Alessandro Bergonzoni: incitamento alla fantasia
Anna Bandettini , di ANNA BANDETTINIFino a domenica possiamo vedere (o rivedere) il suo spettacolo Urge in streaming su vimeo on demand
Con lui ci sentiamo tutti James Joyce. Perché quando ci porta nel suo mondo fantastico, è come stare in un romanzo del grande scrittore irlandese: ogni parola trova significati sorprendenti, soluzioni inaspettate, vertiginose congiunzioni tanto che all’improvviso anche il pensiero rimescola giudizi, luoghi comuni e diventa più ricco, più vasto. E proprio la vastità è il tema di Urge lo spettacolo di Alessandro Bergonzoni, perché è di lui che si parla.
L’artista bolognese, affabulatore, comico, scrittore, attore che da oltre 30 anni fa un teatro, in collaborazione col regista Riccardo Rodolfi, che è critica sociale, sarcasmo, filosofia, politica…., ha ripescato lo spettacolo del 2018, di cui girò un film che è direttamente legato alla messa in scena teatrale. E che torna in programmazione fino a domenica, grazie a un'iniziativa promossa da Exit Media e Allibito in collaborazione con le …
L’artista bolognese, affabulatore, comico, scrittore, attore che da oltre 30 anni fa un teatro, in collaborazione col regista Riccardo Rodolfi, che è critica sociale, sarcasmo, filosofia, politica…., ha ripescato lo spettacolo del 2018, di cui girò un film che è direttamente legato alla messa in scena teatrale. E che torna in programmazione fino a domenica, grazie a un'iniziativa promossa da Exit Media e Allibito in collaborazione con le …
Con lui ci sentiamo tutti James Joyce. Perché quando ci porta nel suo mondo fantastico, è come stare in un romanzo del grande scrittore irlandese: ogni parola trova significati sorprendenti, soluzioni inaspettate, vertiginose congiunzioni tanto che all’improvviso anche il pensiero rimescola giudizi, luoghi comuni e diventa più ricco, più vasto. E proprio la vastità è il tema di Urge lo spettacolo di Alessandro Bergonzoni, perché è di lui che si parla.
L’artista bolognese, affabulatore, comico, scrittore, attore che da oltre 30 anni fa un teatro, in collaborazione col regista Riccardo Rodolfi, che è critica sociale, sarcasmo, filosofia, politica…., ha ripescato lo spettacolo del 2018, di cui girò un film che è direttamente legato alla messa in scena teatrale. E che torna in programmazione fino a domenica, grazie a un'iniziativa promossa da Exit Media e Allibito in collaborazione con le sale Beltrade di Milano, Nuovo Eden di Brescia, Odeon di Vicenza. Il video dello spettacolo sarà fruibile online attraverso vimeo on demand. Questi i siti: Beltrade sul sofà, Nuovo Eden di Brescia, Odeon Vicenza.
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Quello che “urge” secondo Alessandro Bergonzoni, che si presenta come sempre solo davanti al sipario, è il “voto di vastità”, cioè una ampiezza interiore, di pensiero, fantastica perché ormai non c’è più tempo per curare i “tumori intellettuali” che hanno rovinato l’umanità. “Ripartiamo dai doveri. Dov’eri quando sventravano i concetti, quando svuotavano le parole”, incalza Bergonzoni che dissemina la sua riflessione di battute (“Rifacciamoci il senno”; “vedo un anziano che ha il pallino delle bocce, e gli altri non giocano, perché finché lo tiene lui….”). Sì, perché l’ora e un quarto dello spettacolo è travolgente, sorprendente come sempre per i nessi e i salti logici che solo lui sa far fare al linguaggio, ma anche per lo slancio “politico” che propone. "Il pensiero si intreccia sempre a cosa possiamo fare, farci parlamento di noi stessi”, incita per richiamare il nostro valore di responsabilità verso il mondo, e la possibilità di una soluzione: "aprirsi all’incommensurabile, all’invisibile, all’incredibile, all’onirico, per uscire da abitudini mentali indotte dalla selva di discorsi in cui tutti ci troviamo immersi”, dice Bergonzoni. Insomma, ci incita a lasciarci andare alla fantasia. Fosse anche solo la metà della sua.
L’artista bolognese, affabulatore, comico, scrittore, attore che da oltre 30 anni fa un teatro, in collaborazione col regista Riccardo Rodolfi, che è critica sociale, sarcasmo, filosofia, politica…., ha ripescato lo spettacolo del 2018, di cui girò un film che è direttamente legato alla messa in scena teatrale. E che torna in programmazione fino a domenica, grazie a un'iniziativa promossa da Exit Media e Allibito in collaborazione con le sale Beltrade di Milano, Nuovo Eden di Brescia, Odeon di Vicenza. Il video dello spettacolo sarà fruibile online attraverso vimeo on demand. Questi i siti: Beltrade sul sofà, Nuovo Eden di Brescia, Odeon Vicenza.
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Quello che “urge” secondo Alessandro Bergonzoni, che si presenta come sempre solo davanti al sipario, è il “voto di vastità”, cioè una ampiezza interiore, di pensiero, fantastica perché ormai non c’è più tempo per curare i “tumori intellettuali” che hanno rovinato l’umanità. “Ripartiamo dai doveri. Dov’eri quando sventravano i concetti, quando svuotavano le parole”, incalza Bergonzoni che dissemina la sua riflessione di battute (“Rifacciamoci il senno”; “vedo un anziano che ha il pallino delle bocce, e gli altri non giocano, perché finché lo tiene lui….”). Sì, perché l’ora e un quarto dello spettacolo è travolgente, sorprendente come sempre per i nessi e i salti logici che solo lui sa far fare al linguaggio, ma anche per lo slancio “politico” che propone. "Il pensiero si intreccia sempre a cosa possiamo fare, farci parlamento di noi stessi”, incita per richiamare il nostro valore di responsabilità verso il mondo, e la possibilità di una soluzione: "aprirsi all’incommensurabile, all’invisibile, all’incredibile, all’onirico, per uscire da abitudini mentali indotte dalla selva di discorsi in cui tutti ci troviamo immersi”, dice Bergonzoni. Insomma, ci incita a lasciarci andare alla fantasia. Fosse anche solo la metà della sua.