La sfida: una playlist di sole dieci canzoni per raccontare Leonard Cohen
Ernesto Assante , di ERNESTO ASSANTE
Si può racchiudere in sole dieci canzoni la complessa, ricchissima, multiforme, sorprendente e poetica produzione musicale di Leonard Cohen? Sicuramente no. E per questo ci abbiamo provato. La playlist che vi proponiamo per questa sera, disponibile su Apple Music e realizzata da Repubblica, si intitola, appunto, 10 Leonard Cohen perfect songs e non ha alcuna ambizione di completezza, non vuole essere un ritratto, non pretende di raccontare un aspetto di Cohen, di illuminare lati oscuri o meno noti.
Sono solo dieci canzoni, a nostro avviso perfette, realizzate da uno dei più grandi artisti che il mondo ha avuto il piacere e la fortuna di conoscere, a cavallo tra un millennio e l’altro. Canzoni che mettono insieme bellezza e sentimento, parole che possono diventare poesia e melodie che possono accendere le emozioni, canzoni che parlano di noi pur essendo personali, storie che Cohen non ha voluto fossero private anche quando erano legate con nodi strettissimi alla su…
Sono solo dieci canzoni, a nostro avviso perfette, realizzate da uno dei più grandi artisti che il mondo ha avuto il piacere e la fortuna di conoscere, a cavallo tra un millennio e l’altro. Canzoni che mettono insieme bellezza e sentimento, parole che possono diventare poesia e melodie che possono accendere le emozioni, canzoni che parlano di noi pur essendo personali, storie che Cohen non ha voluto fossero private anche quando erano legate con nodi strettissimi alla su…
Si può racchiudere in sole dieci canzoni la complessa, ricchissima, multiforme, sorprendente e poetica produzione musicale di Leonard Cohen? Sicuramente no. E per questo ci abbiamo provato. La playlist che vi proponiamo per questa sera, disponibile su Apple Music e realizzata da Repubblica, si intitola, appunto, 10 Leonard Cohen perfect songs e non ha alcuna ambizione di completezza, non vuole essere un ritratto, non pretende di raccontare un aspetto di Cohen, di illuminare lati oscuri o meno noti.
Sono solo dieci canzoni, a nostro avviso perfette, realizzate da uno dei più grandi artisti che il mondo ha avuto il piacere e la fortuna di conoscere, a cavallo tra un millennio e l’altro. Canzoni che mettono insieme bellezza e sentimento, parole che possono diventare poesia e melodie che possono accendere le emozioni, canzoni che parlano di noi pur essendo personali, storie che Cohen non ha voluto fossero private anche quando erano legate con nodi strettissimi alla sua vita.
Canzoni, ovvero quegli oggetti artistici così particolari, fatti di ingredienti certi e misteriosi, di un equilibrio sottile tra realtà e finzione, che Cohen sapeva costruire con incredibile maestria. La playlist è ridotta all’essenziale, dieci canzoni soltanto, e la scelta contiene molti brani letteralmente inevitabili, quelli di cui ogni essere umano senziente non dovrebbe privarsi nella vita, come Dance me to the end of love, Suzanne, You want it darker, Hallelujah. Quindi, semmai dovesse piacervi e servisse a farvi "scoprire" Cohen, non sarebbe null’altro, com’è, che un punto di partenza per un viaggio più lungo e avventuroso in un mondo, quello del cantautore canadese, decisamente più vasto.
Certo, definirlo "cantautore" è riduttivo, perché Cohen è stato poeta, romanziere, performer, uomo di profonda spiritualità, una sorta di uomo rinascimentale perfettamente calato, però, nei suoi tempi, nel nostro mondo. La sua arte ha avuto come centro la parola, scritta, detta e cantata. E il suo modo di cantare era decisamente diverso da ogni canone del “bel canto”, semplice, con poche variazioni tonali e scarsa dinamica, nulla di avvincente in teoria e, invece, capace di catturare l’attenzione e scatenare emozioni come pochi altri hanno saputo fare, usando la sua particolare e unica magia.
Provare per credere: il concerto del 1988 che trovate su YouTube, "Leonard Cohen, Dance me to the end of love, European tour 1988” mette meravigliosamente in evidenza tutte le sue particolarissime doti, esaltate poi soprattutto negli ultimi anni da performance che trovare magnificamente documentate in tre concerti che sono su Apple TV, Songs from the Road dal tour del 2007, Live in London dal tour del 2008, Live in Dublin dal tour del 2013. Concerti particolarissimi, come dice Gino Castaldo “una lunga apnea col respiro trattenuto fino all'ultima nota”, che hanno un fascino misterioso e profondo.
Se volete però conoscere meglio la storia di Cohen sempre su YouTube c’è un vecchio “rockumentary” del 1972, The bird on a wire, che può fare il paio con il concerto all’Isola di Wight del 1970 che invece trovate su Apple TV. Ma il documentario più interessante è (tutto doppiato in italiano) I’m your man, diretto da Lian Lunson, disponibile sempre su YouTube, che mette insieme qualche spezzone dal vivo e interviste, ma soprattutto un gran numero di testimonianze di artisti amici e appassionati.
Tra questi artisti appassionati di Cohen, in Italia c’è Giancarlo De Cataldo, scrittore e intellettuale che ama il cantautore canadese in maniera totale. E a Cohen ha voluto dedicare una serata che si è svolta lo scorso anno all’Auditorium Parco Della Musica di Roma, Una serata per Leonard Cohen – Istruzioni per sopravvivere alla sconfitta, che ha visto la partecipazione di Angela Baraldi, Diana Tejera, Marcello Murru, Valerio Vigliar e Tommaso Ragno. Il tutto è disponibile su RaiPlay.
Sono solo dieci canzoni, a nostro avviso perfette, realizzate da uno dei più grandi artisti che il mondo ha avuto il piacere e la fortuna di conoscere, a cavallo tra un millennio e l’altro. Canzoni che mettono insieme bellezza e sentimento, parole che possono diventare poesia e melodie che possono accendere le emozioni, canzoni che parlano di noi pur essendo personali, storie che Cohen non ha voluto fossero private anche quando erano legate con nodi strettissimi alla sua vita.
Canzoni, ovvero quegli oggetti artistici così particolari, fatti di ingredienti certi e misteriosi, di un equilibrio sottile tra realtà e finzione, che Cohen sapeva costruire con incredibile maestria. La playlist è ridotta all’essenziale, dieci canzoni soltanto, e la scelta contiene molti brani letteralmente inevitabili, quelli di cui ogni essere umano senziente non dovrebbe privarsi nella vita, come Dance me to the end of love, Suzanne, You want it darker, Hallelujah. Quindi, semmai dovesse piacervi e servisse a farvi "scoprire" Cohen, non sarebbe null’altro, com’è, che un punto di partenza per un viaggio più lungo e avventuroso in un mondo, quello del cantautore canadese, decisamente più vasto.
Certo, definirlo "cantautore" è riduttivo, perché Cohen è stato poeta, romanziere, performer, uomo di profonda spiritualità, una sorta di uomo rinascimentale perfettamente calato, però, nei suoi tempi, nel nostro mondo. La sua arte ha avuto come centro la parola, scritta, detta e cantata. E il suo modo di cantare era decisamente diverso da ogni canone del “bel canto”, semplice, con poche variazioni tonali e scarsa dinamica, nulla di avvincente in teoria e, invece, capace di catturare l’attenzione e scatenare emozioni come pochi altri hanno saputo fare, usando la sua particolare e unica magia.
Provare per credere: il concerto del 1988 che trovate su YouTube, "Leonard Cohen, Dance me to the end of love, European tour 1988” mette meravigliosamente in evidenza tutte le sue particolarissime doti, esaltate poi soprattutto negli ultimi anni da performance che trovare magnificamente documentate in tre concerti che sono su Apple TV, Songs from the Road dal tour del 2007, Live in London dal tour del 2008, Live in Dublin dal tour del 2013. Concerti particolarissimi, come dice Gino Castaldo “una lunga apnea col respiro trattenuto fino all'ultima nota”, che hanno un fascino misterioso e profondo.
Se volete però conoscere meglio la storia di Cohen sempre su YouTube c’è un vecchio “rockumentary” del 1972, The bird on a wire, che può fare il paio con il concerto all’Isola di Wight del 1970 che invece trovate su Apple TV. Ma il documentario più interessante è (tutto doppiato in italiano) I’m your man, diretto da Lian Lunson, disponibile sempre su YouTube, che mette insieme qualche spezzone dal vivo e interviste, ma soprattutto un gran numero di testimonianze di artisti amici e appassionati.
Tra questi artisti appassionati di Cohen, in Italia c’è Giancarlo De Cataldo, scrittore e intellettuale che ama il cantautore canadese in maniera totale. E a Cohen ha voluto dedicare una serata che si è svolta lo scorso anno all’Auditorium Parco Della Musica di Roma, Una serata per Leonard Cohen – Istruzioni per sopravvivere alla sconfitta, che ha visto la partecipazione di Angela Baraldi, Diana Tejera, Marcello Murru, Valerio Vigliar e Tommaso Ragno. Il tutto è disponibile su RaiPlay.