Radiohead, tutta un'altra storia
Ernesto Assante , di ERNESTO ASSANTERepubblica vi propone una playlist intitolata Radiohead: Now and Then, che potete ascoltare su Apple Music. Ritratto di una band che nel corso degli anni ha costruito la propria identità con rigore estremo andando lì dove nessun altro è andato prima, in termini di suono, di canzone, di bellezza
Nello scenario della musica di oggi gli inglesi Radiohead brillano come una stella solitaria. Lontani dalle mode, dalle tendenze, distanti mille miglia dalle regole del mercato, i Radiohead sono l'unica vera dimostrazione delle possibilità odierne di un linguaggio musicale che in qualche misura può ancora essere definito rock. Provate ad ascoltare la playlist che Repubblica vi propone per questa serata casalinga, intitolata Radiohead: Now and Then, che potete ascoltare su Apple Music. È un ritratto, certamente incompleto, di una band che nel corso degli anni ha costruito la propria identità con rigore estremo, con forza inaudita, con voglia di sperimentare e di superare i propri limiti, andando lì dove nessun altro è andato prima, in termini di suono, di canzone, di bellezza.
La prima sensazione che si ha ascoltando i dischi del gruppo inglese è quella dello stupore: nulla è come "dovrebbe" essere, tutte le regole …
La prima sensazione che si ha ascoltando i dischi del gruppo inglese è quella dello stupore: nulla è come "dovrebbe" essere, tutte le regole …
Nello scenario della musica di oggi gli inglesi Radiohead brillano come una stella solitaria. Lontani dalle mode, dalle tendenze, distanti mille miglia dalle regole del mercato, i Radiohead sono l'unica vera dimostrazione delle possibilità odierne di un linguaggio musicale che in qualche misura può ancora essere definito rock. Provate ad ascoltare la playlist che Repubblica vi propone per questa serata casalinga, intitolata Radiohead: Now and Then, che potete ascoltare su Apple Music. È un ritratto, certamente incompleto, di una band che nel corso degli anni ha costruito la propria identità con rigore estremo, con forza inaudita, con voglia di sperimentare e di superare i propri limiti, andando lì dove nessun altro è andato prima, in termini di suono, di canzone, di bellezza.
La prima sensazione che si ha ascoltando i dischi del gruppo inglese è quella dello stupore: nulla è come "dovrebbe" essere, tutte le regole della comunicazione musicale odierna vengono puntualmente sovvertite, ogni brano, ogni canzone, contiene un intero mondo sonoro che si dipana in pochi minuti, cercando di coinvolgere completamente chi ascolta.
Non è musica "leggera", non c’è modo di farsi scorrere addosso queste canzoni come se fossero “soltanto” intrattenimento: la band di Oxford attraversa la musica dei nostri giorni pescando solo quello che serve, scartando l’inutile, l’ovvio, il già sentito, rischiando spesso l’impopolarità, e ottenendo invece un successo sempre crescente, perché gran parte del pubblico riconosce in loro una vera e solida alternativa alla musica di consumo imperante, ai gruppi carini, alle formazioni create a tavolino da un'industria discografica che per anni si era trasformata nella tomba della musica.
E loro quell’industria l’hanno anche, quando era il momento, rifiutata, scegliendo strade diverse persino per la distribuzione e la vendita dei dischi, sperimentando, cercando, rompendo muri e aprendo porte.
Insomma, la loro è una delle ipotesi musicali più belle e affascinanti degli ultimi venti anni, e rileggerla, non solo attraverso la playlist che vi proponiamo, potrebbe essere un buon modo per passare la serata.
Come sempre vi consigliamo di ascoltare qualcosa dal vivo, e YouTube offre alcune perle dal canale ufficiale della band, che ha deciso di aprire una sua “public library” con l’hashtag #stayathomewithme e la frase “Ora che non avete scelta se trascorrere o meno una serata tranquilla a casa vi presentiamo qui il primo dei diversi live show della Radiohead Public Library in arrivo sul canale YouTube dei Radiohead”.
Due concerti vale la pena di vedere per intero, uno più breve dell’ottobre del 2000, Live from a tent in Dublin, cinquantasei minuti della band nel passaggio del millennio e nella fase “rivoluzionaria” della loro avventura musicale, e il più lungo e recente concerto di Berlino del 2016, due ore e dieci assolutamente strabilianti, sia se amate la band sia se volete fare per la prima volta "l’esperienza” di un loro concerto.
C’è poi il racconto della loro storia, in due documentari diversi, reperibili sempre su YouTube. Il primo è del 1998, agli “albori” dell’avventura dei Radiohead, intitolato Meeting people is easy, diretto da Grant Gee, ricco delle performance della band all’epoca e di molte interviste ai componenti, soprattutto il frontman Thom Yorke. Il secondo è invece più recente e completo si intitola Soundtrack for a revolution ed è in streaming su NowTv oppure on demand su Sky.
Assolutamente per cinefili e appassionati di musica è Anima, film realizzato da Paul Thomas Anderson che ha come protagonista Thom Yorke, cortometraggio di 15 minuti visionario e bellissimo. Mentre su RaiPlay trovate la loro breve e bella esibizione italiana al Primo Maggio del 1995.
La prima sensazione che si ha ascoltando i dischi del gruppo inglese è quella dello stupore: nulla è come "dovrebbe" essere, tutte le regole della comunicazione musicale odierna vengono puntualmente sovvertite, ogni brano, ogni canzone, contiene un intero mondo sonoro che si dipana in pochi minuti, cercando di coinvolgere completamente chi ascolta.
Non è musica "leggera", non c’è modo di farsi scorrere addosso queste canzoni come se fossero “soltanto” intrattenimento: la band di Oxford attraversa la musica dei nostri giorni pescando solo quello che serve, scartando l’inutile, l’ovvio, il già sentito, rischiando spesso l’impopolarità, e ottenendo invece un successo sempre crescente, perché gran parte del pubblico riconosce in loro una vera e solida alternativa alla musica di consumo imperante, ai gruppi carini, alle formazioni create a tavolino da un'industria discografica che per anni si era trasformata nella tomba della musica.
E loro quell’industria l’hanno anche, quando era il momento, rifiutata, scegliendo strade diverse persino per la distribuzione e la vendita dei dischi, sperimentando, cercando, rompendo muri e aprendo porte.
Insomma, la loro è una delle ipotesi musicali più belle e affascinanti degli ultimi venti anni, e rileggerla, non solo attraverso la playlist che vi proponiamo, potrebbe essere un buon modo per passare la serata.
Come sempre vi consigliamo di ascoltare qualcosa dal vivo, e YouTube offre alcune perle dal canale ufficiale della band, che ha deciso di aprire una sua “public library” con l’hashtag #stayathomewithme e la frase “Ora che non avete scelta se trascorrere o meno una serata tranquilla a casa vi presentiamo qui il primo dei diversi live show della Radiohead Public Library in arrivo sul canale YouTube dei Radiohead”.
Due concerti vale la pena di vedere per intero, uno più breve dell’ottobre del 2000, Live from a tent in Dublin, cinquantasei minuti della band nel passaggio del millennio e nella fase “rivoluzionaria” della loro avventura musicale, e il più lungo e recente concerto di Berlino del 2016, due ore e dieci assolutamente strabilianti, sia se amate la band sia se volete fare per la prima volta "l’esperienza” di un loro concerto.
C’è poi il racconto della loro storia, in due documentari diversi, reperibili sempre su YouTube. Il primo è del 1998, agli “albori” dell’avventura dei Radiohead, intitolato Meeting people is easy, diretto da Grant Gee, ricco delle performance della band all’epoca e di molte interviste ai componenti, soprattutto il frontman Thom Yorke. Il secondo è invece più recente e completo si intitola Soundtrack for a revolution ed è in streaming su NowTv oppure on demand su Sky.
Assolutamente per cinefili e appassionati di musica è Anima, film realizzato da Paul Thomas Anderson che ha come protagonista Thom Yorke, cortometraggio di 15 minuti visionario e bellissimo. Mentre su RaiPlay trovate la loro breve e bella esibizione italiana al Primo Maggio del 1995.