con Le Trouvère del festival verdiano del 2018: si tratta della prima messa in scena dell’edizione critica, a cura di David Lawton, della versione francese del Trovatore data a Parigi nel 1857, qui con la direzione musicale molto lodata di Roberto Abbado. Più criticata invece la sontuosa e ipnotica regia di Bob Wilson, immersa in una luce azzurrina che che dà una dimensione onirica al romanzesco intreccio della trama.